Raspadori si prende l’Atalanta: “La mia prima scelta sin dall’inizio, qui sensazioni bellissime”
Il numero 18 contro il Parma ha trovato il gol alla prima da titolare: “Impossibile sognare un esordio migliore. Il mister mi chiede di svariare, così mi esprimo al meglio. Mi sento ben voluto da tutti e sento la grande fiducia della società”
Bergamo. Prima presenza da titolare e primo gol. Giacomo Raspadori non poteva immaginare esordio migliore in casa, di fronte ai quasi 22mila presenti sugli spalti per Atalanta-Parma, un derby per un bolognese come lui cresciuto nel Sassuolo. 90 minuti in campo a sudare la maglia, esultando poi sotto la curva Sud per il gol del 3-0 che ha sigillato la gara e sbloccato il suo conto nerazzurro.
Arrivato da una decina di giorni, il classe 2000 dopo la parentesi all’Atlético Madrid ha raccontato quanta fiducia ha sentito dal suo arrivo a Bergamo, non nascondendo che la Dea è sempre stata la sua prima scelta. “La società ha dimostrato grande fiducia in me, tanta voglia di avermi ed è super ambiziosa” afferma nel post-gara, guardandosi indietro. “Tutto questo rispecchia il mio modo di essere e per questo è sempre stata la mia prima scelta. Sono sempre stato convinto che fosse il progetto migliore per me”.
E l’accoglienza, appunto, è stata in linea con le aspettative: “Mi hanno dimostrato tanto i compagni, lo staff, tutti la società. Mi sono sentito ben voluto da tutti, è stato molto semplice entrare in questa nuova realtà e per questo sono molto determinato a fare grandi cose”.
“Le sensazioni sono super positive: ritrovare compagni e amici nello spogliatoio fa sempre piacere e per questo l’inserimento è stato semplice, anche la società e l’allenatore mi hanno accolto alla grande, sentire queste cose rende tutto più facile”, prosegue.
E poi è arrivato il debutto in casa, con gol: “Era impossibile sognare un esordio migliore, alla prima da titolare, in casa davanti al nostro pubblico, in una vittoria così bella e importante… Devo ringraziare Krstovic per il grande assist. Mi fa piacere che si sia vista la voglia che avevo: quella non mancherà mai. Era da tanto che non facevo i 90 minuti, forse sono andato anche un po’ oltre le mie possibilità fisiche, anche se lavorare con Simeone mi ha aiutato”.
“Deve giocare dentro al campo e sotto la punta” dice Palladino del suo nuovo numero 18, “deve essere bravo a trovare gli spazi, a sentirli, capire dove può far male”, spiega. E Raspadori gli fa eco: “Ci chiede di essere duttili, di svariare e questo permette di esprimersi al meglio”. Chi ben comincia…




