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Neri Marcorè è Sherlock Holmes alla ChorusLife Arena: “Stimolante e divertente”

L’amatissimo attore, regista e conduttore televisivo racconta il suo coinvolgimento nello spettacolo “Sherlock Holmes – Il musical”, in scena giovedì 22 e venerdì 23 gennaio

“Sherlock è un personaggio che conosci per forza di cose, tra citazioni, film, serie… pertanto quando mi è stato proposto di interpretarlo in un musical a teatro, non ho dovuto pensarci troppo”. Così l’amatissimo attore, regista e conduttore televisivo Neri Marcorè racconta il suo coinvolgimento nello spettacolo “Sherlock Holmes – Il musical”, in scena giovedì 22 e venerdì 23 gennaio alle 21 alla ChorusLife Arena, a Bergamo.

Sul palco vestirà i panni del protagonista, il famoso investigatore privato inglese, personaggio letterario creato da Sir Arthur Conan Doyle E noto per il suo straordinario metodo deduttivo. Con grande abilità e acutezza, riesce a risolvere casi intricati, spesso accompagnato dal suo fedele amico Dottor Watson, che sarà interpretato dall’attore Paolo Giangrasso.

Accanto a loro ci sarà un cast di oltre venti performers dando vita a un musical ricco di colpi di scena, misteri ed enigmi.

Abbiamo intervistato Neri Marcorè per saperne di più.

Come si trova nel ruolo di Sherlock Holmes?

Sherlock è un personaggio che conosci per forza di cose, tra citazioni, film, serie… pertanto quando mi è stato proposto di interpretarlo in un musical a teatro, non ho dovuto pensarci troppo. Siamo alla seconda tournée e sta continuando ad andare benissimo con grandi teatri gremiti e un pubblico che apprezza il lavoro di tutti noi.

Che cosa propone lo spettacolo?

Ci sono indizi che vengono seminati e Sherlock ha la capacità di notarli più di altri. Ha un’osservazione selettiva, un’intelligenza che collega gli elementi, quasi con poteri sovrannaturali. Ovviamente siamo nel mondo della finzione e dei codici accettati per convenzione: lui sa notare tutti questi particolari e ne fa partecipe il pubblico.

Accanto a lei nei panni di Watson ci sarà l’attore Paolo Giangrasso

Il gioco tra le parti viene rispettato, perché Holmes ogni tanto prende in giro Watson, dimostrandogli il proprio affetto in maniera un po’ bizzarra, anche attraverso lo sfottò. C’è però una forte stima reciproca, per riproporla giova il bel rapporto che c’è tra me e Paolo Giangrasso/Watson.

Oltre a voi sul palco ci sarà il resto del cast. Lavorate bene assieme?

Lavoro con un ensemble di ragazzi giovanissimi che portano un’energia e un talento incredibili. È un lavoro stimolante e divertente che cerco di fare con leggerezza, nonostante l’impegno.