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Pedinamenti e minacce di morte alla ex moglie: 40enne colto sul fatto e arrestato

Il 15 gennaio scorso la donna, impaurita, ha chiamato i militari riferendo di essere seguita in auto dall’uomo: i due veicoli intercettati a un distributore di benzina, dove nemmeno la presenza dei carabinieri lo ha fatto desistere dal suo comportamento intimidatorio

I Carabinieri della Stazione di Osio Sotto hanno tratto in arresto un uomo di 40 anni, di nazionalità marocchina e residente in provincia di Bergamo, ritenuto responsabile di atti persecutori e gravi minacce nei confronti dell’ex moglie, già vittima di reiterate condotte violente tanto da essere collocata in passato in una struttura protetta unitamente ai figli minori.

I fatti che hanno portato all’arresto risalgono alla serata del 15 gennaio 2026, quando, intorno alle 20, una donna marocchina di 45 anni, residente a Dalmine, ha contattato il 112 riferendo di essere seguita dall’ex marito mentre si stava spostando in auto con la figlia. La donna, visibilmente impaurita, ha chiesto aiuto segnalando la presenza dell’uomo a bordo di una Volkswagen Tiguan bianca.

Immediato l’intervento dei Carabinieri di Osio Sotto, che hanno intercettato entrambi i veicoli all’altezza del distributore Eni di via Papa Giovanni XXIII a Osio Sopra: sul posto, l’uomo è stato identificato mentre insisteva nel tentativo di avvicinare la donna, pronunciando frasi intimidatorie e mostrando un comportamento aggressivo, sotto gli occhi dei militari.

Accompagnata in caserma, la vittima ha sporto querela, ricostruendo un lungo e grave quadro di violenze domestiche e persecuzioni, iniziato già durante il matrimonio e culminato, negli anni, in minacce di morte, pedinamenti, controllo ossessivo della sua vita privata e reiterati episodi di intimidazione, anche alla presenza delle figlie minori.

Le gravissime minacce reiterate, unite alla condotta ossessiva e alla pericolosità del soggetto, nonché lo stato di flagranza in cui è stato colto anche dai Carabinieri tempestivamente intervenuti, hanno consentito di arrestarlo.

Informato dai militari, il Pubblico Ministero ha disposto la custodia carcere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria: il 17 gennaio il Gip ha convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari.