la svolta
Cambiare vita a 35 anni per diventare TSRM: la storia di Fausto Signorelli
Dal lavoro nel retail alla laurea in Tecniche di Radiologia: un percorso che mostra come non sia mai troppo tardi per scegliere la propria strada

C’è chi la propria strada la individua subito, e chi invece la scopre lungo il cammino. Fausto Signorelli, 38 anni, appartiene alla seconda categoria. Dopo anni di lavoro nel settore retail, ha deciso di rimettersi in gioco e iscriversi al corso di laurea in Tecniche di Radiologia Medica, una scelta maturata quasi per caso ma diventata, col tempo, una vera vocazione.
“Ho scoperto la professione di Tecnico di Radiologia per curiosità” racconta. “Pensavo che per lavorare in ambito sanitario servissero lunghi anni di studio in medicina; invece, ho capito che esistono professioni sanitarie altamente qualificate che permettono di essere utili alle persone senza dover necessariamente intraprendere quel percorso.”
Affascinato dall’idea di un lavoro tecnico ma al tempo stesso profondamente umano, Fausto decide di provarci. Studia in autonomia per quasi un anno per colmare le lacune scientifiche e affrontare il test di ammissione del 2023, che supera al primo tentativo, ottenendo il posto già dal primo scorrimento. “Entrare subito è stata una soddisfazione enorme– ricorda – mi ha dato la conferma che stavo imboccando la strada giusta.”
Una professione scoperta giorno dopo giorno

Fausto ammette che l’inizio non è stato semplice: “Cambiare vita a 35 anni non è una passeggiata. Ma più studiavo, più capivo che quella scelta si stava trasformando in un obiettivo di vita”. Entrato convinto che il TSRM operasse solo con RX e TAC, ha scoperto presto un mondo molto più vasto: radiologia tradizionale e d’urgenza, attività in ambulatorio e in pronto soccorso, sala operatoria, angiografia, interventistica neurovascolare e cardiologica.
“Non immaginavo che la figura del Tecnico di Radiologia fosse così centrale in così tanti ambiti. Siamo un supporto necessario in molte discipline e questo rende il lavoro estremamente stimolante.”
Ora Fausto è al terzo e ultimo anno del percorso universitario. La scelta, racconta, lo ha cambiato nel profondo.
Chi è il TSRM

Il Tecnico Sanitario di Radiologia Medicaè una figura chiave nel percorso diagnostico dei pazienti. Non si occupa solo di radiografie: è un professionista sanitario laureato, qualificato per utilizzare in ambito clinico tecnologie complesse che impiegano radiazioni ionizzanti, ultrasuoni, campi magnetici ed energie termiche.
La formazione prevede una laurea triennalein ‘Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia’ e iscriversi all’albo dell’Ordine TSRM–PSTRP. Il percorso formativo combina lezioni teoriche a intensi tirocini, durante i quali lo studente impara a usare le tecnologie, applicare le norme di radioprotezione e gestire situazioni cliniche complesse.
Nel sistema sanitario moderno il TSRM svolge quindi un ruolo essenziale: assicura la qualità delle immagini diagnostiche, la sicurezza di pazienti e operatori, la corretta esecuzione delle procedure e, quando necessario, contribuisce al monitoraggio delle apparecchiature e ai controlli di qualità.
È una professione interdisciplinare, sempre più richiesta e in continua evoluzione, che unisce competenza tecnica, precisione e una forte attenzione al paziente.
Il messaggio a chi ha paura di cambiare

“A chi cerca la propria strada o ha paura di cambiare vorrei dire di ascoltare il proprio istinto. Serve vocazione, sì, ma soprattutto impegno. Io desideravo essere più utile a chi aveva bisogno, e ho scelto una professione che permette di trovare lavoro con relativa facilità, ma che è anche un sogno realizzabile, anche alla mia età.”
Il consiglio per chi aspira a lavorare nella sanità è chiaro: “A volte ci si concentra solo sull’idea di diventare medico. Ma esistono molte discipline che sembrano ‘minori’ e invece sono fondamentali. Con il giusto impegno, entusiasmo, curiosità e voglia di studiare, si può raggiungere qualsiasi obiettivo.”
Una nuova identità professionale
Dal mondo della vendita al contatto quotidiano con pazienti e professionisti sanitari, il percorso di Fausto testimonia che cambiare rotta è possibile. E che farlo non è mai troppo tardi.
“Bisogna scegliere una strada e perseguirla con la giusta attitudine. Io l’ho fatto e oggi sono orgoglioso del cammino che sto compiendo.”

