Il ritrovamento
|Carcassa di cinghiale illegalmente abbandonata ad Adrara San Martino: la denuncia della Lav
I resti dell’animale, costituiti da testa e parti residuali della carcassa, erano nascosti in un intrico di rovi lungo la riva del torrente Guerna
Un intervento tempestivo dei Carabinieri Forestali di Grumello del Monte ha permesso, nella giornata di venerdì 17 gennaio, il recupero dei resti di un cinghiale abbattuto presumibilmente con arma da fuoco e successivamente eviscerato, abbandonati ad Adrara San Martino, in località Ca’ del Drera.
A denunciare l’accaduto è stata la Lav di Bergamo.
I resti dell’animale, costituiti da testa e parti residuali della carcassa, erano nascosti in un intrico di rovi lungo la riva del torrente Guerna, completamente invisibili alla vista; solo il fiuto dei cani della persona che ha effettuato la segnalazione ai Carabinieri Forestali, ha permesso di individuarli.
Per prevenire rischi igienico-sanitari e ambientali, l’abbandono di carcasse o resti di animali è specificatamente vietato: secondo la normativa vigente, devono essere smaltiti in appositi impianti autorizzati o sotterrati.
Questa procedura è divenuta ancora più importante e necessaria con la diffusione della PSA, la peste suina africana, malattia trasmissibile tramite sangue, tessuti e resti di animali infetti e il cui virus può diffondersi facilmente tramite contaminazione ambientale.
Da quando la PSA è comparsa nel nostro Paese, sono state applicate numerose norme per limitarne la diffusione, tra cui l’abbattimento di centinaia di migliaia di suini, anche non infetti, ed applicate anche in contesti privati con interventi controversi, come nel caso dei maiali del Santuario Cuori Liberi di Sairano, in provincia di Pavia.


