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A Como l’ennesimo miracolo (multiplo) di Carnesecchi: “Momenti che sogni da quando sei bambino”
Foto Getty

Il portiere nerazzurro eroe con il rigore parato a Nico Paz all’ultimo respiro, ma non è l’unica grande parata della sua partita. Quinto clean sheet nel 2026, ottavo nell’era Palladino

Como. C’è stato un momento nel secondo tempo di Como-Atalanta in cui sembrava veramente che Marco Carnesecchi fosse insuperabile. Intorno all’83’, la parata su Ramon ha certificato il suo pomeriggio di grazia. Che poi, “di grazia” sarebbe più corretto dirlo solo se fosse una coincidenza astrale di qualcosa che non capita abitualmente. Invece il numero uno nerazzurro propone ciclicamente partite di livello estremamente elevato, con interventi oltre l’ordinario. Quello degli altri, però, mica il suo. Perché ormai chi segue settimanalmente la Dea ci ha fatto il callo: non è partita omologata se il riminese classe 2000 non cala il paratone.

Film visto, rivisto e stra-visto. Una settimana fa contro il Parma, decisivo sullo 0-0 per evitare il peggio e spianare la strada. Giusto per citarne una. Ma gli esempi sono tanti. Basti pensare che nelle 15 partite che ha disputato nella gestione di mister Palladino, per 8 volte ha tenuto la porta inviolata. Per 5 volte è successo nel 2026. Quella del Sinigaglia è la prima volta in cui Carnesecchi registra un clean sheet e la squadra non si prende il bottino pieno. Un punto solo, in teoria, ma “vale come una vittoria”. Lo dice il mister e lo sottolinea De Roon.

Un pareggio-vittoria che ha tanto, tantissimo del portiere nerazzurro. Che a Como un rigore lo aveva incassato tre anni e mezzo fa. Maggio 2022, Como-Cremonese, partita decisiva per conquistare la promozione diretta in Serie A. Vittoria per 1-2, solita prestazione massiccia del riminese, che poi subisce un calcio di rigore al 96′ da Bellemo per il gol della bandiera. Stessa porta, stesso angolo. Marco non la tocca, la rete si gonfia, ma lui esulta lo stesso perché è l’ultima azione della partita e il 2-1 finale vale il secondo posto per fare il balzo in classifica.

Questa volta invece l’esultanza è stata leggermente ritardata: dopo la prima gioia, il vero sfogo è arrivato al triplice fischio di Pairetto dopo tanti minuti. Abbracciato da tutti i compagni, dallo staff e mister Palladino, inevitabilmente man of the match anche secondo la Lega Serie A (e ci mancava soltanto non lo fosse). Ha parato il suo terzo rigore in stagione su quattro fronteggiati. Soltanto Berardi in Atalanta-Sassuolo 0-3 ha messo la palla alle sue spalle: non ce l’hanno fatta Duvan a Torino, Barcola a Parigi e appunto Nico Paz a Como. Percentuale: 75%. Mica male.

Non suona comunque come una sorpresa vedere questi numeri, anche perchè in Serie A ha parato 5 degli ultimi 10 penalty (di cui uno doppio su Pinamonti due anni e qualche mese fa). Vuol dire che sta respingendo il 50% dei penalty fronteggiati: con la maglia dell’Atalanta il bilancio totale è di 5 su 12. Comunque ben sopra la media, visto che mediamente i portieri hanno il 25% delle possibilità di ribatterli, secondo le statistiche.

Da poco diventato anche padre di Bianca Regina, Marco vive il suo magic moment: “Forse non è il migliore in assoluto, ma sono ancora giovane e devo crescere, non so se mai ci sarà un momento migliore” ammette a Dazn a fine gara, citando il rigore come “ciliegina sulla torta” e raccontando come “questi momenti li sogni da quando sei bambino”, citando quel rigore quando vestiva il grigiorosso. Il calcio dà sempre una seconda opportunità a chi la merita. E Carnesecchi se l’è meritata eccome.