Basta caccia: a Bergamo un incontro pubblico per difendere la fauna selvatica e gli ecosistemi
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della protezione degli animali, della salvaguardia degli ecosistemi e della responsabilità collettiva verso le generazioni future
Bergamo. Si terrà venerdì 30 gennaio alle 18, nella sede di Europa Verde di Via Palma il Vecchio, 93 a Bergamo l’incontro pubblico “Basta caccia! Difendiamo la fauna, difendiamo il futuro”, un evento aperto alla cittadinanza dedicato alla tutela della fauna selvatica e alla promozione di un nuovo rapporto tra esseri umani, ambiente e biodiversità. La partecipazione è libera e aperta a tutta la cittadinanza.
L’evento è organizzato da Europa Verde Bergamo, in collaborazione con Lav Bergamo e Plastic Free, realtà da tempo impegnate nella difesa dell’ambiente e dei diritti degli animali. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della protezione degli animali, della salvaguardia degli ecosistemi e della responsabilità collettiva verso le generazioni future. Durante l’incontro si parlerà di ambiente, diritti, biodiversità e politiche di tutela, attraverso il contributo di esperti, docenti e rappresentanti istituzionali.
Introducono l’evento i coportavoce provinciali di Europa Verde Bergamo, Oriana Ruzzini e Giuseppe Canducci. Durante l’incontro interverrano anche Giovanni Albarella (Lipu – antibracconaggio), Paola Brambilla (docente di diritto dell’ambiente), Angelo Maestroni (docente di diritto dell’ambiente e Garante dei diritti degli animali del Comune di Bergamo), Devis Dori (deputato Alleanza Verdi Sinistra), Onorio Rosati (consigliere regionale Avs, Regione Lombardia), Elisabetta Patelli (portavoce regionale Europa Verde) e un rappresentante della Lega Abolizione Caccia. A moderare l’incontro la giornalista Lucia Cappelluzzo.
“Dire basta alla caccia significa scegliere un modello di società più giusto, rispettoso della vita e della biodiversità. È una battaglia culturale e civile che riguarda il futuro di tutti, soprattutto in Lombardia, dove la caccia rappresenta una lobby potente supportata dalla politica”, dichiarano Oriana Ruzzini e Giuseppe Canducci.



