L'intervista
|Sherlock Holmes alla ChorusLife Arena, Paolo Giangrasso: “Sarò sul palco accanto a Neri Marcorè”
Lo spettacolo andrà in scena giovedì 22 e venerdì 23 gennaio alle 21
“Essere sul palco accanto a Neri Marcorè è un onore”. Così l’attore Paolo Giangrasso illustra lo spettacolo “Sherlock Holmes – Il musical” in scena alla ChorusLife Arena giovedì 22 e venerdì 23 gennaio alle 21.
Questo lavoro, che lo vede nei panni di Watson, si compone di una pluralità di linguaggi artistici: il giallo, poliziesco e il mistero si uniscono alla commedia musicale dando vita a un’esibizione coinvolgente.
Abbiamo intervistato Paolo Giangrasso per saperne di più.
Si è già esibito a Bergamo?
Si, in diverse occasioni. Ho anche visitato Bergamo, che è una città davvero molto bella a cui sono legato da vari ricordi. Nel marzo 2017, per esempio, ho recitato al Teatro Donizetti, nel cui atrio era allestita una mostra sui costumi del film “Amadeus”, di Miloš Forman. L’ho apprezzata parecchio anche perché si tratta di un lavoro cinematografico che mi piace tantissimo. A Bergamo, inoltre, presentammo il film “The Repairman” e si trattò di un’altra piacevole esperienza. Ma non è tutto: ho recitato nel film “Boys”, diretto dal regista bergamasco Davide Ferrario: sul set ho conosciuto Neri Marcorè, che è il protagonista di “Sherlock Holmes – Il musical”, che farà tappa alla ChorusLife Arena.
Come si trova nei panni di Watson?
Molto bene. Come si sa, il mio personaggio è legato da una bella amicizia con il protagonista, Sherlock Holmes, interpretato da Neri Marcorè. Per me è molto piacevole questa parte perché amplifica il rapporto di grande affetto e stima che c’è fra noi, posto che sono un ragazzo degli anni Novanta e per me lui era un mito: lavorare con insieme per me è un privilegio assoluto.
Avete una bella amicizia anche fuori dal palco?
È un rapporto relativamente fresco perché l’esperienza del film risale al 2020 ma quando l’ho conosciuto portavo con me un grande bagaglio di affetto per il suo lavoro. I personaggi che ha interpretato nei vari show nel corso del tempo sono pietre miliari e li ho sempre apprezzati, quindi mi sono approcciato a lui con una familiarità sincera e genuina. Nutro una profonda stima per lui come artista e l’uomo si è rivelato all’altezza della sua arte.
E che cosa caratterizza il suo personaggio di Watson?
In questa avventura subisce il fascino dell’amore. In genere Sherlock Holmes è più celebrale mentre Watson maggiormente terrigno, in questo spettacolo si amplifica ulteriormente la bellissima complicazione dell’amore che gli farà prendere vie inattese.
È una versione originale di Sherlock Holmes, quindi?
È una storia apocrifa ma ha tutti i crismi delle opere dedicate a Sherlock Holmes perché l’associazione sherlockiana italiana ha dato il suo nulla osta. È uscito il libro scritto dal regista Andrea Cecchi, dallo sceneggiatore Alessio Fusi e da Enrico Solito, appassionato e studioso di Sherlock Holmes.
La formula dello spettacolo è curiosa
Si, perché è un giallo, un poliziesco, articolato in maniera particolare, nella forma della commedia musicale che aggiunge canto, ballo e recitazione. I momenti di riflessione, più oscuri vengono filtrati attraverso canzoni e coreografie. Tutto risulta dinamico e piacevole perché coniuga una pluralità di linguaggi articolati in modo soddisfacente. Inoltre vanno considerate le scenografie che si muovono, le luci e una serie di effetti che rendono lo spettacolo ancor più coinvolgente.
Ci spieghi
Lo spettatore viene coinvolto a 360°. Oltre a questi aspetti artistici, c’è una componente di mistero essendoci un caso di omicidio da scoprire. Fra questi elementi si è trovato un equilibrio molto efficace: credo che sia il segreto del successo di questo spettacolo, che sta ottenendo l’affetto del pubblico da due anni.
Lei era già appassionato di Sherlock Holmes?
Lo conoscevo ma non sono mai stato un particolare appassionato. Ne ho approfondito la conoscenza prendendo parte a questo progetto e forse è stato meglio perché non avevo idee pregresse che potessero influenzarmi. In questo modo posso interpretare il mio ruolo in modo molto libero dando una veste nuova.
Per concludere, quali sono i suoi prossimi progetti per il futuro?
Dopo Sherlock lavorerò con il Teatro Stabile di Genova che propone “Fantozzi”, tratto dai libri di Paolo Villagggio. Successivamente usciranno due film commedia: “Te lo leggo negli occhi” diretta da Luca Ribuoli, con Serena Rossi e Sarah Toscano, e “Campioni”, remake dell’omonimo film spagnolo, di Jacopo Bonvicini, con Alessandro Gassmann. Per quest’ultimo abbiamo girato una scena durante una partita della Fortitudo Bologna: il copione prevedeva un litigio tra me e Alessandro Gasmman. Vedendolo il pubblico è rimasto colpito, in tantissimi hanno ripreso l’accaduto con i telefonini ed è stato molto divertente.


