Ex agenti a processo per ricettazione, falso e favori: le difese chiedono l’assoluzione per tutti gli imputati
Il processo vede come imputato principale Salvatore Accaputo, ex agente della polizia locale dell’Unione comunale dei Colli. La pm Maria Esposito aveva chiesto 4 anni e mezzo di reclusione
Albano Sant’Alessandro. Assoluzione per tutti e tre gli imputati. È questa la richiesta avanzata dagli avvocati difensori al termine del processo che vede imputati l’ex agente della polizia locale dell’Unione comunale dei Colli Salvatore Accaputo, 43 anni, di Albano Sant’Alessandro, l’ex collega Erminio Mazza, 53 anni, di Trescore, e Antonio Morfea, 67 anni, senza fissa dimora. Le difese hanno chiesto per tutti la piena assoluzione con le formule “perché il fatto non sussiste” e “per non aver commesso il fatto”.
Accaputo è l’imputato principale, ma per il suo avvocato, Salvatore Verdoliva, gran parte delle accuse sarebbero frutto di una “suggestione investigativa, senza nessuna conferma probatoria e senza riscontri” e che gli episodi contestati si fondano su “voci di corridoio”. La pm Maria Esposito aveva chiesto per l’ex agente una condanna a quattro anni e mezzo di reclusione per sei capi d’accusa, mentre per altri quattro aveva sollecitato l’assoluzione perché il fatto non sussiste e per uno il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.
L’accusa più grave riguarda la ricettazione di una bicicletta Vedovati, del valore di circa 4mila euro che, secondo un’intercettazione citata dalla pm, nella quale l’agente si vantava al telefono con un amico, l’imputato avrebbe acquistato per 400 euro, definendola “di provenienza zingarese”.
Ci sono poi le contestazioni di falso e di peculato di un contrassegno per disabili e i presunti favori concessi attraverso la rivelazione di segreti d’ufficio e ipotesi di falso, che la pubblica accusa colloca in un contesto di “evidente confidenza”.
Tra gli episodi contestati vi è quello che coinvolge la nota famiglia rom Nicolini, che Accaputo avrebbe avvisato in anticipo di un controllo programmato per il 24 gennaio 2020 su alcune auto in vendita senza assicurazione, parcheggiate in via Carducci a San Paolo d’Argon. In un’intercettazione precedente al controllo, la pm individua il momento in cui l’ex agente avrebbe rivelato la verifica in arrivo, con l’effetto che quel giorno il controllo risultò negativo, non essendoci veicoli in strada.
Un altro episodio riguarda un bar di Torre de’ Roveri, che sarebbe stato informato prima di una verifica dell’Ispettorato del lavoro. L’irregolarità rispetto alla mancata assunzione di una dipendete, venne infatti sanata prima del controllo.
Nel fascicolo compaiono inoltre omissioni e falsi legati al ritiro della patente a una donna e a un uomo: a entrambi il decreto prefettizio venne consegnato con diversi giorni di ritardo, consentendo loro di continuare a utilizzare il proprio mezzo.
La pm ha chiesto l’assoluzione per gli altri due imputati, accusati di una truffa legata alla rimozione di una Fiat Punto alla quale sarebbe stata asportata la targa. Richiesta alla quale si sono associati anche i difensori.
Il prossimo 3 febbraio spazio ad eventuali repliche, poi il Collegio si ritirerà per la sentenza.


