Bambino di tre anni escluso dal post scuola, Tura: “Più che un servizio uno strumento di discriminazione”
La consigliera comunale denuncia l’esclusione di un minore con patologia grave, evidenziando criticità nell’organizzazione del servizio gestito dalla società partecipata Ygea
Treviglio. Escluso dal post scuola per una patologia che richiede la somministrazione di un farmaco salvavita. A segnalare la vicenda è stata la capogruppo Pd Matilde Tura, che ha reso pubblica la vicenda attraverso un post sui social dopo aver preso visione della comunicazione inviata alla famiglia di un bambino di tre anni.
Secondo quanto riferito, l’esclusione dal servizio sarebbe motivata dall’impossibilità, da parte del personale, di somministrare il farmaco in caso di emergenza. Tura entra quindi nel merito della questione richiamando il quadro normativo regionale: “È giusto, è accettabile, che un bambino di 3 anni venga escluso dal post scuola perché ha una patologia, e Ygea, la società partecipata del Comune che gestisce il servizio, non si assume la responsabilità di somministrare un farmaco salvavita in caso di emergenza? C’è un Protocollo regionale per la somministrazione dei farmaci a scuola che – si legge nel post – prevede esplicitamente, per alcune patologie, la possibilità di somministrare farmaci di emergenza in ambiente educativo, senza richiedere competenze sanitarie al personale coinvolto”.
La consigliera, poi, aggiunge che “in presenza di criticità organizzative” il Protocollo sopracitato richiede “il coinvolgimento dell’Asst e dell’ente locale non contemplando, naturalmente, l’esclusione dal servizio come soluzione. Davvero – conclude – si può accettare che un servizio, peraltro gestito da una società del Comune e pensato per sostenere le famiglie, diventi uno strumento di discriminazione ed esclusione?”
Non si è fatta attendere la replica il sindaco Juri Imeri: “Parliamo di un minore la cui famiglia ha già avuto riscontri da Ygea. La situazione non è così netta come viene descritta, perché ci sono diversi fattori in campo e tutti sono oggetto di un’attenta valutazione nell’interesse di ogni soggetto coinvolto. Se il consigliere vuole generalizzare una situazione specifica sui giornali – aggiunge Imeri – è libera di farlo. Noi risponderemo invece alla legittima interrogazione scritta nei modi e nei tempi previsti”.
Il caso verrà portato in consiglio attraverso un’interpellanza attraverso la quale verranno chiesti chiarimenti sulla gestione del servizio post scuola e sulle garanzie di accesso per i minori con fragilità.


