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Due pedoni morti in 50 giorni, in centro tanti automobilisti distratti: 379 multe per semaforo rosso e guida al cellulare
Fiori in centro per il medico Francesco Benedetti, travolto da un'auto in Largo Porta Nuova

Le violazioni accertate nel 2025 dalla polizia locale nelle vie centrali della città. L’appello dell’assessore Angeloni: “Bene i controlli, ma gli agenti non possono essere ovunque. Chi è alla guida faccia la sua parte”

Bergamo. Due pedoni morti in centro città nel giro di cinquanta giorni. Il primo incidente risale al 29 novembre scorso: Carmine Arcidiacono, 91 anni, viene travolto e ucciso da un camion in via Camozzi mentre attraversa sulle strisce pedonali. Il secondo pochi giorni fa, il 15 gennaio: Francesco Benedetti, 59 anni, resta ferito in una carambola tra auto in Largo Porta Nuova e muore in ospedale al Papa Giovanni dopo cinque giorni di agonia. Episodi diversi per dinamica, ma che impongono una riflessione comune sulla sicurezza stradale nel cuore della città, un’area attraversata ogni giorno da migliaia di persone. Camminare in centro può essere ecologico e salutare (qualità dell’aria permettendo), ma non sempre sicuro.

Per inquadrare meglio il contesto, abbiamo chiesto all’amministrazione comunale alcuni dati sulle violazioni più frequenti al volante, in particolare quelle che mettono a rischio i pedoni: il passaggio con il semaforo rosso e l’uso del cellulare alla guida. Altri dati, come le multe per eccesso di velocità, guida senza patente o in stato di ebrezza, saranno presentati nell’annuale conferenza stampa della polizia locale sul bilancio dell’anno passato.

Quel che possiamo anticipare è che nel 2025 sono state 167 le multe per passaggio con il rosso in centro città e 212 le sanzioni per l’uso del cellulare durante la guida. Per centro città si intende l’asse da viale Papa Giovanni XXIII al Sentierone e Largo Porta Nuova, dove oggi un mazzo di fiori ricorda la tragedia di Francesco Benedetti. Il medico di Colognola stava attraversando la strada, quando una Fiat 500 che proveniva da via Camozzi si è scontrata con una Kia Sportage proveniente da viale Roma. Nell’urto, la 500 ha ruotato di 180 gradi colpendolo con l’angolo posteriore sinistro. La Polizia locale ha accertato che una delle due auto era passata con il rosso: il conducente sarà denunciato per omicidio stradale. “È stata una fatalità, ma se l’auto non fosse passata con il rosso mio fratello sarebbe ancora vivo – ha dichiarato affranta la sorella Cinzia -. Questa cosa non riesco ad accettarla”.

Il centro città comprende anche via Mai, via Pascoli, via Paglia e via Camozzi (fino all’intersezione con via Martiri di Cefalonia), dove lo scorso novembre ha perso la vita Carmine Arcidiacono. Pensionato dopo una lunga carriera al Ministero delle Finanze, aveva anche svolto per anni le funzioni di giudice di pace. Il camionista che lo ha travolto, immettendosi da via Madonna della Neve, ha dichiarato di non aver visto il pedone. Anche lui è stato denunciato per omicidio stradale.

La giustizia farà il suo corso, ma i dati sulle contravvenzioni della sola Polizia Locale fanno riflettere. “L’uso del cellulare alla guida ha un enorme impatto sul numero degli incidenti, ormai lo confermano tutte le statistiche – commenta l’assessore alla Sicurezza del Comune di Bergamo, Giacomo Angeloni -. Noi facciamo la nostra parte, consapevoli che gli agenti non possono essere sempre ovunque”. Le 212 multe raccontano solo una parte del problema. Il sommerso rischia di essere un abisso, perché si tratta di una violazione difficile da accertare. Spesso, quando un automobilista viene fermato, il telefono “sparisce”: cade sul sedile o viene infilato in tasca. Le giustificazioni sono le più varie e non sempre è possibile dimostrare il contrario. Diverso il discorso quando si verifica un incidente con feriti: in quei casi il cellulare viene sequestrato per verificare se fosse in uso al momento dell’impatto. Uno strumento utile, ma che interviene solo dopo il danno.

Per capire quanto il fenomeno sia diffuso, basta un piccolo esperimento: in pochi minuti, su una ventina di auto in transito lungo viale Papa Giovanni, quattro conducenti usano lo smartphone. Un ragazzo e una ragazza guardano chiaramente verso il basso, forse impegnati a scrivere messaggi o scrollare Instagram. Il primo attraversamento pedonale? A pochi metri di distanza.

Anche il passaggio con il semaforo rosso resta una criticità, come testimoniano le 167 sanzioni. “Molte violazioni emergono proprio a seguito di incidenti”, osserva Angeloni. L’appello è chiaro: “Mettersi alla guida in modo più coscienzioso, rispettando le norme”. C’è un altro dato che colpisce: “Nonostante l’obbligo delle cinture di sicurezza sia in vigore da moltissimi anni (aprile 1988, ndr) nel solo centro città sono stati fermati 61 automobilisti senza cintura”, sottolinea l’assessore. Numeri che, messi insieme, disegnano un quadro abbastanza preoccupante.

“In aree con traffico intenso e presenza costante di pedoni il rispetto delle regole dovrebbe essere massimo – puntualizza Ivanni Carminati dell’Associazione familiari vittime delle strada -. Lo scorso anno, in tutta la provincia di Bergamo, ben sette pedoni hanno perso la vita”. La sicurezza pedonale, però, non dipende solo dagli automobilisti: anche chi cammina deve adottare comportamenti adeguati. Tra i più pericolosi, l’uso del cellulare durante l’attraversamento o gli auricolari ad alto volume, che impediscono di percepire clacson, sirene o altri veicoli in avvicinamento. Anche qui, basta un semplice esperimento: all’uscita dalle scuole, vedere ragazzi senza smartphone in mano o cuffie nelle orecchie può non essere così immediato. Anche quando attraversano la strada.