Gori: “Con Trump la democrazia Usa muta in una sorta di fascismo”
Da Trump agli accordi del Mercosur e con l’India, dall’attenzione e il sostegno che non deve mai mancare all’Ucraina fino alla sua posizione su Israele e Palestina: l’intervista all’onorevole Giorgio Gori in una giornata frenetica di incontri a Bruxelles
Bruxelles. Tra una delegazione e l’altra, nella fitta agenda di appuntamenti con associazioni di categorie, imprenditori, politici e semplici cittadini incontriamo l’onorevole Giorgio Gori nel suo ufficio al Parlamento Europeo. Uno studio al 15° piano che dà su una scala di grigi che dal cielo plana sulla capitale belga. Il colore è dato dalla sua attività. Gori non sta mai fermo. Ci concede questa intervista nella quale risponde a tutto, non si sottrae a nessuna domanda. La sera prima era allo stadio per seguire l’Atalanta. Non manca di fare un appunto tecnico da tifoso. Anche su questo fronte emerge la sua preparazione, il suo studio, il suo saper approfondire ogni argomento.
Iniziamo dal nuovo ordine mondiale che sta a cuore a Donald Trump, il presidente degli Usa.
“È un sistema basato sulla forza, non ci sono i valori, non ci sono le tradizioni, non ci sono le appartenenze, le amicizie, le alleanze, i patti. Non c’è nulla di tutto questo. Non ci sono diritti costituiti. C’è l’arbitrio, la forza. E in questo mondo noi siamo obiettivamente a disagio, tanto perché perdiamo quello che è stato per decenni il nostro alleato principale, il nostro riferimento, quello che ci ha dato sicurezza, la protezione nei momenti più drammatici della nostra storia recente. Penso alla seconda guerra mondiale ma anche dopo la difesa europea è stata costantemente garantita dagli Stati Uniti d’America. I cittadini europei e italiani, a volte di questo si dimenticano, e quindi oggi per esempio al ragionamento sul potenziamento degli strumenti di difesa reagiscono dicendo “ah ma no, noi siamo per la pace”. In realtà noi abbiamo avuto sempre la copertura da parte degli Stati Uniti che hanno speso per noi e per la nostra sicurezza. Oggi questa cosa non c’è più e noi dobbiamo rendercene conto”.
“È molto impressionante assistere alla mutazione di quello che è stato il faro della democrazia e della libertà per decenni nella dimensione internazionale, ma anche in quella interna. Quello che è successo a Minneapolis è gravissimo. Il Presidente che utilizza un corpo dello Stato come fosse una milizia privata assoldando i peggiori ceffi e dando loro licenza di uccidere” prosegue Gori. Mi colpisce molto e mi fa capire che anche laddove le cose sembrano consolidate, sicure, affidabili chi avrebbe potuto scommettere o mettere in dubbio, anzi, la tenuta della democrazia degli Stati Uniti d’America? Vediamo che questa cosa può essere capovolta e diventare una cosa che è molto simile al fascismo”. Dopo questa lettura l’europarlamentare bergamasco aggiunge: “Confido ancora nel fatto che gli Stati Uniti abbiano degli anticorpi, delle capacità di reazione, la società americana non è fatta di pecore che seguono tutte il nuovo leader”.
Dall’analisi della politica di Trump alle conseguenze per gli europei che devono essere in grado di essere indipendenti dagli Usa in campo tecnologici, economico ed energetico. “Il 40% della nostra energia viene dagli Stati Uniti d’America” puntualizza Gori. “Dobbiamo lavorare nella direzione dell’autonomia energetica perché quella diventa oggi anche autonomia strategica”.
In questo quadro c’è il ruolo che gioca l’Italia a livello internazionale. “Giorgia Meloni ha provato a giocarsi una partita molto ambiziosa, cioè quella di porsi a metà tra Trump e l’Europa, avendo evidentemente delle assonanze politiche ideologiche con la destra americana, però avendo interesse a tenere l’Italia attaccata all’Europa. Ora questo ruolo di cerniera tra le due cose è sempre più difficile da tenere se le due sponde si allontanano. E Trump ha fatto molto per allontanare gli Stati Uniti dall’Europa, anzi ci ha proprio indicati a volte come il nemico, come degli imbecilli a seconda delle situazioni”. “Meloni è oggi in difficoltà, più Trump esagera, più radicalizza la sua posizione, più credo che Meloni possa essere a sua volta danneggiata”. La proposta di Meloni di assegnare al presidente Usa il Nobel per la pace: “È una sciocchezza, una dichiarazione fuori luogo”.
Torna quindi centrale il ruolo dell’Italia in Europa. “Bisogna far capire bene ai cittadini italiani, europei, da che parte si sta, per chi si fa il tifo, qual è l’interesse prevalente. L’interesse dell’Italia è stare strettamente attaccata all’Europa e farne parte da protagonista”.
Gori plaude agli accordi recentemente sottoscritti come il Mercosur o con l’India. La politica dei dazi di Trump ha fatto reagire l’Europa. “Gli Stati Uniti valgono il 15% del commercio mondiale, questo significa che c’è un altro 85% che è uno spazio nel quale vendere ed esportare i nostri prodotti e le nostre merci”. In merito all’accordo con l’India Gori confida che possa far ritrovare all’Europa un “alleato importante”.
Sul fronte internazionale l’eurodeputato si dice “dispiaciuto del fatto che di Ucraina si parli troppo poco per la gravità di quello che continua a succedere ogni giorno, ogni notte in quel paese. In questo momento ci sono milioni di persone, anche nella capitale, a Kiev che vivono senza luce, senza riscaldamento, a 20 gradi sotto zero perché i russi hanno colpito infrastrutture tecnologiche mettendo in grande difficoltà la popolazione”.
Gori è stato il primo sindaco che con Cesvi, nel 2022, ha aperto un collegamento con Bucha in Ucraina. “È importante che i media italiani non spengano la luce sull’Ucraina. Io capisco che i giornali abbiano bisogno di avere sempre un titolo accattivante, ma far scomparire l’attenzione necessaria su alcune tragedie come questa è veramente molto grave”.
Il nostro incontro si chiude sulla contestazione all’Università di Bergamo. “Mi hanno dato del sionista perché sostengo, oltre alla causa del popolo palestinese, al quale non ho mai fatto mancare la mia solidarietà, che Israele abbia diritto a sua volta ad esistere in sicurezza. Ho criticato in ogni modo le pratiche e le violenze del governo Netanyahu, ma questo non vuol dire che Israele debba scomparire dalla faccia della terra”. Gori rimarca che si ritrova “nelle posizioni dell’associazione “Sinistra per Israele due popoli, due stati” che già nel titolo racchiude il mio pensiero per quella terra”.

