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Dopo Gaza boicottati gli agrumi d’Israele: “Ma a Bergamo nessuna variazione”

Andrea Chiodi, direttore di Bergamo Mercati: “Approvvigionamenti e vendite risultano lineari”

L’agricoltura israeliana si trova in grande difficoltà. In base alle ultime notizie sarebbe sull’orlo del collasso per il crollo della domanda sui mercati esteri, soprattutto europei.

Come riportano articoli pubblicati su diversi quotidiani, agrumeti e piantagioni di mango registrerebbero parecchie cancellazioni delle richieste per effetto di un boicottaggio che sarebbe scaturito in risposta alla tragedia di Gaza. Nei campi la frutta marcirebbe sugli alberi, mentre il settore perde redditività: i produttori stimano perdite ingenti e alcuni agricoltori vedono rotolare tonnellate di prodotti invenduti a causa della contrazione dei canali commerciali abituali.

Questo fenomeno si sta registrando anche nella provincia di Bergamo? Andrea Chiodi, direttore di Bergamo Mercati, la società che gestisce il Mercato Ortofrutticolo all’ingrosso di Bergamo, afferma: “Sinora a Bergamo non risulta nessun tipo di boicottaggio o almeno non se ne rilevano riscontri numerici significativi. Si osserva una linearità negli approvvigionamenti e nelle vendite dei consumi delle referenze con origine israeliana. La loro disponibilità cambia in base alla stagionalità dei prodotti com’è fisiologico per ogni genere ortofrutticolo”.

“Le referenze che arrivano sulla nostra piazza da Israele – prosegue Andrea Chiodi – sono soprattutto i datteri e alcune varietà di agrumi. Per i primi, che rappresentano una quota marginale rispetto all’intero comparto, le forniture da produttori israeliani sono piuttosto preponderanti con un’offerta contingentata in un periodo limitato dell’anno. Per quanto riguarda i secondi, si tratta in prevalenza di mandaranci, per i quali siamo all’inizio della campagna commerciale. Al momento i conferimenti si stanno svolgendo con regolarità e stanno ottenendo il consueto riscontro senza una politicizzazione dei consumi”.