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L’ordine politico mondiale e l’ordine morale mondiale

Dio è il Dio di tutti, tutti gli esseri umani sono figli di Dio, pertanto valgono “liberté, égalité, fraternité”, ben prima che fossero codificate nelle Dichiarazioni universali dei diritti

Meno male che c’è un Papa “americano” – Prevost – e che ci sono tre cardinali americani – Cupich, McElroy, Tobin – e un Ordinario militare americano – Monsignor Broglio – che, parlando dell’ordine politico mondiale, hanno osato tirare in ballo un livello fondativo originario dell’ordine politico: “l’ordine morale”.

Da un anno, ma più compulsivamente nei giorni di Davos, politici, politologi, ideologi, accademici e opinionisti si affannano meritoriamente ad interpretare le mosse di Trump, di Putin, di Xi Jin ping, come gli antichi aruspici scrutavano i movimenti delle viscere degli animali sacrificati. Non senza fondati motivi. Perché non soltanto i tre stanno demolendo, a colpi di piccone, un ordine globale fondato su regole condivise – ciò che chiamiamo “Diritto internazionale” – ma stanno spingendo il Pianeta intero sull’orlo dell’abisso di un conflitto mondiale. Si incomincia con le rivendicazioni territoriali, poi si mettono in mare le cannoniere e poi…

Il Diritto è stato sostituito tranquillamente con l’esibizione della Forza. Donald Trump ha teorizzato e quindi elevato a valore e a dover essere/dover fare il primato della forza nelle relazioni internazionali quale criterio di comportamento delle potenze. Putin sta praticando questo principio dal 1999: ha incominciato con la Cecenia, ha proseguito con la Georgia nel 2008, poi con il Donbass e la Crimea nel 2014, ha tentato il colpo basso e finale con Kyiev nel 2022. Xi Jin Ping preferisce la via dello strangolamento per debito di alcuni stati dell’Asia e dell’Africa, ma non manca di mostrare al mondo il cappio fatto di aerei e portaerei attorno a Taiwan. I più colti dei commentatori non mancano di citare, a conferma della teoria del primato della forza, Tucidide, Tacito, Machiavelli, Hobbes e Carl Schmitt…: “Homo homini lupus”.

Chiamano tutto ciò realismo.
L’appello ad una dimensione morale è considerato idealistico, sognatore e leggermente fatuo. La morale è per le anime belle. Chi ha i piedi solidamente piantati per terra, tiene anche sempre la pistola sul tavolo. Eppure… l’ordine morale è l’infrastruttura portante dell’ordine civile e politico. Di che cosa stiamo parlando? Dei valori. Essi non sono dei pii desideri di anime pie. Sono modelli di relazioni tra gli esseri umani, che sono stati distillati dall’esperienza storica dell’”homo sapiens”, da quando è comparso sul pianeta circa 300 mila anni fa. Le tavole di valori non si trovano in natura, sono una costruzione intellettuale consapevole della storia umana. Sono la scala lungo quale l’homo sapiens ha tentato di salire dall’animalità degli istinti, delle emozioni e della violenza.

Non si trovano nella Natura, si trovano nella Storia. Sono un fatto storico e un orizzonte che trascende il passato e il presente. La dimensione trascendente è l’altra faccia, nascosta, ma reale, dell’immanenza, del “qui e ora”, di ciò che vedo e che tocco. L’essenza ultima e sintetica dell’ordine morale è quello della dignità inviolabile della persona umana, di ogni essere umano. Questo principio si è affermato assai lentamente nelle società umane. Si deve originariamente alle religioni l’elaborazione di una filosofia della convivenza pacifica tra esseri umani. Elaborazione tormentata e tutt’altro che universalistica agli inizi. Perché il riconoscimento della pari dignità umana era disponibile solo per i credenti. Gli “infedeli” si dovevano sottomettere.

Ancora oggi questo principio di esclusione vale per l’Islam. È stato il Cristianesimo a far compiere il salto al pensiero umano: Dio è il Dio di tutti, tutti gli esseri umani sono figli di Dio, pertanto valgono “liberté, égalité, fraternité”, ben prima che fossero codificate nelle Dichiarazioni universali dei diritti. Non sempre coloro che si dichiarano Cristiani hanno praticato la verità del loro Vangelo come è noto. Tuttavia, senza il riconoscimento di questa verità, sia essa presentata come “rivelata da Dio stesso” o come costruita dagli uomini, l’ordine politico globale non reggerà a lungo.


giovanni cominelli

*Giovanni Cominelli si laurea in Filosofia nel 1968, dopo studi all’Università cattolica di Milano, alla Freie Universität di Berlino e all’Università statale di Milano.

Esperto di politiche dell’istruzione. Eletto in Consiglio comunale a Milano e nel Consiglio regionale della Lombardia dal 1980 al 1990.