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Nuovo presidente di Confindustria Bergamo, si entra nel vivo: Zanetti in vantaggio, Viscardi per la svolta tecnologica e 3 “outsider”
In alto: Matteo Zanetti e Gianluigi Viscardi; sotto: Marco Manzoni, Giovanni Fassi e Massimo Trapletti

I rumors si concentrano sulla figura del vicepresidente e amministratore delegato della Zanetti Spa: piace però anche il lato innovativo del numero uno della Cosberg, così come quello di Giovanni Fassi

Ciò che appare certo è che, dopo la parentesi dei Servizi con il mandato di Giovanna Ricuperati, il prossimo presidente di Confindustria Bergamo tornerà ad essere di estrazione industriale.

L’inizio del nuovo anno è coinciso con l’avvio delle operazioni propedeutiche all’elezione della nuova guida dell’associazione, con l’entrata in scena dei tre past president Carlo Mazzoleni, Stefano Scaglia ed Ercole Galizzi, investiti del ruolo di “saggi”: a loro il compito di vagliare le candidature, che si tratti iniziative autonome (difficile) o espressione di una volontà degli associati.

Un’attività intensa, che dovrà trovare una sintesi entro la prima settimana di giugno, quando l’assemblea privata di Confindustria (venerdì 5) procederà alla proclamazione del presidente per il successivo quadriennio. Per capire il peso delle consultazioni basta riavvolgere il nastro all’aprile 2022: compreso del sostanziale pareggio con Ricuperati, l’allora candidato Olivo Foglieni decise di fare un passo indietro, “per spirito di servizio”, per garantire un passaggio di consegne più sereno e un avvicendamento che non provocasse divisioni, alla luce di alcune preferenze “di peso” nei confronti della numero uno di Multiconsult.

Mentre la macchina elettorale muove i suoi primi passi, i nomi dei papabili iniziano a farsi strada sempre con maggiore convinzione tra gli associati, tra pro e contro. Se l’indizio primario, quello dell’ “uomo di fabbrica”, risulta già sufficientemente indicativo ma comunque ancora troppo generico, altre indicazioni utili possono emergere dal contesto nazionale e locale.

In questo senso i rumors più insistenti convergono con ricorrenza quasi sorprendente sulla figura di Matteo Zanetti, vicepresidente e amministratore delegato della Zanetti Spa, con un lungo curriculum in ambito associativo, sia confindustriale che territoriale, con ruoli in Camera di Commercio e Promoberg. Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini l’ha voluto al suo fianco a Roma, seduto nel consiglio direttivo in qualità di “Special Advisor per il Pnrr”, ruolo per il quale lo ha già elogiato pubblicamente nel corso dell’assemblea bergamasca di inizio novembre al ChorusLife.

Un apprezzamento comunque reciproco, dato che nella corsa di Orsini a leader degli industriali italiani, Zanetti si espose chiaramente in suo favore.

L’endorsement, dunque, è di quelli pesanti, capace di aprire scenari anche relazionali più intensi sull’asse con la capitale, dando così maggior rilevanza alle istanze portate in nome del territorio.

Ma, come recita un antico proverbio, chi entra Papa in conclave ne esce cardinale e allora occhio alle possibili sorprese, che poi tanto sorprendenti non sarebbero nemmeno.

Altro nome della prima ora è quello di Gianluigi Viscardi, fondatore e presidente della Cosberg Spa, oltre che numero uno del Consorzio Intellimech e del Cluster Fabbrica Intelligente, past president del Digital Innovation Hub Lombardia.

Un’anima innovatrice che ben si allineerebbe con le sfide più attuali, tra Intelligenza Artificiale, Internet of Things e Industria 5.0, delle quali è stato precursore ed è un punto di riferimento a ogni livello. Lo si è notato, una volta di più, anche in occasione della quarta edizione degli Stati Generali della Meccatronica, andata in scena venerdì 23 gennaio nella sede di Confindustria Bergamo: ricercatissimo in auditorium e nel foyer, si è intrattenuto in lunghe chiacchierate con colleghi imprenditori e altre figure di spicco del mondo dell’innovazione, come il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia Giorgio Metta.

Una candidatura che, ad oggi, sarebbe un po’ meno forte di quella di Zanetti, ma che sicuramente può fare breccia nel cuore di quella crescente fetta di base associativa più attenta all’evoluzione di stampo tecnologico della figura imprenditoriale: l’uomo di fabbrica che si è fatto da solo anticipando i tempi e rimanendo sempre al passo con le ultime innovazioni, capace anche di tracciare un indirizzo futuro che sappia colmare il gap competitivo che le nostre aziende pagano nei confronti dei colossi americani o cinesi, attanagliate dagli elevati costi energetici e da una burocrazia pachidermica.

Entrambi sarebbero entusiasti di ricoprire il ruolo, al quale potrebbero dedicare tempo ed energie, arricchendo il percorso personale e professionale con una nomina di prestigio, in rappresentanza di una provincia che al netto delle difficoltà continua a confermarsi tra i migliori territori europei per valore aggiunto, con punte d’eccellenza nella meccanica e nella componentistica.

Nella ristretta rosa di possibili candidati menzionati dai colleghi imprenditori emergono anche altri profili, già noti in ambienti confindustriali.

Il primo è Marco Manzoni, espressione della linea giovane e vicepresidente con delega all’Education, amministratore delegato della NTS Spa di Lallio, specializzata nella produzione di componenti in materiale composito per applicazioni elettromeccaniche e automotive: negli ultimi anni si è distinto per alcuni dei percorsi associativi più frequentati, in particolare quello dedicato alla governance d’impresa e alla diffusione di modelli gestionali evoluti capaci di garantire continuità e crescita alle imprese, in particolare alle PMI e alle realtà familiari.

Rimanendo tra gli attuali vicepresidenti è c’è chi fa il nome di Giovanni Fassi, che detiene la delega alla Transizione Digitale e Innovazione e guida l’omonimo gruppo da 500 milioni di fatturato. Innovazione è anche la parola chiave della sua storia imprenditoriale, che oggi vanta un avanzato Innovation Center interno e una partecipazione in qualità di “azienda Champion” sin dagli albori del JOiiNT LAB al Kilometro Rosso.

Al momento il cerchio sembra chiudersi con Massimo Trapletti: svelato dall’edizione bergamasca del Corriere della Sera, è un nome nuovo ma in rampa di lancio, Ceo e presidente di Bianchi Industry, realtà orobica di spicco nel settore della produzione di distributori automatici e di macchine professionali da caffè.

Il lavoro dei saggi è solo all’inizio: le consultazioni delle prossime settimane potrebbero cambiare radicalmente ogni scenario.