Logo

Temi del giorno:

Protesta Pro Pal all’UniBg, il rettore Cavalieri: “Coltivare la gentilezza dentro di noi per essere un raggio di luce”
Sergio Cavalieri, rettore dell'Università di Bergamo

“Ogni parola è una pietra. Può contribuire a dare un senso e una costruzione alle proprie idee oppure, se scagliata con violenza, può ferire e distruggere sé stessi e gli altri”

Bergamo. “Profonda amarezza nell’ascoltare frasi e parole di una gravità assoluta che non dovremmo mai sentire in nessun contesto, tanto più all’interno di un’aula universitaria”.

È una delle frasi che sintetizzano l’animo di Sergio Cavalieri, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Sergio Cavalieri, raccolte in una lettera inviata tramite l’indirizzo email istituzionale a studenti e docenti dell’Ateneo agli eventi di venerdì 23 gennaio. Durante l’intervento dell’eurodeputato ed ex sindaco Giorgio Gori alcuni manifestanti pro Palestina hanno interrotto il convegno dedicato a giovani, università e lavoro ed esposto uno striscione riportante “Fuori i sionisti dalle Università”. Al termine dell’incontro il rettore ha comunque avuto un riscontro positivo dai relatori e dai partecipanti sul fatto che, dopo l’increscioso episodio iniziale, il dibattito si sia svolto regolarmente.

“Sento l’esigenza di condividere qualche riflessione alla luce di quanto accaduto lo scorso venerdì durante un incontro organizzato da una lista studentesca universitaria e ospitato nei locali dell’Ateneo. Un incontro che, tra l’altro, trattava un tema che ci sta sicuramente a cuore: il rapporto tra università e mondo del lavoro per garantire un futuro ai nostri giovani.” Queste le parole iniziali della mail.

Cavalieri ha poi proseguito: “Ritengo importante, nel mio ruolo pro tempore di Rettore di questo Ateneo ma anche, consentitemi, di chi decise, ormai trent’anni fa, di intraprendere un percorso accademico come ricercatore e formatore, sottolineare la profonda amarezza nell’ascoltare frasi e parole di una gravità assoluta che non dovremmo mai sentire in nessun contesto, tanto più all’interno di un’aula universitaria. Partecipare, confrontarsi, scegliere: liberi di pensare insieme. Questa è la visione enunciata nel nostro Piano Strategico, una visione incardinata nei valori fondativi dell’Ateneo che fanno della libertà, del rispetto delle pluralità, del dialogo e dello scambio intergenerazionale e transnazionale il faro che guida il nostro agire quotidiano”.

“Essere parte di una comunità accademica, esserlo per davvero e non sotto forma di slogan, significa condividere un legame e valori comuni, al di là delle idee e delle opinioni diverse che ognuno di noi può avere. Significa rispettare le opinioni altrui, considerare l’altra persona come un’opportunità di arricchimento reciproco, mettere continuamente in discussione le proprie convinzioni e idee. Perché nessuno è depositario di una verità assoluta. Quando, invece, si ricorre a toni verbali violenti nei confronti di altre persone, si sancisce la fine di ogni possibilità di dialogo e convivenza” ha affermato, riferendosi alle parole dette dai manifestanti durante l’incontro; parole di incitamento all’odio e alla violenza, che non possono e non devono trovare spazio nei luoghi accademici.

“Non si possono sminuire parole di tale gravità pronunciate da un giovane attribuendole, in modo paternalistico, a una semplice reazione emotiva – ha proseguito il rettore -. Leggiamo spesso sui social network, e purtroppo anche in alcune mail inviate ai nostri uffici, commenti e affermazioni simili, frettolosamente liquidati come espressioni esternate dai cosiddetti “leoni datastiera”, ma che in realtà sono di una gravità pari alle immagini e ai video diffusi in tempo reale dai media. Ogni parola è una pietra. Può contribuire a dare un senso e una costruzione alle proprie idee oppure, se scagliata con violenza, può ferire e distruggere sé stessi e gli altri.”

Come specificato fin da subito, qualora fosse accertato il coinvolgimento di studenti dell’Università degli Studi di Bergamo, l’Ateneo valuterà l’adozione di eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili dell’interruzione del convegno, secondo quanto previsto dai regolamenti vigenti.

“Viviamo un periodo storico segnato da forti polarizzazioni ideologiche e geopolitiche e da un uso spesso irresponsabile del linguaggio, talvolta anche da parte di chi, per ruolo e responsabilità, dovrebbe costituire un esempio. Come docenti, come formatrici e formatori, sentiamo ancora più forte l’impegno a promuovere una cultura del dialogo e della piena espressività delle nostre studentesse e dei nostri studenti nelle diverse forme, all’interno delle aule, dei laboratori, della vita associazionistica. Dialogo, confronto e pensiero critico devono sempre trovare spazio nel pieno rispetto dell’altra persona”.

Il rettore ha concluso infine la sua riflessione tornando sulle parole condivise in occasione delle festività natalizie di due anni fa: “Coltivare la gentilezza dentro di noi per essere un raggio di luce. L’augurio è di illuminare insieme il nostro cammino”. Questo era il mio auspicio nella cartolina di auguri inviatavi a Natale 2024. È lo stesso auspicio e impegno reciproco che oggi rinnovo a tutte e tutti voi”.