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Violenza, lesioni e minacce, 26enne a processo accusato dall’ex fidanzata. Gli amici: “Era lei a picchiarlo”

Una relazione turbolenta tra due ventenni residenti in città finisce nelle aule del tribunale. Lei lo accusa di aver più volte alzato le mani, ma i testimoni parlano di aggressioni reciproche

Bergamo. Una relazione turbolenta tra due giovani, sfociata in una denuncia da parte della ragazza che, all’epoca 20enne, ha accusato l’ex fidanzato di violenza sessuale, lesioni e minacce.

Durante l’udienza di mercoledì 28 gennaio, la giovane, M.F., oggi 26 anni e residente a Bergamo, ha ricostruito tra le lacrime la difficile storia d’amore con l’imputato, B.M., 25 anni, anche lui residente in città. “Mi trattava come una bambola, ero soggiogata ed esausta. Acconsentivo ad avere rapporti sessuali pur non essendo consenziente”, ha dichiarato in aula.

La ragazza è in cura da tre anni per un disturbo borderline della personalità e in passato ha sofferto di attacchi di panico, come dimostra un accesso al pronto soccorso nel maggio 2021. “Ho iniziato a stare male prima di intrecciare la relazione con B.M. e quando ero con lui non assumevo psicofarmaci”, ha precisato.

La presunta violenza sessuale sarebbe avvenuta la notte del 18 luglio 2021 in un bed & breakfast. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe costretto la fidanzata ad avere un rapporto dopo averla percossa, causandole una contusione alla caviglia e diversi lividi sul corpo. Il giorno successivo la giovane, accompagnata da un suo ex, si è recata a sporgere denuncia.

Dalle testimonianze rese in aula da amici della coppia emerge però un quadro di violenze reciproche. Secondo quanto riferito, anche la ragazza avrebbe più volte aggredito fisicamente il compagno.

Uno degli episodi ricostruiti davanti al Collegio riguarda una serata trascorsa in discoteca. A raccontarlo è stato un amico della giovane: “Conosco M. da una vita, abitiamo vicini e abbiamo fatto le scuole insieme. Nell’estate del 2021 una sera siamo andati al Setai con alcuni amici. A un certo punto ci siamo persi di vista e l’ho ritrovata all’uscita, molto agitata, perché diceva che le avevano sottratto il telefono. Era così alterata che l’amico con cui eravamo arrivati non ha voluto farla salire in auto per riaccompagnarla a casa. Così io e un altro ragazzo siamo rimasti con lei”.

A riportare i tre a Bergamo è stato un buttafuori della discoteca al termine del turno. Una volta arrivati sotto casa, la ragazza avrebbe iniziato a urlare. “Voleva il mio telefono, io non glielo volevo più prestare. Poi ha iniziato a prenderci a calci e pugni e a strillare, svegliando i residenti, così gliel’ho dato per calmarla”, ha riferito il testimone. Poco dopo M.F. si sarebbe messa a correre verso l’abitazione del fidanzato, seguita dai due amici.

“Arrivata al portone continuava a battere per far scendere B.M. Abbiamo provato a calmarla, ma lei ha colpito con un calcio il ginocchio, già infortunato, del mio amico, che si è accasciato e si è messo a piangere dal dolore. Quando B.M. è arrivato, hanno iniziato a litigare: lei lo spingeva e lo colpiva con la borsetta, mentre lui non ha reagito. Poi una residente ha chiamato i carabinieri e noi ce ne siamo andati”, ha concluso.

Il racconto è stato confermato anche dall’altro ragazzo presente. Ha poi testimoniato un amico dell’imputato: “Il loro era un rapporto turbolento, ma non ho mai visto lui picchiarla. Lei invece lo faceva spesso: urlava, si agitava, lo schiaffeggiava”. Il teste ha mostrato ai giudici un video girato con il suo telefono mentre attendeva la coppia sotto casa di lei: si sentono le urla della ragazza e della madre, udibili fino in strada. “Episodi come questo accadevano almeno una volta alla settimana. Ad alcune scenate ho assistito di persona, altre me le raccontava lui piangendo, perché non sapeva come uscire da quella situazione. In un anno lei gli avrà rotto almeno tre telefoni”.

L’ex fidanzato della giovane ha invece riferito di aver visto più volte lividi sul corpo di lei e di aver letto messaggi in cui l’imputato la minacciava e la insultava, arrivando a scrivere di volerla uccidere con un cutter.

La prossima udienza è stata fissata per il 25 febbraio.