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Atalanta-Juventus, una ‘classica’ della Coppa Italia sulla strada del sogno nerazzurro
La coreografia alla finale di Coppa Italia di Roma nel 2024. Foto Getty

Le due finali perse nel 2021 e nel 2024, i quarti di finale del 2019 e la semifinale del 2018 con esiti diversi. Una vittoria e cinque sconfitte negli ultimi precedenti, ma l’occasione è ghiotta

Bergamo. Fame di rivincita e non potrebbe essere altrimenti. Se c’è un rammarico che l’Atalanta si porta dietro dall’era Gasperini è quello di non essere riuscita a vincere nemmeno una volta la Coppa Italia, pur avendo disputato tre finali. Tutte perse. La prima contro la Lazio, le altre due contro la Juventus. 2021 a Reggio Emilia e 2024 a Roma, una settimana prima del trionfo di Dublino che ha in qualche modo azzerato ogni tipo di delusione. Ma ogni volta che si riparte, ogni volta che si dà uno sguardo al tabellone, il pensiero comune è lo stesso: bastano (si fa per dire) 5 vittorie, anzi, 4, visto che la semifinale si gioca su andata e ritorno.

È inevitabile: per squadre come l’Atalanta, è l’obiettivo più alla portata, la strada più breve per arrivare ad un trofeo e quindi la più semplice. Non significa che sia scontato. Certo, guardando il tabellone di quest’anno, il fatto di poter trovare in semifinale una tra Lazio e Bologna e potersela giocare sui 180 minuti sicuramente rende meno complicato il percorso rispetto ad altre occasioni. Non è azzardato definire ‘facile’ quel lato del tabellone.

Il grande ostacolo in questo momento è rappresentato dalla Juventus, la squadra sicuramente più in fiducia del campionato insieme all’Inter: 5 vittorie nelle ultime 7 partite e 20 gol all’attivo. Arriva però senza Kenan Yildiz, il 10, il simbolo, il giocatore di maggior talento di tutta la squadra, fermato da un acciacco muscolare. Insomma, non sarà la vera Juve di Spalletti che ha 9 punti in più in campionato e rappresenta per l’Atalanta il riferimento su cui fare i conti per la Champions in questo momento.

Resta il fatto che, negli ultimi 25 anni, la Juventus a Bergamo abbia perso soltanto in quattro occasioni. Tre delle quali, però, in Coppa Italia. Dalla mitica doppietta di Lazzari nel 2005 al 2-1 in rimonta con Rolando Bianchi e Pià per ribaltare lo svantaggio di Zalayeta nel gennaio 2002. E poi la terza vittoria è un 3-0 del 30 gennaio 2019, con Castagne e la doppietta di Zapata a lasciare ammutoliti Cristiano Ronaldo e compagni.

Quel tris resta anche l’unica vittoria dell’ultimo decennio, a fronte di 5 sconfitte, tutte brucianti e in tutte le fasi… tranne una. Ottavi (2017), semifinale (2018) e finale (2021 e 2024). Ai quarti di finale, invece, l’Atalanta ha vinto. Palladino e i suoi sperano di rivivere la stessa storia, forti di un 0-0 con il Como che è valso come una vittoria per il morale e per lo spirito. Lo slancio ideale per quella che, finora, potrebbe essere definita la partita più importante finora di questa stagione.

Perché proseguire il cammino in una coppa che l’Atalanta ha sfiorato ripetutamente nel corso dei decenni senza mai agguantarla, perdendo 5 finali in un digiuno che perdura da 65 anni, diventa di vitale importanza per dare un senso ad una stagione che rischia di essere ‘di passaggio’, ma che può essere ricordata per un trofeo. Alla portata di questa Dea, in grado di giocarsela con tutti. E magari strappare una qualificazione garantita in Europa League, anche se l’ambizione è inevitabilmente più alta.