Atalanta, due vittorie ora per un febbraio più libero: cosa serve per garantirsi gli ottavi
Contro Athletic e St. Gilloise la Dea si gioca un posto tra le prime otto nella League Phase: evitare il turno extra permetterebbe di avere un mese decisamente più leggero
Lo scorso anno l’Atalanta chiuse la League Phase della Champions League con 15 punti, uno in meno di quanti ne sarebbero bastati per agganciare il trio con Leverkusen, Lille e Aston Villa e piazzarsi in quello che sarebbe stato un clamoroso sesto posto assoluto grazie alla differenza reti di +14. Invece la storia ha raccontato di un nono posto, di un incrocio con il Club Brugge al turno intermedio di playoff e un’eliminazione che ha avuto importanti conseguenze. Un rischio che quest’anno la Dea in cuor suo spera di non correre e che può effettivamente evitare, visto quanto è buona la classifica dopo 6 giornate: i 13 punti fin qui conquistati, tanti quanti Psg e Manchester City, valgono il quinto posto.
Ora però arriva il bello: due sfide in una settimana, prima in casa contro l’Athletic Club e poi in trasferta a Bruxelles contro l’Union St. Gilloise, due squadre che al momento si trovano nell’ultimo terzo di classifica, al 28° e 27° posto, con 5 e 6 punti rispettivamente: neanche sommati raggiungono il bottino nerazzurro. Insomma, due partite abbondantemente alla portata dei bergamaschi — inserite in un calendario che, secondo la somma del coefficiente, era il più facile dell’intera competizione.
Buona sorte nell’urna, certo, ma poi bisogna saperla valorizzare. E la Dea ci è riuscita alla grandissima: la partita contro il Psg fa storia a sé, poi per il resto i 13 punti in 5 partite raccontano anche di qualche rimpianto per non aver battuto lo Slavia Praga. Per il resto, ogni punto è stato legittimato, con tanti brividi (e un pizzico di fortuna) a Marsiglia che finiscono per riequilibrare il bottino.
Ora però viene il bello, perché l’Atalanta è stata talmente brava a crearsi questa situazione favorevole che ora sarebbe davvero un peccato non sfruttarla. Premessa: le aspettative e gli obiettivi parlavano di “entrare tra le prime 24”, insomma, giocare i playoff e portare un turno extra di Champions League a Bergamo, che non fa mai male per le casse. Lo scorso anno erano stati 67 milioni di euro per 10 partite tra market pool e quant’altro – senza considerare la biglietteria – ora potrebbero essere anche di più.
Atalanta, cosa serve per qualificarsi
Lo scorso anno la soglia per entrare tra le prime 8 è stata di 16 punti, ma dare una valutazione ‘storica’ è difficile essendo il campione è piuttosto ristretto, visto che questo è soltanto il secondo anno con il nuovo format a girone unico. Per cui ogni tipo di calcolo va soppesato. Al momento, per avere la certezza matematica e oltre ogni ragionevole dubbio, entrando nella giornata l’Atalanta ha una sola opzione: vincere entrambe le partite andando a 19 punti, che ad oggi è la quota garantita per ottenere il pass diretto per gli ottavi, visto che la nona in classifica di punti ne ha 12 ed è il Liverpool, pari con Real Madrid, Atlético Madrid e Inter, quartetto che ad ora la Dea si lascia alle spalle di un punto.

Va da sé che se nessuna di queste quattro dovesse perdere punti e anche tutte le altre che al momento occupano le prime 4 posizioni davanti alla Dea non dovessero lasciar nulla per strada – l’unico scontro diretto è Inter-Arsenal, ma i Gunners sono ampiamente in testa a punteggio pieno e già a 18 per cui potrebbero anche perderne una senza conseguenze – anche l’Atalanta sarebbe chiamata a fare bottino pieno per non restare dietro.
Basterebbe invece una non-vittoria di una delle quattro squadre a 12 punti nelle ultime due giornate per ‘sbloccare’ invece la quota 17, oltre a un pareggio nello scontro diretto tra Tottenham e Dortmund, le uniche due appaiate a quota 11 e che si mangerebbero un punto a testa. In quel caso, all’Atalanta potrebbero bastare 4 punti, una vittoria e un pareggio.
In conclusione: con due vittorie nelle ultime due partite, la Dea non dovrebbe neanche porsi il problema di cosa può succedere sugli altri campi. Con una vittoria e un pareggio, ci sarebbe la necessità di guardarsi alle spalle. In linea puramente teorica anche ottenere una vittoria e una sconfitta potrebbe essere sufficiente, ma la concorrenza è spietata. Essere al tavolo con l’élite europea significa anche questo: una situazione che a Bergamo, comunque, piace parecchio. E non potrebbe essere altrimenti.

Un febbraio più libero
Non è però solo una questione di prestigio, ma anche, anzi, soprattutto di calendario. Perché giocare i playoff significherebbe avere due partite in più da giocare in infrasettimanale nelle due settimane finali di febbbraio: sono in programma il 17-18 e il 23-24 del mese.
Impegni di un certo peso che andrebbero a occupare un periodo nel quale invece l’Atalanta sfiderà la Lazio in trasferta nel fine settimana di domenica 15 febbraio, poi il Napoli in casa e poi in trasferta a Sassuolo. Motivo in più per risolvere ora la questione e arrivare con tre finestre aperte su tutte le competizioni: quella di Coppa Italia (Atalanta-Juve il 5 febbraio, quarto di finale), la corsa all’Europa in campionato e appunto la Champions, dove l’Atalanta vuole sognare ancora.




