Viabilità nel Sebino: avanti con la variante della Statale 469. Si torna a parlare della ferrovia da Sarnico
Dopo l’incontro con il ministero Regione chiede l’inserimento della bretella stradale nel contratto con Anas: i costi lievitati fino a 147 milioni di euro. Europa Verde: “Riattivare il treno verso Palazzolo o utilizzare il sedime ferroviario per realizzare pista ciclabile e via veloce”
Sarnico. Sulla Statale 469 ogni giorno viaggiano, in media, 50 mila veicoli. Migliaia di pendolari, ma anche molti turisti – italiani e stranieri – che arrivano nel Basso Sebino per ammirare le bellezze del Lago d’Iseo. Un territorio che da tempo, tanto da averne perso il ricordo, attende una nuova viabilità.
Nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio i rappresentanti di Regione Lombardia, delle Province di Bergamo e Brescia, degli enti locali e dei Comuni interessati hanno partecipato a una riunione romana con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per proseguire con la pianificazione della bretella stradale tra Capriolo e Sarnico, una variante della Statale 469 considerata strategica per la mobilità nel Basso Sebino.
Nei documenti si parla di un raccordo a scorrimento veloce lungo 4,1 chilometri con un viadotto di quasi 300 metri, due rotatorie agli svincoli per Paratico, una galleria di circa 1 chilometro, due ponti – uno sull’Oglio e uno che attraverserebbe il torrente Guerna – e una rotonda tra Sarnico e Villongo. “Al Mit abbiamo portato le criticità viabilistiche del nostro territorio – spiega Nicola Danesi, vicesindaco di Sarnico e vicepresidente della Comunità Montana dei Laghi bergamaschi, ente che dal 2009 è alla regia del progetto -. La realizzazione di una strada alternativa è fondamentale per alleggerire il traffico veicolare nei centri abitati”.
Rispetto a 15 anni fa, il costo stimato dell’opera è lievitato fino a raggiungere quota 147 milioni di euro. Prima ancora di andare alla ricerca dei fondi necessari, per terminare la progettazione ne serviranno però almeno altri sette: le tempistiche operative al momento non sono ancora definite. “Il Ministero ha dato la massima disponibilità a recepire le esigenze dei territori – spiega Claudia Terzi, assessore regionale alle Infrastrutture -. Sono state condivise le priorità per definire, avviare o portare avanti procedure e iter autorizzativi per la realizzazione di infrastrutture strategiche per la viabilità e la competitività del tessuto socio-economico bergamasco, in connessione anche con quello bresciano”. Regione ha chiesto l’inserimento dell’opera nel contratto di programma Anas-Mit, un passaggio chiave per la sua programmazione.
La spedizione degli amministratori bergamaschi e bresciani nella capitale per l'incontro con il MinisteroContraria al progetto, definito “improponibile”, la segreteria bresciana di Europa Verde che rilancia la proposta di riaprire la linea ferroviaria Palazzolo sull’Oglio-Paratico, ferma dal 1998 quando sui binari transitò l’ultimo convoglio merci. I treni passeggeri non viaggiano sul tracciato di 9,7 chilometri dal 30 giugno 1966, esattamente sessant’anni fa. “Nel frattempo – sostengono i rappresentati del partito dei verdi Dario Ballotta e Nicoletta Fiotta – il traffico veicolare che attraversa l’abitato di Capriolo e il ponte tra Sarnico e Paratico è cresciuto costantemente, intasando i centri abitati e producendo effetti negativi su sicurezza, qualità dell’aria e vivibilità dei cittadini”.
Da tempo si discute della possibile riattivazione della linea. La sua rimessa in funzione era stata rilanciata dai sindaci del territorio lo scorso giugno, quando la Provincia di Bergamo aveva stanziato 200 mila euro per sperimentazioni sul territorio con la lente di ingrandimento collocata proprio sul lago d’Iseo: una delle stazioni di testa della tratta è la Paratico-Sarnico, situata nel territorio comunale del Comune bresciano a poche decine di metri dal confine con il vicino orobico. L’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente sei mesi fa aveva incontrato gli amministratori e interpellato Rfi per chiedere esplicitamente di valutarne la ripresa. “Regione non ha però dato seguito alla proposta”, attacca Europa Verde.
Secondo i verdi il servizio viaggiatori sulla linea dovrebbe essere riattivato con una navetta di almeno 15 coppie di treni al giorno, a cadenza oraria, dalle 6 alle 20. Il partito stima un costo di esercizio annuo di 2,2 milioni di euro, ma ammette “la necessità di uno studio costi-benefici”. “L’ipotesi di una bretella di collegamento con la Val Calepio sopra Sarnico – continuano Ballotta e Fiotta – desta forte preoccupazione. Un’opera costosa e ad altissimo impatto ambientale, destinata a svilupparsi in larga parte all’interno del Parco dell’Oglio e a consumare circa 80 chilometri quadrati di suolo naturale”.
Nel caso in cui non fosse possibile riattivare la ferrovia la proposta è di utilizzare il sedime della linea, largo mediamente 10 metri. “Dimensioni paragonabili a quelle di una strada provinciale – osservano -. Senza ulteriore consumo di suolo sarebbe possibile realizzare una ciclabile bidirezionale di 3 metri e una carreggiata a due corsie bidirezionali di 7 metri complessivi”. Il risparmio economico non sarebbe indifferente: per i 12 chilometri tra Palazzolo e Villongo i verdi ipotizzano un costo di 1 milione al chilometro che si sommerebbero agli 8 milioni necessari per la realizzazione di un nuovo ponte prima di Paratico, a valle di quello esistente, per un costo complessivo di circa 20.


