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Nasce Officina Democratica, un format di approfondimento politico e culturale

Officina Democratica nasce con questa ambizione: essere un luogo aperto, dinamico, inclusivo e plurale, in cui sviluppare pensiero critico, condividere pratiche e costruire competenze

Bergamo. È stato presentato giovedì 15 gennaio alla sede dell’Associazione Ink Club il nuovo progetto nato dalla collaborazione tra diverse realtà bergamasche. Officina Democratica, questo il nome dell’iniziativa, è un nuovo format di approfondimento culturale e di formazione politico-civica che nasce per offrire strumenti di lettura e comprensione dei processi che stanno trasformando in profondità le nostre società, in un contesto segnato da cambiamenti rapidi, conflitti globali, transizioni ambientali e tecnologiche, crisi della partecipazione democratica, il progetto si propone come uno spazio stabile di analisi, confronto e produzione di pensiero.
Officina Democratica non nasce come iniziativa di un singolo soggetto, ma come esito di una collaborazione strutturata tra realtà diverse del campo del centro-sinistra progressista bergamasco: associazioni civiche, culturali e politiche che hanno scelto di mettere in comune competenze, reti e visioni. Accanto alla Fondazione Gritti Minetti, il Partito Democratico e i Giovani Democratici, partecipano e sostengono il progetto Acli Bergamo, Arci Bergamo, Mfe (Movimento Federalista Europeo) e Gfe (Gioventù Federalista Europea) Bergamo e Libera Bergamo. Una pluralità di soggetti che condividono l’esigenza di costruire luoghi di pensiero e formazione capaci di parlare ai giovani e alla cittadinanza nel suo insieme.
La conferenza stampa ha visto la presenza di Gabriele Giudici(Pd), Federico Pedersoli (referente progetto Officina Democratica), Stefano Rossi (Fondazione Gritti Minetti), Filippo Schwamenthal (Arci), Giovanna Pedroni (Comitato Provinciale Libera), Lorenzo Lazzaris (Giovani Democratici) e Silvia Gadda, consigliera comunale nelle fila del Pd.
Il progetto affronta, attraverso cicli di incontri pubblici, temi che vanno dalle grandi sfide globali alla storia e ai dilemmi morali del nostro tempo, dall’etica pubblica alla partecipazione civica, dalla sostenibilità ai diritti. L’obiettivo non è semplificare, ma approfondire: portare il dibattito tra le persone, favorire un confronto informato e creare occasioni di formazione aperte e accessibili. L’accessibilità è un principio fondante del format: tutti gli incontri saranno gratuiti, con registrazione, e diffusi sull’intero territorio provinciale. Officina Democratica intende infatti superare una logica centralistica, portando il dibattito nei diversi contesti della provincia di Bergamo, per intercettare pubblici differenti e rafforzare il legame con il territorio.
Federico Pedersoli, avvocato e responsabile giustizia e formazione del PD Bergamo, tra i promotori del progetto, ha dichiarato: “Viviamo in un contesto globale instabile e incerto, che alimenta paure e favorisce risposte politiche conservative ed escludenti, In questo scenario è fondamentale disporre di spazi aperti in cui approfondire i problemi del mondo contemporaneo, andando oltre il linguaggio semplificato e polarizzante che domina il dibattito pubblico. Officina Democratica nasce con questa ambizione: essere un luogo aperto, dinamico, inclusivo e plurale, in cui sviluppare pensiero critico, condividere pratiche e costruire competenze.”
“Officina Democratica vuole contribuire alla formazione di nuove generazioni di cittadini, militanti e dirigenti, ma anche offrire strumenti a chiunque voglia comprendere e incidere sulla realtà – ha proseguito Pedersoli -. Un progetto reso possibile grazie al contributo determinante dei partner coinvolti dal sostegno organizzativo ed economico all’ampliamento degli orizzonti tematici, il loro apporto è stato essenziale. È la dimostrazione che la collaborazione e il lavoro comune possono generare iniziative di valore pubblico duraturo.”
Acli, Arci, Mfe, Gfe e Libera annunciano la propria adesione a Officina Democratica, riconoscendone il valore come spazio di confronto, formazione e approfondimento in un momento storico particolarmente complesso e delicato. Viviamo una fase segnata da profonde trasformazioni politiche, sociali ed economiche, in cui la qualità della democrazia è messa alla prova da crisi internazionali, disinformazione, disaffezione alla partecipazione e crescenti disuguaglianze. In questo contesto, Officina Democratica diventa fondamentale per creare e sostenere luoghi in cui sia possibile informarsi in modo critico, approfondire i temi dell’attualità e comprendere meglio le sfide che ci attendono, a livello locale, europeo e globale.
Lazzaris sottolinea inoltre l’importanza di fare rete con le altre associazioni, movimenti e realtà che aderiscono al progetto, convinta che solo attraverso la collaborazione e il dialogo tra soggetti diversi sia possibile rafforzare il tessuto democratico e costruire risposte condivise alle sfide comuni. Mettere in relazione competenze, esperienze e punti di vista differenti è un elemento chiave per rendere la partecipazione più inclusiva e incisiva.
Con la propria partecipazione a “Officina Democratica”, le associazioni aderenti al progetto intendono quindi contribuire attivamente a un percorso collettivo di crescita, confronto e impegno, ribadendo la necessità di investire oggi più che mai nella cultura democratica e nella partecipazione delle giovani generazioni. Giudici ha utilizzato poi una metafora molto evocativa per riferirsi al neonato progetto culturale e di (in)formazione: “Spesso serve accendere una scintilla nei giovani per entrare e partecipare in un certo contesto e noi con questo progetto vogliamo essere questa miccia. Abbiamo creato questo format per ingaggiare e formare i giovani, ma non solo, che vogliono informarsi e capire meglio la situazione geopolitica attuale.”
Officina Democratica rappresenta un’opportunità per promuovere una cittadinanza consapevole e attiva, capace di interrogarsi sul presente e di immaginare il futuro delle nostre democrazie. La consigliera Gadda riporta poi tre punti fondamentali, tre valori che il Pd condivide con il progetto Officina Democratica: il primo è il metodo collettivo di condivisione, il secondo è l’approccio al tema della formazione politica con uno sguardo popolare e l’ultimo riguarda gli argomenti e il taglio che si è scelto di dare al ciclo di incontri.
Il panel stabilito infatti è formato da quattro incontri; il primo dal titolo “Palestina, quale pace?” sarà il 29 gennaio alle 18:30 alla Sala Galmozzi di via Tasso a Bergamo e tratterà del tema “Storia e attualità dopo gli accordi di Sharm El-Sheikh”. I relatori saranno l’assessora a pace e intercultura, servizi educativi, politiche giovanili, pari opportunità, legalità Marzia Marchesi, Gilberto Bonalumi, Senior Advisor Ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) e Marcella Simoni, professoressa associata di Storia e istituzioni dell’Asia all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Il secondo incontro, il 27 febbraio nello stesso luogo e ora, riguarderà gli U.S.A. di Trump, guardando i mutamenti della situazione politica statunitense. All’incontro parteciperanno Benedetta Ravizza, giornalista de L’Eco di Bergamo, Oliviero Bergamini, giornalista, già corrispondente Rai da New York e Paolo Magri, presidente del Comitato Scientifico Ispi.
Il terzo incontro in programmazione per marzo 2026 riguarderà la Russia di oggi, con il regime e le politiche di Vladimir Putin. Il quarto previsto per il mese successivo avrà il titolo “La Cina è vicina”, con un focus su prospettive e azioni della nuova superpotenza globale. Per questi ultimi due incontri devono ancora essere stabiliti luogo, data e ora, ma si svolgeranno presumibilmente in provincia.