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“Dialoghi sul suolo e l’acqua” dell’Accademia dei Georgofili: il commento di Confai
R. Resende (Unsplash)

Bolis: “La tutela del suolo passa da conoscenza, monitoraggio e pratiche operative adeguate”

“In occasione dei recenti Dialoghi sul suolo e l’acqua promossi dall’Accademia dei Georgofili, emerge con forza la necessità di affrontare l’inquinamento del suolo non come una problematica residuale, ma come una questione urgente che ha un impatto diretto sulla produttività agricola, la qualità degli alimenti e la salute delle comunità rurali e urbane”: lo afferma Leonardo Bolis, presidente di Confai Lombardia e Confai Bergamo, aderenti a CAI Agromec.
Nell’ambito del confronto scientifico promosso dalla prestigiosa istituzione accademica, il dirigente di ricerca del CNR, Gianniantonio Petruzzelli, ha ricordato che l’inquinamento del suolo rappresenta una minaccia subdola perché spesso non è visibile né immediatamente percepibile, ma può avere effetti duraturi sulla fertilità dei terreni e sull’ambiente circostante. Materiali tossici e composti di varia natura possono accumularsi nei suoli e finire nella catena alimentare o nelle acque, con conseguenze che vanno ben oltre il comparto agricolo. In questo scenario il settore primario riceve pesanti esternalità negative considerando che, come afferma il ricercatore, “le fonti primarie di contaminazione derivano dalle attività industriali, dalla gestione inadeguata dei rifiuti urbani e industriali, e in specifiche aree dalle attività minerarie”.
Secondo Confai, queste considerazioni richiamano l’attenzione sulla necessità di rafforzare i sistemi di monitoraggio e di diagnosticare tempestivamente le aree a rischio. “Il primo passo per proteggere il suolo è conoscerne lo stato – osserva Bolis –. Senza informazioni affidabili e aggiornate sui livelli di contaminazione, è difficile programmare scelte territoriali che tutelino efficacemente la risorsa”.
In questo contesto, Confai sottolinea che le imprese agromeccaniche offrono un contributo concreto, perché le tecnologie di precisione, la gestione attenta delle lavorazioni e l’uso di macchine sempre meno impattanti rappresentano pratiche coerenti con un uso responsabile del suolo. “Si tratta di prevenire e di gestire con consapevolezza – aggiunge Enzo Cattaneo, segretario provinciale di Confai Bergamo –. Le imprese contoterziste sono attive sul territorio e disponibili a collaborare per raccogliere dati, adottare sistemi di mitigazione e diffondere buone pratiche che riducono l’esposizione dei suoli a contaminazioni evitabili”.
Confai invita inoltre le istituzioni a valorizzare le proposte emerse dal dibattito scientifico, promuovendo strumenti di monitoraggio diffusi e politiche di prevenzione che tengano conto delle specificità dei suoli agricoli. La tutela dei suoli, conclude Bolis, non è una questione astratta, ma una priorità strategica per garantire produttività, sicurezza alimentare e qualità ambientale, anche attraverso un dialogo continuo tra ricerca, imprese e decisori pubblici.