La giornalista e divulgatrice scientifica, laureata in medicina e chirurgia, illustra l’importanza che le nostre scelte hanno nella prevenzione dei tumori
“Quando si parla di prevenzione bisogna sgomberare il campo da un grande equivoco. Si tende a identificarla con l’esecuzione di esami, controlli e check-up, invece a fare la differenza sono gli stili di vita e l’adesione ai programmi di screening organizzati dall’Ats”. Così la giornalista e divulgatrice scientifica Roberta Villa, laureata in medicina e chirurgia, illustra l’importanza che le nostre scelte hanno nella prevenzione dei tumori.
Lo scorso ottobre è uscito il libro “Cattiva prevenzione. I pericoli del consumismo sanitario”, con cui l’esperta ha approfondito il tema smontando parecchie convinzioni errate.
In occasione della giornata contro il cancro, che ricorre il 4 febbraio di ogni anno per sensibilizzare sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce, l’abbiamo intervistata per saperne di più.
Perché è importante parlare di prevenzione?
Perché ognuno di noi non vorrebbe sviluppare il cancro o nel caso questo accada desidererebbe ricevere una diagnosi precoce in modo da avere maggiori possibilità di guarire. Quando ne parliamo dobbiamo tenere presente che ci sono due diversi approcci: la prevenzione primaria, che concerne tutte le misure che riducono il rischio di ammalarsi, e quella secondaria, che riguarda gli esami e gli screening che permettono di diagnosticare precocemente i tumori in modo da poterli curare ottenendo risultati migliori. Spesso sull’argomento c’è un grande equivoco: si tende a identificare la parola prevenzione con l’esecuzione di esami, controlli e check-up, ma non è così.
Come mai?
Sappiamo con certezza che i controlli che possono aiutarci a ridurre la mortalità per cancro sono quelli previsti dai programmi di screening per i quali l’Ats ci invia una lettera invitandoci a seguire la mammografia, il pap test o l’Hpv test (contro il tumore del collo dell’utero, ndr) per le donne e lo screening per il tumore del colon retto per la ricerca di sangue occulto nelle feci per le persone di entrambi i sessi. È molto importante, perché si tratta di una delle prime cause di morte per cancro, eppure se ne parla pochissimo.
Ci spieghi
Quello del colon è un tumore su cui la prevenzione è molto efficace. Lo screening consente di identificare la presenza di formazioni che possono essere asportate prima ancora di diventare tumori. Questo test viene proposto dai cinquant’anni in su, ma non tutti lo effettuano nonostante la modalità di svolgimento sia facile e non sia invasiva. Si tende a pensare che la prevenzione si faccia sottoponendosi a mille esami del sangue e check-up, ma non è così: il 40% dei tumori dipende dal nostro stile di vita che potremmo modificare. Oltre a sottoporci ai programmi di screening che vengono organizzati, la prevenzione più importante è quella che possiamo fare adottando comportamenti che riducano il rischio di ammalarsi. Il primo problema è costituito dal fumo, di cui da tempo si parla sempre meno.
Approfondiamo questo aspetto
Volentieri, parlarne è importante. Ci preoccupiamo della presenza di tante sostanze tossiche nell’ambiente come pesticidi e microplastiche e poi fumiamo sigarette che contengono componenti radioattive, tossiche e cancerogene nella massima concentrazione possibile. I ragazzi si avvicinano al fumo più di quello che sembra, anche attraverso le sigarette elettroniche, che vanno comunque evitate. Non sappiamo ancora se nuocciano come le altre, ma di certo è meglio non fumarle. Negli ultimi anni il tumore del polmone è calato tra gli uomini perché si è ridotto il numero dei fumatori, mentre tra le donne è aumentato perché è cresciuta la quota delle fumatrici. Le ragazze a volte fumano più dei ragazzi e questo le espone a un grosso rischio. Un altro problema è l’alcol, che di solito viene associato alle malattie del fegato o ad eccessi che portano a fare incidenti il sabato sera, invece rappresenta il principale fattore modificabile per il tumore della mammella. Si pensa che bevendo un bicchiere al giorno o a ogni pasto non succeda nulla, anzi si è soliti dire che un po’ di vino rosso fa buon sangue, invece gli effetti sulla salute ci sono: è un’abitudine che non ci renderà alcolisti ma accresce il rischio di sviluppare tumori.
È un dato interessante: fa riflettere
Sicuramente. Le ragazze bevono molto più di una volta, fanno aperitivi con cocktail e introducono superalcolici con una certa facilità anche se non si ubriacano. Tutto ciò porta a un aumento del rischio di tumore della mammella. Guardando ai comportamenti virtuosi, invece, è di notevole aiuto alla prevenzione la pratica di attività fisica. Tante volte ci si preoccupa di andare in palestra o di svolgere allenamenti particolari, ma basta poco per ridurre la mortalità. È importante che chiunque in relazione all’età, alla possibilità e alle circostanze cerchi di tenersi in movimento tutti i giorni. Va considerato che i benefici sono parecchi in termini di protezione dai tumori e di tante altre malattie.
Parallelamente bisogna stare attenti all’alimentazione
Si, quello è un altro capitolo a cui prestare attenzione. L’obesità è un fattore di rischio importante per il cancro e dipende sia dallo svolgimento di attività fisica sia dall’alimentazione. Avere corrette abitudini alimentari ci protegge: l’indicazione è di consumare cereali integrali, frutta e verdura, introducendo buoni quantitativi di fibre che sono alleate contro varie forme di tumore, a cominciare da quelle che colpiscono il colon. Sono cose di cui non vogliamo sentir parlare, perché siamo facilmente disposti ad eseguire un esame in più mentre cambiare le abitudini risulta più difficile. Ma c’è un altro argomento che viene percepito come un tabù.
Quale?
Il problema delle carni lavorate. Prosciutto, salumi e insaccati fanno parte della nostra tradizione alimentare ma aumentano il rischio di sviluppare il tumore del colon e dello stomaco. Dovremmo cercare di consumarli in maniera occasionale, non tutti i giorni o tutte le settimane. Sappiamo che questa indicazione vale a prescindere dalla qualità dei prodotti, anche se spesso per abitudine vengono dati con frequenza anche ai bambini. E poi c’è il problema della carne rossa: per quest’ultima non abbiamo le stesse prove, ma sarebbe bene limitarne il consumo rispetto a quello che si tenderebbe a fare. In termini di buona prevenzione, infine, possiamo contare su due vaccini in grado di ridurre molto il rischio.
Quali sono?
La vaccinazione contro l’epatite B (HBV) e quella contro il papilloma virus. Il primo, che viene somministrato ai nuovi nati con successivi richiami, protegge in modo altamente efficace dal virus HBV, che causa infezioni epatiche e tumore del fegato. Il secondo, contro il virus HPV, in Italia è offerto gratuitamente a ragazze e ragazzi nel corso del dodicesimo anno di vita (11 anni compiuti) ed è consigliato anche per i giovani fino ai 25-30 anni.
È rivolta sia ai ragazzi sia alle ragazze?
Si, è importante che lo ricevano entrambi. Sappiamo che protegge contro il tumore della cervice uterina ma anche della gola, del pene, della vagina, dell’ano e dell’orofaringe.
Per concludere, come mai alcuni salutisti muoiono di cancro mentre persone non attente allo stile di vita non hanno problemi di salute?
Una ricerca pubblicata nei giorni scorsi ha confermato che il rischio di tumore dipende al 50% dai geni e al 50% dai comportamenti. Alcuni individui hanno geni molto protettivi e anche se si espongono a fattori di rischio arrivano a novant’anni senza alcuna malattia, mentre altri muoiono a trent’anni di leucemia anche se sono attenti alla salute. È chiaro che c’è un fattore genetico, ma non è possibile cambiare i nostri geni: possiamo intervenire su fumo, alcol, alimentazione e attività fisica, quindi l’invito è fare quello che si può per vivere meglio.