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Omicidio Verzeni, Sangare cambia avvocato dopo essere uscito dall’aula

Nell’ultima udienza, lo scorso 12 gennaio, Sangare, che a processo ha ritratto la confessione, ha lasciato l’aula durante l’arringa del suo ormai ex legale Giacomo Mai, che aveva chiesto alla Corte di assolverlo per non aver commesso il fatto

Moussa Sangare, il 31enne a processo per l’omicidio di Sharon Verzeni, a meno di una settimana dalla data fissata dalla Corte d’Assise di Bergamo per la sentenza, ha deciso di cambiare difensore. Una scelta che ora probabilmente porterà a un rinvio dei termini a difesa, come chiederà lunedì 19 gennaio alla Corte il nuovo legale, Tiziana Bacicca.

Nell’ultima udienza, lo scorso 12 gennaio, Sangare, che a processo ha ritratto la confessione, ha lasciato l’aula durante l’arringa del suo ormai ex legale Giacomo Mai, che aveva chiesto alla Corte di assolverlo per non aver commesso il fatto e, in subordine, di concedergli le attenuanti generiche ed escludere le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della minorata difesa.

Il 31enne, rientrato nel carcere di San Vittore aveva, su suggerimento probabilmente di altri detenuti assistiti in casi simili dall’avvocato Bacicca, aveva provveduto a cambiare avvocato.

“La nomina mi è arrivata il 13 gennaio”, racconta il nuovo difensore che ha avuto un colloquio in carcere con Sangare. “L’ho trovato molto giù, probabilmente ha capito che il processo si stava chiudendo e che il pm aveva chiesto l’ergastolo. Gli ho spiegato che proverò a chiedere un termine a difesa, perché ho bisogno di analizzare tutti gli atti del fascicolo e lui era d’accordo”.

Quanto alla scelta di cambiare avvocato, anche per Bacicca si è trattato di un “fraintendimento”, il 31enne avrebbe “mal interpretato” le parole del suo ex legale sulla determinazione della pena. Non è escluso che, se la Corte d’Assise di Bergamo concederà un rinvio “congruo” dei termini, il nuovo difensore possa depositare una nuova memoria.