Carnesecchi e spirito di gruppo, l’Atalanta resiste al Como: 0-0 in inferiorità numerica
L’espulsione di Ahanor dopo 7 minuti lascia in 10 la Dea, che passa quasi tutta la partita nella sua metà campo ma non molla un centimetro affidandosi al suo portiere che para un rigore al 97′. Invariate le distanze: nerazzurri a 36 punti, Lariani a 41
Como. Poteva andare peggio, ma anche meglio. L’Atalanta esce dal Sinigaglia con uno 0-0 che serve a poco a livello di classifica e tiene immutate le distanze sul sesto posto proprio dei lariani, 36 contro 41 punti. Poco soddisfacente, se non fosse per il fatto di aver giocato praticamente l’intera partita con l’uomo in meno dopo l’espulsione di Ahanor. Forse severa, probabilmente ingenua, di certo evitabile e chiaramente condizionante.
La partita è a senso unico: ci vogliono i soliti miracoli di Carnesecchi, un duo Scalvini-Djimsiti al limite dello stoicismo e anche qualche buona ripartenza che però non può essere sufficiente per vincere. La Dea però ci mette quel che ultimamente era mancato: lo spirito. Chi in campo, chi in panchina (Kolasinac quasi da vice allenatore), un gruppo unito oltre le difficoltà per mantenere in piedi la corsa europea. E il rigore parato da Carnesecchi al settimo minuto di recupero permette di strappare un punto meritato per la straordinaria buona volontà nell’affrontare le difficoltà.

La partita
Sono 7 i cambi che Palladino opera rispetto a Bruxelles: l’intero attacco, due terzi di difesa, il portiere e De Roon a centrocampo. Zalewski torna nel tridente offensivo con Scamacca e De Ketelaere, mentre Lookman è già in viaggio direzione Madrid. Un undici inedito, ma, escluso il vertice avanzato, le scelte ricalcano quelle delle due migliori prestazioni del 2026, sul campo del Bologna e in casa con il Torino, entrambe vittorie per 2-0.
Il piano partita, però, dura solo 7 minuti. Il tempo che Ahanor, unico confermato del trio difensivo rispetto alla trasferta con l’Union St. Gilloise, reagisca a una provocazione di Perrone mettendo le mani in faccia al diretto avversario: l’arbitro è di spalle, ma i suoi assistenti gli segnalano l’accaduto e il rosso arriva senza esitazioni per condotta violenta. Espulsione severa, ma con una larga parte di ingenuità da parte dell’ex Genoa, uscito a testa bassa e senza neanche troppe proteste da parte sua.

Palladino corre ai ripari togliendo Scamacca, inserendo Kamaldeen e passando ad un 4-4-1 con il solo De Ketelaere da riferimento in avanti. Il possesso palla comasco mette ben presto alle corde una Dea messa in enorme difficoltà dal fraseggio e dalle trame di gioco degli uomini di Fabregas, che prendono le misure alla difesa e iniziano a spingere soprattutto nella seconda parte di primo tempo (su un campo abbastanza scivoloso).
Carnesecchi deve compiere 5 parate nel giro di una ventina di minuti, ma ci sono anche almeno 4 buone situazioni che l’attacco del Como non sfrutta, anche per merito del lavoro difensivo di Scalvini e Djimsiti, baluardi davanti al portiere nerazzurro. E a complicare il piano ci si mette anche il giallo sventolato a De Roon: era diffidato, salterà per squalifica Atalanta-Cremonese.
Senza il supporto dei propri tifosi – il settore ospiti è vuoto dopo la chiusura in seguito agli scontri in autostrada di gennaio, o meglio, è pieno ma di tifosi di casa – la Dea annaspa e il doppio fischio di Pairetto per mandare le squadre negli spogliatoi arriva come una benedizione per rifiatare e riorganizzarsi.
Alla ripresa (con Bellanova per Zalewski) matura subito la miglior occasione nerazzurra con il contropiede di Kamaldeen innescato da De Ketelaere e bloccato dalla parata di Butez. Avvertimento che però non spaventa il Como, due volte vicino al vantaggio con Ramon e con un Addai in più a creare il panico a destra. Serve freschezza davanti e quindi ecco Krstovic per continuare a lottare e allungare la squadra: missione che riesce, anzi, arrivano anche un paio di situazioni pericolose.
Le migliori le ha però ancora il Como con il subentrato Morata e il solito Jacobo Ramon che fanno lavorare ancora Carnesecchi e tiene in apprensione una difesa che non molla un centimetro, oltre ogni possibile stanchezza mentale. Al quinto di recupero, poi, un cross in mezzo pennellato viene colpito col pugno da Scalvini. Il Sinigaglia esplode di gioia, ma Carnesecchi lo spegne parando il rigore a Nico Paz. Per un punto che pesa.

Como-Atalanta 0-0
Marcatori: –
Como (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Kempf, Valle; Perrone (58′ Jesus Rodriguez), Da Cunha (87′ Sergi Roberto); Vojvoda (46′ Addai) (80′ Kühn), Nico Paz, Baturina; Douvikas (58′ Morata). A disp. Tornqvist, Vigorito, Diego Carlos, De Paoli, Alberto Moreno, Van der Brempt, Caqueret. All. Fabregas
Atalanta (3-4-3): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, Ederson, de Roon, Bernasconi; De Ketelaere (60′ Krstovic), Scamacca (18′ Kamaldeen), Zalewski (46′ Bellanova) (86′ Kossounou). A disp. Sportiello, Rossi, Hien, Kolasinac, Musah, Pasalic, Samardzic, Raspadori. All. Palladino.
Arbitro: Pairetto
Ammoniti: Perrone (8′), Butez (37′), Bellanova (86′), Krstovic (90+7′) per comportamento non regolamentare; De Roon (44′), Addai (69′), Da Cunha (81′) per gioco falloso.
Espulsi: Ahanor (8′) per condotta violenta.
Note: al 97′ Carnesecchi para un rigore a Nico Paz.




