Cresce la produzione e cala la cassa integrazione nel 3° trimestre del 2025
Analisi del terzo trimestre 2025: cresce la produzione, cala la Cassa integrazione. Luca Nieri: “Restano le difficoltà di tessile e automotive”
Bergamo. È stato presentato il report sulla Cassa Integrazione nel terzo trimestre 2025 in Lombardia, a cura del Dipartimento Politiche del lavoro della Cisl regionale.
A livello nazionale, i dati mostrano un evidente rallentamento rispetto al trimestre precedente. Nello stesso periodo, anche in Lombardia il ricorso alla Cassa Integrazione diminuisce rispetto al trimestre precedente. La Cig (cassa integrazione) passa da 27,1 milioni del 2° trimestre a 16,2 milioni di euro, con un calo molto forte. Anche la Cigo scende: da 18,2 milioni a 11,7 milioni, mentre la Cigs si riduce da 8,8 milioni a 4,4 milioni. Nel complesso, il trimestre mostra un utilizzo più contenuto della Cassa Integrazione, segno di un miglioramento della situazione produttiva nel breve periodo.
Il 3° trimestre 2025 mostra un quadro complessivamente più stabile rispetto ai periodi precedenti. In molte province si registra una riduzione sia della Cigo sia della Cigs rispetto al 2° trimestre 2025, indicando un miglioramento dell’attività produttiva e un ridimensionamento delle situazioni di crisi. Le diminuzioni più significative riguardano territori con volumi importanti come Bergamo, Brescia, Milano e Varese, dove entrambi gli strumenti si riducono in modo marcato. Un’eccezione rilevante è Como, che nel 3° trimestre evidenzia un incremento consistente della Cigs, in contrasto con la tendenza generale regionale.
Proprio nella provincia di Bergamo si evidenzia come nel 3° trimestre 2025 il ricorso agli strumenti di integrazione salariale mostri un netto rallentamento rispetto al trimestre precedente, mentre il confronto con il 3° trimestre 2024 evidenzia un quadro più stabile. La Cig complessiva scende a 2.261.432 ore, in forte diminuzione rispetto alle 4.860.332 ore del 2° trimestre 2025 (–53%).
Nel confronto con lo stesso periodo del 2024 (2.667.932 ore), la riduzione è più moderata (–15%), segnalando un progressivo riassorbimento delle situazioni di criticità. Anche la CIGO registra un calo significativo: dalle 2.216.184 ore del 2° trimestre si passa a 1.593.482 ore nel 3° trimestre 2025, pari a un –28%. Rispetto al 3° trimestre 2024 (1.918.928 ore) il dato è inferiore del 17%, indicando un utilizzo più contenuto dello strumento nel 2025.Più marcata la dinamica della CIGS, che nel 3° trimestre 2025 si attesta a 667.950 ore, contro le 2.644.148 ore del trimestre precedente (–75%). Il confronto con il 3° trimestre 2024 (739.004 ore) mostra invece valori quasi allineati (–9%), confermando il rientro da un picco temporaneo concentrato nella primavera del 2025. Complessivamente, il 3° trimestre 2025 appare come un periodo di normalizzazione, con una netta riduzione dei volumi rispetto al trimestre precedente e differenze più contenute rispetto all’anno precedente.
Nel 3° trimestre 2025, la Cassa Integrazione a Bergamo mostra una forte concentrazione nel metalmeccanico, che sale al 58%, e nel tessile, che raggiunge il 24%. La chimica/gomma/plastica scende al 14%, mentre i settori carta/stampa/editoria (1%) ed edilizia (3%)restano marginali. Rispetto al 2° trimestre 2025 il quadro appare nettamente riorientato: il metalmeccanico cresce
dal 51% al 58% e il tessile dal 15% al 24%, mentre la chimica/gomma/plastica, che rappresentava il 26%, si riduce a metà del suo peso. La distribuzione cambia quindi in modo evidente, con un aumento delle pressioni soprattutto nei comparti metalmeccanico e tessile. Il confronto con il 3° trimestre 2024 conferma questa evoluzione: un anno prima il metalmeccanico era al 49%, il tessile al 18% e la chimica/gomma/plastica al 21%, mentre carta/stampa/ editoria ed edilizia pesavano rispettivamente il 10% e il 2%. Nel 2025 la CIG risulta dunque più concentrata nei due settori principali e meno distribuita nei comparti minori, delineando un quadro produttivo in cui le criticità si addensano con maggiore intensità nelle filiere industriali più strutturate.
“Nel periodo preso in considerazione dal report della Cisl Lombardia – sottolinea Luca Nieri, segretario Cisl di Bergamo -, la produzione industriale registra un aumento medio rispetto al trimestre precedente. La crescita è trainata soprattutto dai comparti a maggiore contenuto tecnologico, mentre persistono difficoltà in alcuni settori tradizionali, dove di fatto i numeri della Cig non calano.I risultati più significativi riguardano i prodotti farmaceutici, che salgono dell’8,5% e Computer, prodotti di elettronica ed elettromedicali (+5,8%), mentre restano invece in territorio negativo mezzi di trasporto (–3,1%) e prodotti chimici (–2,9%). Alle flessioni si aggiunge il perdurare delle criticità strutturali nei settori automotive, tessile e meccanotessile, che continuano a confrontarsi con problemi di competitività, transizione tecnologica e pressione sui costi. Il quadro complessivo – conclude Nieri – è ulteriormente influenzato dalle forti incertezze geopolitiche, che incidono sull’economia globale, sulle catene di fornitura e sulle prospettive operative delle imprese, rendendo più complessa la programmazione industriale”.


