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Bimbo di tre anni escluso dal post scuola: il Codacons scrive al Comune

Il caso riguarda un minore affetto da una patologia che richiede la somministrazione di un farmaco salvavita. L’associazione chiede chiarimenti sui criteri adottati e sollecita una soluzione per consentire l’accesso al servizio

Treviglio. Il caso del bambino di tre anni escluso, per via di una patologia che richiede la somministrazione di un farmaco salvavita, dal servizio di post scuola è approdato al Codacons, che ha chiesto chiarimenti sulla vicenda. Attraverso una nota, l’associazione che tutela i diritti dei consumatori ha reso noto di aver scritto al Comune di Treviglio per conoscere i “criteri adottati” e, al tempo stesso, sollecitare “una soluzione che consenta al minore di accedere al servizio di post scuola”.

A sollevare la questione è stata la capogruppo Pd Matilde Tura che, attraverso i social, ha contestato la decisione di Ygea, società controllata dal Comune, di non aver accolto la richiesta di iscrizione al servizio di pre e post scuola del bambino. Una scelta che, per Tura, rischia di trasformare un servizio pensato per sostenere le famiglie in uno “strumento di discriminazione ed esclusione”.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente del CodaconsLombardia, Marco Donzelli, il quale ha espresso forte preoccupazione per quanto sta accadendo: “Il post scuola non è un servizio accessorio, ma un supporto fondamentale per le famiglie. Escludere un bambino significa colpire indirettamente i genitori e creare una forma di discriminazione inaccettabile. I servizi educativi – aggiunge – devono essere inclusivi e rispondere ai reali bisogni dei cittadini, non trasformarsi in barriere burocratiche”.