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Fumo, alcol e alimentazione: “Le nostre responsabilità nella prevenzione del cancro”

Lucia De Ponti, presidente di Lilt Bergamo (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), evidenzia l’importanza che le nostre scelte hanno nella prevenzione dei tumori

“Abbiamo la responsabilità di cercare di evitare di esporci al rischio di sviluppare patologie oncologiche adottando stili di vita sani”. Così Lucia De Ponti, presidente di Lilt Bergamo (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), evidenzia l’importanza che le nostre scelte hanno nella prevenzione dei tumori.

Ogni anno il 4 febbraio si celebra la giornata Mondiale contro il Cancro, un’occasione importante per sensibilizzare la popolazione su alcuni punti fondamentali; prevenzione, cura e sostegno. Abbiamo intervistato Lucia De Ponti per saperne di più.

Perché è importante parlare di prevenzione, diagnosi precoce e cura?

Se ne può capire l’importanza assumendo due punti di osservazione. Il primo è quello della ricerca, che sta davvero compiendo passi da gigante per la terapia delle patologie oncologiche. Sono state superate frontiere che fino ad alcuni anni fa erano inimmaginabili: oggi abbiamo gli strumenti per mettere a punto tecniche farmacologiche e di trattamenti delle patologie oncologiche di estremo interesse e avanguardia. È un fronte presidiato in maniera egregia dai ricercatori italiani a cui andrebbero riconosciuti più finanziamenti perché attraverso la loro professionalità e la collaborazione fra istituti di ricerca stanno svolgendo un lavoro encomiabile raggiungendo risultati fondamentali. Il secondo punto di osservazione, invece, riguarda noi.

Ci spieghi.

Mentre i ricercatori svolgono il proprio lavoro, a noi spetta il compito di fare tutto quello che è nelle nostre mani per tutelare la nostra salute. Come cittadine e cittadini abbiamo la responsabilità di cercare di evitare di esporci al rischio di sviluppare patologie oncologiche adottando stili di vita sani che consentano di rafforzare le nostre difese nei confronti della comparsa di tali malattie. In parallelo è importante aderire agli screening proposti dalla Regione perché rendono possibile la diagnosi precoce, fondamentale per avere un decorso della malattia meno invasivo e di conseguenza trattamenti meno invasivi, quindi esiti meno impattanti sul paziente e su tutto ciò che lo circonda, ossia l’ambiente famigliare, lavorativo e sociale.

Quali passi avanti sono stati compiuti?

Il cancro oggi viene trattato e in tantissimi casi può essere guarito o diventare una patologia cronica con cui convivere. I numeri evidenziano che quattro milioni di italiani hanno superato il cancro o lo tengono sotto controllo: significa che possiamo far sì che i tumori non siano più un “brutto male” di cui non parlare ma una malattia con cui si può convivere come il diabete o altre patologie.

Come possiamo fare la nostra parte?

Come cittadine e cittadini abbiamo una grande responsabilità. La prima indicazione è quella di osservare una sana alimentazione, che non significa rinunciare a quattro fette di salame o non mangiare la casöla ma prestare attenzione al controllo del peso, introdurre cibi non particolarmente lavorati e adottare la dieta mediterranea, con un’ampia variabilità nel consumo di frutta e verdura di stagione. Qualsiasi pietanza che portiamo a tavola ha caratteristiche e contenuti nutrizionali diversi che possono farci bene oppure no e naturalmente sta a noi decidere per il nostro benessere. Inoltre, bisogna evitare le cattive abitudini, a cominciare dal fumo.

Potrebbe approfondire questo aspetto?

Quando si parla del fumo, non si fa più solo riferimento al tabacco ma anche alla nicotina. Sappiamo che la sigaretta tradizionale sta diminuendo a favore dei nuovi strumenti messi sul mercato dalle stesse aziende che producevano le sigarette. Questo fatto dovrebbe sollecitare ognuno di noi a porsi una domanda e darsi una risposta. In termini di effetti sull’organismo, i prodotti a tabacco riscaldato hanno gli stessi problemi delle sigarette tradizionali in quanto contengono sostanze nocive: l’unica cosa che cambia è la temperatura di combustione. I pesticidi adoperati per far crescere il tabacco e la presenza di sostanze che nuocciono alla salute, in primis la nicotina che crea dipendenza, rimangono delle gravi criticità.

Vale anche per la sigaretta elettronica?

Dipende da cosa ci si mette dentro, ma con la nicotina ricadiamo nel tema della dipendenza. Non è detto che se ci mettiamo profumo di marshmallow introduciamo una sostanza semplice come lo zucchero, perché si tratta di composti chimici i cui effetti verranno misurati nel tempo. L’indicazione è quella di evitare ciò che può essere glam, farci sentire sociali, ma costituisce un pericolo per la salute. Le stesse considerazioni valgono per il consumo di alcol, che va evitato a cominciare dalla più giovane età. Adesso c’è un alcolismo diffuso anche tra i giovani e i giovanissimi, ma il consumo di alcolici provoca danni che a volte sono irreversibili. Un’altra raccomandazione riguarda l’esposizione al sole.

In che senso?

Bisogna prendere il sole con prudenza, stando attenti al fototipo ed evitando di esporsi ai raggi solari nelle ore più calde della giornata. Questa indicazione, naturalmente, sarà utile soprattutto in primavera e d’estate, quando in linea generale si trascorre più tempo all’aria aperta. L’indicazione è quella di stare attenti soprattutto ai bambini, che per esempio in spiaggia andrebbero sempre protetti indossando la maglietta e mettendo la crema solare a profusione, il cappellino e gli occhiali da sole. Le lesioni riportate alla cute in tenera età, infatti, possono presentare il conto anche a distanza di trenta, quaranta o cinquant’anni.

I problemi possono insorgere a distanza di molto tempo?

Si, pensiamo per esempio ai melanomi, che solitamente non vengono sviluppati in giovanissima età salvo alcune eccezioni. In genere, infatti, si cominciano a vedere i primi all’età di 30, 35 o 40 anni. Contro queste forme di tumore non abbiamo ancora moltissime armi: ce ne sono ma non risultano ancora così efficaci come per la terapia di altre patologie oncologiche come il cancro al seno e alla prostata.

Quali sono i tumori su cui abbiamo armi meno efficaci?

Il melanoma e il cancro al pancreas, sui cui molti ricercatori stanno lavorando. Nei giorni scorsi dalla Spagna sono arrivate notizie incoraggianti per giungere a nuove possibilità di cura che starebbero dando risultati meravigliosi sui topi, quindi ci troviamo ancora nel campo della sperimentazione pre-clinica. Queste scoperte consentono di capire meglio determinati meccanismi di questa patologia ed entusiasma il fatto che possano portare a importanti novità per un ambito in cui sinora non disponiamo di cure risolutive.

Quali sono i tumori contro i quali siamo più attrezzati?

Nel campo dei tumori al seno abbiamo raggiunto risultati di sopravvivenza notevoli, che sono arrivati all’89-93%. La chirurgia, inoltre, ha compiuto passi da gigante nei casi di cancro alla prostata, soprattutto grazie all’impiego della robotica, che permette di eseguire interventi precisi e mirati, ottenendo meno effetti collaterali e portando a una rivoluzione del pensiero terapeutico. In alcune situazioni, infatti, si è giunti alla conclusione che sia meglio la sorveglianza attiva invece che ricorrere a un intervento immediato.

E perché è importante la diagnosi precoce?

Perché rende la vita meno complicata ai pazienti. Una diagnosi di tumore non è solo un dramma per chi la riceve, ma anche per tutto il cosmo del soggetto interessato, ossia la famiglia, l’ambiente di lavoro, la vita relazionale e più in generale il suo mondo sociale. Per questo è fondamentale aderire agli screening proposti dalla Regione.

Potrebbe approfondire questo aspetto?

Ci lamentiamo perché paghiamo tante tasse e non succede niente, invece la Regione ci mette a disposizione gli screening compiendo un grandissimo investimento per la prevenzione e la diagnosi precoce. Sono organizzati molto bene e lo affermo da paziente, non da politico o da operatore della sanità: forniscono risultati importantissimi, sono un’opportunità da cogliere. Quelli dedicati al tumore della mammella consentono di controllare la popolazione dai 45 anni in su e, qualora fosse presente, permettono di individuare la patologia in fase molto precoce comportando grandi vantaggi. Sono fondamentali anche gli screening del colon retto, che salvano la vita e rendono possibile individuare non solo la presenza di tumori ma anche di lesioni pre-cancerogene. Le adesioni possono migliorare, in modo particolare da parte degli uomini e va colta l’occasione per esortarli a effettuare questi screening che per molti di loro purtroppo costituiscono un tabù. Infine, abbiamo le vaccinazioni contro il papilloma virus, che oggi Regione Lombardia mette a disposizione con differenziazioni per ragazze e ragazzi in base all’età. A questo proposito vanno specificati due aspetti.

Quali?

Il primo è l’importanza di usufruirne, perché non ha senso correre rischi se si possono evitare eseguendo la vaccinazione. Il secondo è che questo vaccino è utile sia per le ragazze sia per i ragazzi, perché serve a contrare il tumore all’utero ma anche quello al pene, al retto e al cavo orale. Quando si comincia ad avere un’attività sessuale costante le possibilità di trasmettere il virus e la malattia aumentano, quindi bisogna proteggersi.

Per concludere, servono maggiori investimenti nella ricerca?

Si, perché investire nella ricerca significa investire nel futuro. Per farlo è necessario avere uno sguardo lungo: bisogna guardare lontano, perché un euro investito nella ricerca oggi permette di risparmiarne quattro dopodomani, ma i politici fanno fatica a metabolizzare l’argomento perché il loro orizzonte temporale è breve. Oltre alle risorse di realtà private, che sono preziosissime, è fondamentale il finanziamento pubblico della ricerca per garantirne l’indipendenza. Va sottolineato e ribadito senza stancarsi perché ne va della nostra salute e della nostra vita.