La lettera
Ritardi e cancellazioni dei treni garantiti: “Sciopero diritto irrinunciabile, ma si rispettino i pendolari”
Lunedì 2 febbraio alcuni convogli sono stati soppressi anche nella fascia serale, tra le 18 e le 21: l’odissea di una bergamasca raccontata in una lettera di denuncia
Bergamo. La giornata dei pendolari sulla tratta ferroviaria Bergamo-Milano è iniziata, ancora una volta, nel peggiore dei modi. Lo sciopero annunciato lunedì 2 febbraio dal sindacato Orsa non ha rispettato gli orari garantiti con corse cancellate e ritardi sia nella fascia mattutina, tra le 6 e le 9, sia in quella serale dalle 18 alle 21.
A farne le spese centinaia di persone, lavoratori e studenti, che hanno dovuto attendere ore nelle varie stazioni o su convogli in attesa di un ordine di partenza che poi non è mai arrivato. “Una situazione a dir poco irrispettosa delle persone – scrive una pendolare, Chiara Ciniselli, in una lettera di denuncia -. Lo sciopero è un diritto irrinunciabile, nessuno lo discute, ma le agitazioni devono essere portate avanti nel rispetto dei lavoratori che per necessità viaggiano sul sistema di trasporto pubblico”.
All’alba di lunedì la donna si è recata in stazione a Ponte San Pietro per prendere la corsa delle 6,30 verso Milano. La partenza del convoglio è stata rinviata per più di un’ora e il treno è arrivato a destinazione con 80 minuti di ritardo. “Sperando ingenuamente che la giornata non potesse peggiorare, esco dal lavoro con la fievole speranza di un treno di rientro prima delle 18 ma con la certezza del treno delle 18,01 – continua la pendolare -. Treno però sparito magicamente dal tabellone delle partenze e volatilizzato senza alcune informazioni”.
Con pazienza la donna si è messa in attesa del prossimo convoglio, in programma alle 18,31. I disagi, però, non erano ancora finiti. “Il treno era fermo al binario, porte chiuse e persone accalcate in attesa di informazioni che non arrivavano – spiega -. Nessuno si è degnato di trasmettere un annuncio o altro”.
Le 19 si avvicinano. Insieme a un gruppo di pendolari, Ciniselli si dirige verso la prima carrozza alla ricerca di un operatore che possa dare informazioni chiare. “Abbiamo trovato un macchinista che, dopo anni e anni di lavoro, non vede l’ora di andare in pensione – afferma la pendolare rievocando il momento -. Ci suggerisce di muoverci verso il binario 18 di Milano Porta Garibaldi per prendere il treno delle 19,01. E allora via di corsa, verso il nuovo miraggio del binario 18, dove la nostra oasi appare: un treno vecchio, ma porte aperte”. Finalmente, all’orario previsto, il segnale di chiusura porta si attiva e il convoglio parte.



