Bonus pendolari crollati, il Pd: “Affare milionario per Trenord”. La replica: “Conforme alle norme”
Con il nuovo meccanismo i rimborsi sono crollati del 98%: nel 2023 ammontavano a 5,7 milioni, l’anno successivo a 106 mila euro. La compagnia: “Percentuali comunque più alte del previsto”
Nonostante i continui disagi per gli utenti , da due anni in Lombardia il bonus pendolari, lo sconto sugli abbonamenti Trenord in caso di mancato rispetto di alcuni parametri di puntualità, si è abbassato. Il rimborso automatico previsto fino a fine 2023 è stato cancellato, sostituito da un risarcimento su richiesta del viaggiatore.
La differenza si vede nei numeri forniti da Regione Lombardia in risposta a un accesso agli atti richiesto dal consigliere regionale Simone Negri, capodelegazione del Pd in commissione Trasporti: nel 2023 sono stati erogati 107 mila rimborsi per 5,7 milioni di euro complessivi, quote scese nel 2024 rispettivamente a 5.213 (-95%) per 106 mila euro (-98%).
Fino a due anni fa il bonus era calcolato con un algoritmo che teneva conto dei ritardi oltre i cinque minuti e delle soppressioni. Se i disservizi di una linea superavano in un mese, un valore indice, agli abbonati veniva riconosciuto automaticamente uno sconto del 30% sul rinnovo dell’abbonamento. Dal 1° gennaio 2024 il meccanismo è cambiato con l’entrata in vigore di un indennizzo calcolato sui ritardi superiori ai quindici minuti e dopo espressa domanda a cura dell’abbonato. Il risultato, nei numeri, è un rapporto di 57 a 1.
“Un affare milionario per Trenord e un grande danno per gli utenti – sostengono i consiglieri regionali demDavide Casati e Jacopo Scandella -. Regione ha cercato di far passare la cancellazione del bonus come una scelta obbligata, ma è stata smentita dall’autorità di regolazione dei trasporti. Il Pirellone non solo ha il compito di di garantire un buon servizio ferroviario ai pendolari, ma è anche proprietario del 50% di Trenord, che eroga il servizio grazie a un contratto che questa giunta regionale ha assegnato senza gara nel 2023 per dieci anni”.

Da parte sua Trenord fa sapere di essere conforme a quanto previsto dall’Autorità di regolazione dei trasporti. “In Lombardia – si legge nella nota della compagnia – la percentuale di rimborso è comunque più alta di quanto previsto. Prima il bonus era erogato ‘a pioggia’ a chi si abbonava, senza chiedere dimostrazione del fatto che avesse o meno subito il disservizio. Ora invece l’indennizzo è riconosciuto a chi aveva un abbonamento valido: far sopravvivere i due metodi (bonus e indennizzo, ndr) avrebbe comportato un doppio ristoro”.


