Progetto Itaca Bergamo cresce e rafforza il proprio impegno sul territorio
Alla GAMeC, tra volontari e istituzioni, la presentazione del bilancio dell’associazione incontra la mostra “TEN”, esempio di cultura come spazio di benessere, relazione e inclusione
Bergamo. Si è svolto alla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo – il consiglio direttivo di Progetto Itaca Bergamo, l’associazione territoriale nata nel 2022 sotto l’egida di Fondazione Itaca Onlus per promuovere programmi di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione rivolti a persone affette da disturbi della salute mentale e alle loro famiglie.
A più di tre anni dalla sua nascita, l’associazione ha tracciato un quadro del lavoro svolto, partendo dalle persone che ne costituiscono il cuore: oggi Progetto Itaca Bergamo può contare su 17 volontari, tra cui due psicologhe, oltre ai nove membri del Consiglio direttivo. Un gruppo in crescita che rappresenta il motore delle attività sul territorio. Non solo, il 2025 ha rappresentato un anno chiave dal punto di vista della riorganizzazione interna: dall’apertura della nuova sede al Lazzaretto di Bergamo, all’assunzione di un direttore, fino a una più chiara definizione dei ruoli e delle attività. Un percorso di strutturazione rafforzato anche dalla sinergia con la rete nazionale di Progetto Itaca, grazie alla partecipazione ai seminari nazionali.
La serata è stata anche un’importante occasione di incontro e confronto tra soci, sostenitori e istituzioni. Presenti, oltre ai fondatori, alcuni medici del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’Asst Papa Giovanni XXIII e l’assessora alle Politiche sociali, longevità, salute e sport Marcella Messina, a conferma dell’attenzione delle istituzioni verso il lavoro di Progetto Itaca Bergamo e dell’importanza di continuare a costruire sinergie per rispondere ai bisogni della comunità.
“Progetto Itaca Bergamo è nata dalla volontà di creare una comunità capace di prendersi cura delle persone e delle loro fragilità, mettendo al centro relazioni, ascolto e prevenzione – ha dichiarato Pietro Calvi, presidente di Progetto Itaca Bergamo -. In questi anni abbiamo costruito basi solide, ma oggi sentiamo con forza la responsabilità di crescere: servono nuove energie, nuovi volontari e nuovi professionisti per rispondere in modo sempre più adeguato ai bisogni del territorio.”
Tra le attività più significative dell’anno appena trascorso, particolare rilievo ha assunto il Progetto Scuola, che ha coinvolto sette istituti, con venti incontri e circa mille studenti raggiunti. Gli interventi, rivolti in particolare alle classi terze e quarte delle scuole superiori, affrontano il tema del disagio psichico e della patologia, offrendo strumenti per riconoscere le difficoltà e indicazioni concrete su come e a chi chiedere aiuto.
Accanto al lavoro nelle scuole, prosegue anche “Itaca Incontra”, lo sportello di ascolto e orientamento attivo nella sede dell’associazione, uno spazio di accoglienza e indirizzo verso i percorsi di cura che rappresenta una delle priorità di sviluppo per i prossimi mesi. Guardando al 2026, Progetto Itaca Bergamo intende puntare sull’aumento del numero dei volontari, sul rafforzamento della formazione – anche attraverso corsi aperti a nuovi ingressi – e sulla ripresa degli eventi pubblici e delle attività di raccolta fondi. Centrale rimane il lavoro di rete con le realtà che operano nel campo della salute mentale, in particolare la collaborazione con l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, attiva fin dal 2022 e determinante per lo sviluppo del progetto scuole.
La serata in GAMeC si è conclusa con la visita guidata alla mostra TEN, curata da Luca Santiago Mora, che ha offerto l’occasione per riflettere sul valore della cultura come spazio di benessere, relazione e inclusione. La mostra ha permesso di entrare nel vivo delle opere e di conoscere più da vicino l’esperienza dell’Atelier dell’Errore (AdE), collettivo artistico nato nel 2002 come laboratorio di arti visive dedicato a bambini e ragazzi neurodivergenti seguiti dalle aziende sanitarie locali di Reggio Emilia e Bergamo. Dal 2015 AdE è ospitato negli spazi della Collezione Maramotti di Reggio Emilia e dal 2018 si è costituito come studio d’arte cooperativo, diventando un’impresa sociale che si autofinanzia attraverso la vendita delle opere e le collaborazioni professionali. Un’esperienza che incarna in modo concreto il dialogo possibile tra arte, cura e inclusione.
“Credo fermamente nel valore della reciprocità tra cultura e sociale – ha sottolineato Simona Bonaldi, presidente della GAMeC -, lavorare insieme ad associazioni come Progetto Itaca Bergamo significa riconoscere che l’arte e la cultura possono prendersi cura dello stare bene delle persone, offrendo occasioni di ascolto, condivisione e speranza.”


