Logo

Temi del giorno:

Ragazza trascinata in un portone e picchiata: l’aggressore patteggia un anno e otto mesi e resta in cella

Il difensore ha chiesto la scarcerazione ma il giudice ha rigettato l’istanza perché il 27enne è ritenuto socialmente pericoloso

Bergamo.Ha patteggiato 1 anno, 8 mesi e 10 giorni A.M., bengalese di 27 anni, accusato di violenza privata, lesioni, minaccia e molestie. Lo scorso 29 novembre aveva trascinato una sua connazionale di 23 anni in un portone di via San Lazzaro e l’aveva picchiata, scappando solamente grazie all’intervento di una passante.

Il suo legale, l’avvocato Stefania Russo, aveva chiesto una misura meno afflittiva rispetto al carcere, ma il giudice ha rigettato l’istanza ritenendo che sussistano le esigenze cautelari, vista la pericolosità sociale del 27enne.

Il giorno del suo arresto l’uomo si trovava a bordo di un autobus dell’Atb. A Lallio era salita la ragazza e lui aveva tentato di farla sedere vicino a lui. Lei aveva rifiutato, lui l’aveva insultata e aveva rivolto le sue attenzioni a un’altra donna. A quel punto la giovane bengalese gli aveva detto che se non la smetteva gli avrebbe dato due sberle.

La ragazza era poi scesa a Bergamo, in zona Triangolo e si era accorta che il connazionale la stava seguendo. Così si era voltata e lo aveva fotografato, inviando poi lo scatto al suo fidanzato chiedendo di aiutarla e di chiamare il 112. Il gesto aveva fatto infuriare A.M., che all’altezza di via San Lazzaro aveva trascinato la ragazza in un portone e aveva iniziato a prenderla a pugni in faccia e in testa, minacciando di ucciderla. Lei urlava, chiedeva aiuto, cercava di difendersi ma lui continuava a colpirla.

Fortunatamente una giovane italiana, sentendo le urla, ha aperto il portone e ha messo in fuga il bengalese. La polizia era però già sulle sue tracce, avvisata dal fidanzato della vittima: il 27enne è stato fermato e tratto in arresto. Il giorno tesso dell’aggressione era stato processato per direttissima perché sorpreso a rubare 12 bottiglie di alcolici, tre zaini e due giubbotti e il giudice aveva disposto l’obbligo di firma. In seguito all’arresto per le lesioni alla ragazza è stato disposto il carcere.