Paladina-Sedrina, il 29 gennaio una video call con il Ministero: “Individuare possibili finanziamenti”
L’elefante nella stanza sarà il costo proibitivo dell’opera. In dubbio la presenza del ministro Salvini: “Dopo un anno di solleciti concesso solo un collegamento a distanza”
Un’infrastruttura “sospesa” nel tempo in attesa di una volontà politica chiara. Sono almeno vent’anni che si discute della Paladina-Sedrina, ma l’opera ad oggi rimane sulla carta e con poche prospettive reali di finanziamento. Una situazione che potrebbe cambiare con l’apertura al dialogo arrivata nei giorni scorsi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: il viceministro Edoardo Rixi ha comunicato alla Comunità Montana Valle Brembana la disponibilità a discutere del progetto in un collegamento video da Roma fissato per giovedì 29 gennaio alle 14.
Un segnale di attenzione del Governo sul tema era stato più volte sollecitato dai 37 sindaci del territorio brembano. Al momento la presenza del ministro Matteo Salvini alla conferenza non è però stata confermata. “Dopo un anno dalla prima richiesta, il Mit offre una video call – l’amaro commento del vicesindaco di San Pellegrino Terme Vittorio Milesi -. Oltre a Salvini avevamo interpellato anche la presidente Meloni e il ministro Giorgetti: non ci hanno mai degnato di una risposta”.
L’opera è l’anello mancante della Tangenziale Sud di Bergamo. Un terzo lotto da 6,5 chilometri, quasi 5 in galleria e 1,5 in trincea, per collegare Paladina con Botta di Sedrina attraversando il Parco dei Colli e tagliando all’interno della Valle del Giongo, Zona Speciale di Conservazione. Tunnel e trincee che, secondo i promotori, alleggeriranno il traffico pendolare sulla Statale 470 salvaguardando i centri abitati oggi congestionati dalle auto. La progettazione dell’ipotesi di tracciato già approvata dalla Provincia – in attesa del via libera di Anas – è costata più di 6 milioni di euro, di cui 1,8 milioni provenienti dai Comuni della valle.
Una mappa con il tracciato della varianteCome spesso capita quando si parla di infrastrutture, il vero elefante nella stanza – virtuale in questo caso – sarà il costo dell’opera: finanziare i più di 520 milioni di euro che servirebbero per realizzare la variante appare impresa proibitiva nel quadro attuale. “L’obiettivo del summit è individuare delle possibili linee di finanziamento – spiega Valeriano Bianchi, presidente della Comunità Montana -. Abbiamo il sostegno di Regione Lombardia e della Provincia, ma senza quello di Ministero e Anas non si farà nulla. Speriamo possa nascere qualcosa: non è un passo facile, ma serve un’alternativa alla Statale 470″.
Folto lo schieramento dei contrari: solo poche settimane fa Legambiente parlava di “un’opera che inciderà in modo devastante sul territorio”, sostenendo che “la costruzione di nuove strade non è la soluzione ai problemi di traffico” e denunciando come non siano mai state rese pubbliche le analisi sulle possibili alternative. Ci sono petizioni di cittadini che chiedono una revisione del progetto, mentre l’unico deputato bergamasco che negli ultimi mesi si è interessato formalmente al progetto è stato Devis Dori (Alleanza Verdi e Sinistra), che a inizio dicembre ha depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministero un ripensamento e lo studio di soluzioni alternative.
“Sento spesso parlare di possibili alternative, ma non ho mai visto un progetto diverso – riflette il presidente Bianchi -. Secondo il parere dei tecnici quella sul tavolo è l’unica proposta realizzabile”. A promuovere la questione in Parlamento era stato il senatore piemontese di Italia Viva Enrico Borghi, che aveva chiesto al governo come intendesse finanziare il terzo lotto e quali fossero i tempi previsti per l’assegnazione delle risorse necessarie.


