“Un secondo al cellulare mentre si è al volante a 50km all’ora è come guidare per 13 metri al buio”
Intervista con il comandante della Polizia Stradale di Bergamo, Mauro Livolsi sui comportamenti dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice
Ha trovato da subito Bergamo “una bella realtà, frizzante, dinamica e anche variegata”. Non era un compito facile subentrare a Mirella Pontiggia, per 14 anni storica comandante della Polizia Stradale di Via Galgario, nella sua terra. Quando il Ministero gli ha dato la possibilità di quest’esperienza, Mauro Livolsi ne ha sentito il peso della responsabilità, ma anche il fascino e la forza che viene dal lavorare per il bene comune e la sicurezza dei cittadini. Nella precarietà diffusa per le regole, soprattutto sulle strade, dense di traffico da mattina presto a sera tardi, conforta e trasmette positività l’incontro con chi riesce a trasmettere concretezze stabili, determinati nell’impegno del rispetto delle norme, ma prima ancora convinto del primato di parole decisive come prevenzione, educazione, correttezza.
Sono risultati e traguardi che si raggiungono con pazienza, costanza, meticolosità: quando si acquisiscono, poi sono più fruttiferi. La convinzione, la ragionevolezza, l’intelligenza sono più efficaci delle sanzioni se queste passano per essere fine a sé stesse. Occorre far comprendere – e l’insistenza su questo concetto è il filo rosso dell’azione di Mauro Livolsi – anche il rovescio della medaglia. E una contravvenzione, se fatta ben recepire, può significare profilassi di incolumità e salvaguardia della vita propria e altrui. Si pensi soltanto agli oltre 3 mila morti e 173 mila incidenti, che si traducono in 8 vittime e 470 feriti al giorno del 2024. Si parla tanto di sicurezza: questo è un importante snodo. Ecco la didattica stradale già dalla scuola primaria, inculcando ad esempio l’idea che il telefonino “non è il cordone ombelicale che lega al mondo” (copyright di Aldo Grasso) su su fino agli studenti delle superiori in area di patente. Più della qualunquistica lamentela, serve pensare a come e cosa fare per mettere in salvo il futuro. E la certezza dei controlli e dell’impunità ha come risvolto l’utilità della presenza e della fermezza.
L’organico di cui dispone la Polizia Stradale è formato da un centinaio di agenti, distribuiti in tre reparti:
- la sottosezione di Seriate che svolge attività nell’ambito autostradale;
- il distaccamento di Treviglio;
- la sede di Via Galgario 26 a Bergamo, che opera sulla rete stradale della provincia, una geografia con oltre mille km di strade che costituiscono l’anello di congiunzione tra le comunità, con quotidiani ordinari controlli delle pattuglie.
“La vigilanza rappresenta anche un segnale preventivo di comprovata efficacia sul piano della dissuasione, con richiamo in automatico all’attenzione sul contachilometri e al rispetto delle regole della circolazione”, spiega il comandante, che a proposito dell’organico vedrebbe naturalmente stravolentieri un potenziamento, perché “più risorse danno modo di essere ancor meglio presenti sul territorio. Ad ogni buon conto, mi preme sottolineare la grande disponibilità e l’alta professionalità delle forze a disposizione”.
Nuovo Codice alla lente
La lingua batte dove il dente duole e quello che continua a far più male è l’uso fuori norma del telefonino, in senso lato, al volante. Sono troppi coloro che si prendono libertà pericolose per i rischi anche di una piccola e breve distrazione. È dimostrato che a una velocità di 50 km all’ora, con un solo secondo di sguardo allo smartphone è come guidare per 13 metri al buio. Moltiplichiamo anche per pochi secondi il tempo di consultazione e avremo il calcolo approssimativo della nostra guida alla cieca. Il 14 dicembre 2024 è entrato in vigore il nuovo Codice della strada. Dopo un anno abbondante, è già possibile rilevare qualche effetto innescato da questa quasi epocale svolta. Per una panoramica sui comportamenti in strada, il punto di partenza dell’intervista con il comandante della Polizia Stradale di Bergamo, Mauro Livolsi, è doverosamente il rapporto noi-strada-telefonino.
Prima era la velocità, adesso come imputato numero uno dell’incidentalità stradale viene indicato il telefonino. Comandante Livolsi, la circolazione dal vostro osservatorio come è vista?
La distrazione tecnologica è diventata purtroppo la maggiore causa di incidentalità: da qui la scelta che ha portato a introdurre nel Codice la sospensione immediata della patente già subito alla prima contestazione. Il problema di fondo è che bisogna richiamare ogni utente che si mette in strada all’importanza decisiva della massima attenzione – e quindi responsabilità – nei comportamenti sulla strada. Si registrano leggerezze e disinvolture intollerabili nell’uso del cellulare, ancor più quando si passa alla messaggistica o alla gestione del navigatore nella scelta della località da raggiungere in contemporanea con la guida. Gli stessi pedoni non sono esenti da colpe di distrazione con il cellulare. Non a caso si parla di generazione dallo sguardo in giù, soprattutto giovani, che attraversano anche sulle strisce pedonali senza alcuna prudenza, la quale deve essere compensata da chi è al volante o in sella. Il diritto di precedenza non esime dalla consapevolezza di condotta. Gli occhi devono essere puntati non sul display, ma sulla strada. Se c’è qualcuno che è distratto e qualcun altro lo è in ugual misura o anche di più, possono essere dolori”.
La “sospensione breve” della patente
La “sospensione breve” della patente è una misura accessoria collegata alla perdita di punti per determinate infrazioni. A differenza di quella che è la sospensione classica, qui non è prevista la trasmissione in Prefettura. Si articola in due periodi: è di 7 giorni per chi ha un punteggio inferiore a 20 ma superiore a 10 punti; è di 15 giorni per chi ha meno di 10 punti. La durata può raddoppiare se l’infrazione ha causato un incidente.
Il pacchetto delle norme che la regolano contiene 15 casistiche:
- si va dal mancato rispetto dei segnali di senso vietato e divieto di sorpasso alla circolazione contromano;
- dalla mancata precedenza a sorpassi azzardati;
- dall’inosservanza della distanza di sicurezza all’inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve e dossi, nonché manovre relative a cambi di direzione o corsia;
- inversione del senso di marcia, retromarcia, svolta o sosta effettuate senza le prescritte cautele e regole di esecuzione;
- l’elenco contempla anche la guida senza casco o utilizzo irregolare, cinture di sicurezza non allacciate, uso del cellulare senza vivavoce o auricolare.
- Le cautele hanno un’ulteriore accentuazione quando si viaggia in autostrada (retromarcia, sosta in corsia di emergenza senza validi motivi, mancata collocazione del triangolo di emergenza o mancato uso delle luci di posizione e altri dispositivi di segnalazione visiva prescritti durante la sosta se c’è scarsa visibilità, ecc.).
C’è abbondante nomenclatura in materia, che si può sintetizzare in poche parole: quando si è in strada, dal pedone al camionista, l’imperativo è metterci testa e stare concentrati al massimo, evitando infrazioni. Coloro che sono più virtuosi e hanno un punteggio di 20 punti non vengono toccati da questo meccanismo della sospensione breve.
In tema di sospensione della patente, come vanno le cose?
I casi di sospensione breve nella Bergamasca non sono stati fin qui rilevanti. I controlli sono regolari e costanti e producono un discreto numero di sospensioni classiche della patente proprio per infrazioni con il cellulare. Qui però le sanzioni salgono di livello: il ritiro della patente infatti va da 15 giorni a due mesi e il provvedimento minimo-massimo viene deciso dalla Prefettura, sulla base del verbale fatto dagli agenti al soggetto autore della violazione. Chi subisce una sanzione, in genere tende poi a rispettare il Codice, evitando di ricadere in infrazione; non solo ma generalmente si fa anche portavoce positivo verso gli altri ed è di monito. In caso di recidiva, la multa può raggiungere 1.400 euro, con la sospensione della patente fino a tre mesi e una decurtazione fino a 10 punti.
Mauro Livolsi, comandante della Polizia autostradale di Bergamo dal 2024, ha già al suo attivo un percorso professionale qualificato e qualificante, già con decennale ruolo di dirigente. Dopo 3 anni a Cagliari, dal 2005 al 2008 al Compartimento Polizia Postale Sardegna come responsabile nel campo dei reati per truffa informatica, furto di identità, diffamazioni online, ecc. e altri 2 a Milano (2009-2010) nell’antipedopornografia online, è stato a Roma (corso di formazione per commissari della Polizia di Stato), poi a Brescia, quindi – sempre come dirigente – alla Polizia stradale di Piacenza, Lecco, Monza e ora Bergamo. Dopo la laurea in Giurisprudenza ha conseguito quella in Scienza delle investigazioni, con un master in Scienza della sicurezza.
Questa intervista rientra nel quadro delle iniziative messe in atto dall’ACI di Bergamo per la campagna nazionale “Mobilità Sicura” e per l’operazione provinciale “Strade sicure per tutti”.


