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Gafforelli in provincia? Il possibile effetto domino sulle partecipate: trema il Pd

Il calendario delle scadenze delle cariche è fitto: dalle scelte del presidente sarà possibile scorgere il profilo che adotterà nel caso vincesse le elezioni alla guida della coalizione di centrodestra

Bergamo. Presto si potrebbe verificare un fragoroso terremoto nelle aziende partecipate della Provincia di Bergamo. La composizione della maggioranza, che ora è costituita dalla collaborazione tra il centrodestra e il centrosinistra, potrebbe cambiare significativamente con le prossime elezioni provinciali generando un effetto domino sui vertici delle società di cui l’ente detiene una quota di capitale.

Il sindaco di Romano di Lombardia ed esponente di Forza Italia, Gianfranco Gafforelli, ha ricevuto l’investitura dei partiti di centrodestra come loro candidato presidente: la decisione, che era già nell’aria è arrivata nei giorni scorsi durante un vertice di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia tenuto nella sede del Carroccio, a Gorlago. Il suo nome ha messo d’accordo le forze della coalizione anche se, in base ai rumours, ci sarebbero dei malumori in tutte e tre le famiglie politiche che ne fanno parte. In modo particolare, in un mosaico di equilibri che si estende sull’intero territorio, un bel pezzo della Lega sarebbe perplesso all’idea di aver lasciato la casella del presidente della Provincia portando a casa quello del sindaco di Treviglio, perché se è vero che si tratta di un Comune importante è anche vero che è un ente locale che ovviamente ha un potere decisionale diverso rispetto a quello della Provincia. Al tempo stesso, a una parte di Fratelli d’Italia brucerebbe ancora il peso giocato dai vertici regionali nella candidatura di Gafforelli a primo cittadino di Romano, mentre guardando in casa di Forza Italia alcune voci di corridoio riferiscono che nel mese di dicembre qualcuno avrebbe chiesto all’attuale candidato di compiere un passo indietro. Lui non lo fece e qualche giorno fa la coalizione lo ha candidato: Lega e Fratelli d’Italia hanno puntato sul suo nome per tenere unito il centrodestra consapevoli che non rispondesse a una componente di Forza Italia ed è facile pensare che, intestando la presidenza agli azzurri, questi ultimi perderanno la vicepresidenza che ora detengono con Umberto Valois, segretario provinciale di Forza Italia.

In questo contesto articolato e complesso si inserisce il tema delle partecipate. Se dovesse vincere Gafforelli saranno un primo banco di prova per capire se vorrà fare il “presidente di tutti” o se sarà il “presidente di una parte” (profilo comunque assolutamente legittimo). Sarà possibile farsi un’idea in base alle nomine delle partecipate che hanno avuto un mandato condiviso, cioè che vedono il centrodestra collaborare con il centrosinistra anche per il loro carattere tecnico. Bisognerà vedere se lascerà scadere le cariche attuali prendendo le sue decisioni in un secondo momento o se il centrodestra avrà tutto e subito.

Il calendario delle scadenze delle cariche è fitto: la prima nel 2026 è quella del vertice dell’Agenzia per il trasporto pubblico locale di Bergamo, al momento presieduta da Angela Ceresoli, che era stata indicata dal Comune di Bergamo e che scade a gennaio.

A ottobre volgerà al termine il mandato della rappresentante della Provincia in Promoserio e del rappresentante della Provincia nella Cariplo, mentre a dicembre il presidente di Abf – Azienda Bergamasca Formazione (la cui attuale presidenza è in quota centrodestra).

Uniacque, dove il presidente è Luca Serughetti (Lega) ma l’amministratore delegato è Pierangelo Bertocchi (Pd), scade con l’approvazione del bilancio 2025, quindi ad aprile/maggio.

Teb (presieduta da Filippo Simonetti, Pd), invece, viene rinnovata nel mese di maggio 2027 (e Atb ha il 55% di Teb).

Infine, la Fondazione degli Istituti Educativi di Bergamo, dove la guida è già a maggioranza di centrodestra, dura in carica 5 anni, ma si può ipotizzare che i 3 consiglieri (su 5 in totale) in quota centrodestra (in caso di vittoria di Gafforelli) si dimettano facendo sciogliere il cda che a quel punto verrebbe nominato dal nuovo presidente.

Completando il quadro, quasi tutti i posti unici al momento sono in quota centrosinistra.

Per concludere, il presidente di Sacbo, la società di gestione dell’aeroporto di Orio al Serio, viene scelto in seguito agli accordi del Patto di Sindacato che rappresenta i soci bergamaschi, quindi bisogna accordarsi con diverse realtà come Camera di Commercio e Confindustria.

Come si può facilmente evincere, il percorso è articolato: non resta che attendere il verdetto delle elezioni provinciali e vedere quali scelte compirà il presidente.