Imprese stabili nel saldo trimestrale: la fucina è Bergamo città, artigianato in negativo
Nel quarto trimestre la variazione è del -0,09% contro il -0,60 lombardo. L’area urbana è l’unica in crescita. L’artigianato chiude in negativo del -0,24%
Nel quarto trimestre del 2025, nella provincia di Bergamo sono nate 1.271 nuove imprese e 1.349 hanno cessato l’attività (di cui 1.286 non d’ufficio). Il tasso di crescita complessivo si attesta a -0,09%, in miglioramento rispetto al – 0,25% registrato nello stesso periodo del 2024. Al 31 dicembre 2025, il saldo delle imprese registrate è di 90.766, contro le 82.803 attive. Rispetto alla Lombardia, dove il tasso di crescita complessivo è pari a -0,60%, Bergamo mostra una flessione più contenuta. Entrambi i valori si situano al di sotto della media nazionale, che registra una
crescita dello 0,96%.
Geografia dell’impresa: l’area urbana è l’unica in crescita
L’area urbana si colloca al primo posto, con un tasso di crescita dello 0,24% e 30.301 imprese registrate, in netto miglioramento rispetto al saldo trimestrale al 31 dicembre 2024, che si attestava a -34 unità, corrispondente a un tasso di crescita del -0,11%. In flessione la pianura, che registra un saldo negativo di -36 imprese e conta, al 31 dicembre, un totale di 28.494 unità, con un tasso di crescita pari a -0,13%. Anche la collina evidenzia un lieve calo, con un tasso di crescita del -0,30% su un totale di 19.046 imprese registrate. Più marcata la contrazione nell’area montana, che chiude il periodo con un saldo negativo di -57 imprese, per un totale di 12.925 unità registrate e un tasso di crescita del -0,44%.
La migliore performance tra i comuni spetta alla città di Bergamo, che registra un saldo attivo di 54 imprese e una variazione positiva dello 0,33%. Segue Brembate con un saldo di 14 unità, mentre i 71 restanti comuni con saldo positivo chiudono il trimestre con una crescita pari o inferiore a 10 unità. I comuni con saldo nullo sono 57, mentre 114 hanno una performance negativa, con in testa Treviglio (-14), Trescore Balneario (-13) e Brusaporto (-11).
Le forme giuridiche: le società di capitali fanno da traino
Per quanto riguarda le forme giuridiche, la crescita nel trimestre è trainata dalle società di capitali, che registrano un saldo positivo di 211 unità, risultato delle 558 nuove iscrizioni contro 347 cessazioni, con un tasso di crescita complessivo dello 0,66%. Le imprese individuali mantengono il primato numerico, con uno stock di 43.313 unità, ma con un saldo negativo di -108 posizioni, pari a un tasso di crescita del -0,25%. Le società di persone registrano un calo di -173 unità, mentre le altre forme giuridiche, costituite principalmente da cooperative e meno rilevanti in termini numerici, chiudono il trimestre con un saldo negativo di 8 imprese e un tasso di crescita del -0,41%.
I settori: le maggiori variazioni positive per le attività professionali, scientifiche e tecniche
Le maggiori variazioni positive rispetto alla fine del trimestre precedente si registrano nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+35), nelle attività finanziarie e assicurative (+33) e nei servizi amministrativi e di supporto (+9). Le diminuzioni più consistenti riguardano invece le attività manifatturiere (-91), il commercio (-86) e le costruzioni (-73). Si ricorda che, a partire dal secondo trimestre del 2025, è in uso la classificazione Ateco 2025.
Artigianato: bilancio
Focalizzandosi sul comparto dell’artigianato, nel quarto trimestre del 2025 sono nate 347 nuove imprese e ne sono cessate 416 (tutte non d’ufficio), con un saldo complessivo di -69 posizioni. Al 31 dicembre 2025, il totale delle imprese registrate è di 28.426, di cui 28.375 attive.
Artigianato: le forme giuridiche
Nel comparto artigiano, le società di capitali registrano un saldo leggermente negativo, di -11 unità, differenza tra le 42 nuove iscrizioni e le 53 cessazioni. Le imprese individuali, con uno stock di 20.964, chiudono il trimestre con un saldo negativo di -24, pari a un tasso di crescita complessivo del -0,11%. Anche le società di persone mostrano un andamento in calo, con un saldo negativo di -34 e un tasso di crescita complessivo del -0,87%.
Artigianato: i settori
Le maggiori variazioni positive rispetto alla fine del trimestre precedente riguardano le altre attività di servizi (+9) e il settore agricoltura, silvicoltura e pesca (+2). Le riduzioni più consistenti si registrano nelle costruzioni (-106), nelle attività manifatturiere (-54) e nel trasporto e magazzinaggio (-54).
Commenta i risultati il presidente Giovanni Zambonelli: “La variazione sostanzialmente nulla nel numero delle imprese registrate a Bergamo va interpretata in relazione a saldi tipicamente negativi nel quarto trimestre dell’anno. Ad esempio, nei due anni precedenti è stato tre volte superiore e quest’ultimo è il migliore degli ultimi quindici anni. L’artigianato presenta variazioni negative per tutte le forme giuridiche, comprese le società di capitali, che sono invece positive calcolate sul totale delle imprese. Le variazioni per attività mostrano il ridimensionamento dei settori tradizionali, come la manifattura, il commercio e le costruzioni, a vantaggio di attività di servizi. Il passaggio verso il terziario avanzato e i servizi è una sfida che la politica e le istituzioni devono raccogliere, richiede una visione strategica che accompagni le imprese in questa metamorfosi”.


