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Fugge dall’Iran con un documento falso, in manette panettiere di 22 anni: “Se restavo mi uccidevano”

Il ragazzo ha tentato di raggiungere la madre in Inghilterra con un passaporto contraffatto. “Sono scappato pochi giorni dopo l’inizio della repressione. Rischiavo la vita perché sono cristiano”

Orio al Serio. “Sono scappato dall’Iran pochi giorni dopo l’inizio della violenta repressione delle proteste, voglio raggiungere mia mamma che vive in Inghilterra. Se restavo mi avrebbero ucciso perché mi sono convertito al cristianesimo”. Per farlo però, K.A.M., panettiere di 22 anni, ha utilizzato un passaporto falso, austriaco, con il quale mercoledì 14 gennaio ha cercato di imbarcarsi su un volo per Dublino.

Gli agenti della Polaria se ne sono accorti e lo hanno arrestato una seconda volta, perché il ragazzo era già finito in manette l’11 gennaio scorso, quando aveva provato a prendere un volo dall’aeroporto di Malpensa sempre con un documento contraffatto.

Giovedì mattina K.A.M. è comparso davanti al giudice Laura Garufi per l’udienza di convalida. Ha raccontato di essere andato a scuola fino alla terza media e poi, dato che si è convertito all’età di 15 anni, non ha più potuto studiare perché gli è stato vietato, così come ai cristiani viene impedito di prendere la patente o professare liberamente il proprio credo religioso.

Per ottenere il passaporto falso la madre ha pagato 10mila sterline e lui ha dovuto semplicemente inviare una sua fotografia tramite WhatsApp. “Sono scappato perché in Iran ti uccidono se sei cristiano – ha detto in lacrime in aula -. Io voglio una vita libera, voglio credere nel mio Dio senza avere paura di venire ammazzato, come è successo al fratello di mia mamma. Mio cugino è riuscito a scappare ma non abbiamo più sue notizie, nessuno sa dov’è”.

Il 22enne, considerate le violenze in atto nel suo Paese, dove sono state uccise migliaia di persone, è riuscito a fuggire prendendo un autobus e arrivando in Turchia. “Sono dovuto venire via anche da lì, perché se ti prendono ti rimpatriano”, ha spiegato. Una volta arrivato in Italia ha provato a raggiungere il Regno Unito via Dublino, ma non ci è riuscito.

Il pubblico ministero ha chiesto la convalida dell’arresto, nessuna misura cautelare e il nulla osta all’espulsione. L’avvocato Michele Facchinetti si è rimesso sulla convalida ma si è fermamente opposto al rilascio del nulla osta “considerato che la vita del mio assistito verrebbe messa seriamente in pericolo, se dovesse rientrare in Iran”.

La giudice ha convalidato l’arresto e si è riservata rispetto al rimpatrio: comunicherà la sua decisione all’udienza del 23 aprile. Almeno fino a quella data il giovane panettiere potrà stare al sicuro in Italia.

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