Le reazioni
|I leghisti bergamaschi scaricano Vannacci: “Mai stato uno di noi, i nostri valori sono altri”
L’uscita del generale dal partito accende i malumori degli storici militanti della Lega provinciale: “Meglio al 3% fedeli ai nostri ideali che al 20% con certi personaggi”
La figura del generale Roberto Vannacci non ha mai attecchito tra gli storici militanti bergamaschi del partito. Nello zoccolo duro del Carroccio sul territorio i malumori erano diffusi da tempo: alcuni emersi alla luce del sole, altri rimasti a lungo sopiti. Forse, anche per non rischiare di perdere quel consenso che indubbiamente il suo nome attraeva. Martedì 3 febbraio si è realizzata la separazione tra la Lega e Roberto Vannacci . L’ormai ex vicesegretario del partito ha annunciato di voler “proseguire la sua strada da solo” per far tornare l’Italia un “Paese sovrano e prospero stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci”.
La sensazione è che nessuno tra gli esponenti di spicco del Carroccio in provincia abbia fatto scorta di fazzoletti per asciugarsi le lacrime. “Vannacci a Bergamo non è mai stato visto come uno della Lega – la posizione ufficiale della segreteria provinciale, condivisa dal segretario Fabrizio Sala -. Il generale con noi non ha mai legato: non ha la nostra storia e i nostri valori, legati a federalismo e autonomia. I nostri riferimenti sono altri: Calderoli, Romeo, Fontana, Giorgetti, Alessandra Locatelli e il nostro segretario federale Matteo Salvini”.
Eppure alle Europee del 2024 il suo nome aveva ottenuto in Bergamasca più di 13 mila preferenze. Anche riconoscendo l’attrazione suscitata verso orientamenti ben più estremi della Lega, Vannaci aveva certamente calamitato consensi anche dall’elettorato provinciale del Carroccio. “Di certo non nei leghisti della prima ora – assicura Andrea Bolognini, sindaco leghista di Palazzago che già in passato non aveva fatto nulla per nascondere il fastidio per alcune posizioni di Vannacci -. Le sue idee sono molto lontane dalle nostre. Nel nostro circolo noto disaffezione dovuta all’invecchiamento del progetto di un tempo, ma chi ci crede rimane nel partito”.
Analisi simile anche da parte del sindaco di Almenno San Salvatore, Michele Sarchielli, storico militante e membro del direttivo provinciale del Carroccio. “Ho sempre pensato che non c’entrasse niente con la Lega – sottolinea -. Piuttosto che arrivare al 20% con certi personaggi, preferisco rimanere ‘puro’ al 3%”. Da tempo l’ex militare aveva iniziato a lavorare a un suo progetto politico, più a destra della Lega e ispirato all’ideologia di Donald Trump. Dopo averlo depositato nei giorni scorsi, annunciando la sua decisione sui social martedì pomeriggio Vannacci ha rilanciato il simbolo di ‘Futuro Nazionale’ che, seppur non sia ancora stato confermato ufficialmente, sarà probabilmente il nuovo partito da lui fondato.
La decisione di Vannacci non è una sorpresa per Roberto Anelli, consigliere regionale bergamasco del partito. “Se uno dall’interno inizia a creare un proprio movimento, è naturale che prima o poi voglia andarsene. Ho rispetto per la sua esperienza militare, ma era un corpo estraneo alla Lega”. Secondo Anelli le migliaia di preferenze prese alle Europee si spiegano anche per le sua abilità da comunicatore. “Oltre a questo la novità fa sempre scalpore – obietta -, ancor più se preceduta da un’azione mediatica non indifferente grazie al suo libro. Alla fine i suoi voti sono risultati fino a sè stessi”.
Una stretta di mano tra Vannacci e Salvini. Getty ImagesIl libro citato è Il mondo al contrario, autopubblicato nel 2023, opera in cui Vannacci mise nero su bianco la sua visione conservatrice con posizioni razziste e omofobe. A partire dalla popolarità generata dalla pubblicazione la Lega decise di candidarlo alle elezioni europee, dove in tutta Italia raccolse mezzo milione di preferenze. “Quando si entra a far parte di una comunità bisogna condividerne anche le scelte – riflette Claudia Terzi, assessore regionale alle Infrastrutture della Lega -. Il comportamento di Vannacci è stato irrispettoso, ha sfruttato il partito per i suoi affari. Vorrei ricordare che tutti quelli che in passato sono usciti dalla Lega, anche con grandi proclami, dopo poco tempo sono finiti nel vuoto. Staremo a vedere se lui rappresenterà un’eccezione”.
Sul rischio di perdita di elettori in provincia, il consigliere Anelli riconosce un “rischio momentaneo, ma per far crescere un partito ci voglio anche fondi. Movimenti basati sulla sola presenza di un personaggio raramente vanno lontano”. Intanto martedì pomeriggio il generale è stato ‘disconosciuto’ anche dai Patrioti, l’euroscettico gruppo politico di destra del Parlamento europeo che include la Lega italiana. “Roberto Vannaci non è più membro del PfE – ha comunicato il gruppo in una nota -. La decisione segue il suo abbandono della Lega, rendendo la sua permanenza incompatibile con la nostra struttura politica”.
Da Roma infine la voce di Rebecca Frassini, deputata bergamasca del Carroccio, chiude definitivamente l’esperienza di Vannacci nel partito. “Ha dimostrato di avere la tessera, ma di non essere un vero leghista – afferma -. La morale di questa sua parentesi è chiara: la Lega si serve, della Lega non ci si serve. Gli sono state date tante opportunità, ma essere parte di un partito vuol dire lavorare come squadra, impegnarsi e rispettare un valore fondamentale: la lealtà”.



