Logo

Temi del giorno:

Zone 30 a Bologna bocciate dal Tar, Bergamo tira dritto: “Noi pragmatici, mai ideologici”

In città coprono il 73% delle strade urbane, con l’obiettivo di arrivare all’88%. L’assessore Berlanda: “Prioritario salvare vita, andiamo avanti”

Bergamo. La sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna che ha annullato il piano “Bologna Città 30” ha riacceso il confronto a livello nazionale sulle zone urbane a velocità ridotta. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato da due tassisti, bocciando di fatto l’applicazione estesa del limite dei 30 km/h sul 70% delle strade cittadine. Alla base della decisione, la mancanza di motivazioni puntuali, strada per strada, come richiesto dal Codice.

Una battuta d’arresto per l’amministrazione Pd guidata dal sindaco Matteo Lepore, che però non intende arretrare: “Metteremo in campo un provvedimento nuovo dove motiveremo le scelte strada per strada, in linea con quanto ci chiede Tar”, ha spiegato, ricordando come dall’introduzione del piano la mortalità per incidenti stradali sia diminuita del 47% e il numero dei feriti di oltre il 10%. A rafforzare la linea del limite ridotto anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui in caso di incidente a 30 km/h le probabilità di sopravvivenza arrivano al 99%, contro l’80% a 50 km/h.

La domanda sorge spontanea: a Bergamo, dove negli ultimi due mesi due pedoni hanno perso la vita nel centro cittadino, che succede? “Andiamo avanti – afferma l’assessore alla Mobilità Marco Berlanda -. Il nostro obiettivo è lo stesso di Bologna: ridurre incidenti e vittime della strada, anche se non ci siamo mai fregiati del titolo di ‘città 30’. Abbiamo scelto un percorso più graduale, intervenendo quartiere per quartiere e motivando in modo puntuale ogni singola scelta, nel pieno rispetto delle norme. Crediamo di aver adottato un approccio pragmatico, non ideologico, pensando prima di tutto alla sicurezza dei cittadini”. Un’impostazione che porta la giunta a non temere particolarmente eventuali ricorsi: “Se anche i tassisti bergamaschi dovessero seguire l’esempio di quelli bolognesi, valuteremo come procedere. Al momento – commenta Berlanda – non risultano problemi”.

Il progetto di ampliamento delle Zone 30 è stato presentato dalla Giunta Carnevali lo scorso settembre e prevede di estendere la copertura della rete stradale dal 73% attuale all’88% entro la fine del 2026. La prima fase contempla la creazione di 13 nuove Zone 30 in sei quartieri cittadini, per un totale di 21 chilometri lineari aggiuntivi. La seconda fase, che nelle intenzioni dovrà concludersi entro la fine del 2026, riguarderà altre 18 zone, per ulteriori 27,3 chilometri. Oggi Bergamo conta già circa 205 chilometri di strade con limite a 30 km/h; a piano completato si arriverà a quota 253 chilometri, pari all’88% della rete comunale non privata.

Le 13 nuove Zone 30 interesseranno soprattutto il Centro storico, con tre nuove aree per complessivi 8,5 chilometri, e i quartieri di Santa Caterina (due zone per 2,4 chilometri) e Borgo Palazzo (tre zone per 4,8 chilometri). Interventi più circoscritti sono previsti anche a Malpensata, San Tomaso e Colognola. Nel Centro storico il limite ridotto riguarderà vie di rilievo come via Pignolo, via dei Capodiferro, piazzale della Repubblica e viale Albini. A Borgo Palazzo saranno coinvolte via Tabajani, via Divisione Julia e via Madonna della Neve, mentre a Santa Caterina il limite di 30 km/h sarà introdotto in via Pitentino e piazzale Tiraboschi.

Accanto alla nuova segnaletica orizzontale e verticale, il piano prevede anche l’introduzione di strumenti tecnologici. Verranno installati circa venti pannelli radar informativi non sanzionatori, una novità assoluta per il territorio comunale. I dispositivi, dotati di radar a corto raggio, sono in grado di rilevare la velocità dei veicoli fino a 300 metri di distanza e segnalare in tempo reale eventuali superamenti del limite.

Non tutte le strade, però, potranno rientrare nelle Zone 30. Restano escluse le principali direttrici di traffico, dove per caratteristiche strutturali o competenze non è possibile abbassare il limite sotto i 50 km/h. Tra queste figurano anche via Camozzi e Largo Porta Nuova, dove lo scorso 29 novembre e il 15 gennaio hanno perso la vita due pedoni,Carmine Arcidiacono e Francesco Benedetti, rispettivamente di 91 e 59 anni. Il primo è stato travolto da un camion, il secondo da una carambola impazzita tra auto.