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Cantiere sigillato e doccia decontaminante per gli operai: così si rimuove l’amianto alle piscine Italcementi
L'area di cantiere sigillata ermeticamente

Il materiale cancerogeno, presente nel controsoffitto dell’impianto cittadino, è stato ritrovato anche in alcune tubazioni sotto le tribune. Valesini: “Bonifiche riprogrammate, ma non emergono ritardi sulla data di fine lavori”

Bergamo. Nei primi mesi di lavori l’impresa ha dovuto aggiornare la pianificazione delle bonifiche, ma le tempistiche di chiusura del cantiere e di riapertura dell’impianto non sarebbero in dubbio. All’apertura, lo scorso luglio, era stata subito accertata la presenza di amianto nel controsoffitto della struttura delle piscine Italcementi: il materiale cancerogeno era nascosto nei pannelli di copertura delle vasche, ma è stato ritrovato anche nelle tubazioni interrate sotto le tribune.

L’andamento delle operazioni di bonifica, annuncia il Comune, rimane in linea con la programmazione prevista. “Non emergono ritardi rispetto alla data di fine lavori – annuncia l’assessore alla Rigenerazione Urbana Francesco Valesini -. L’impresa incaricata ha riprogrammato la sequenza delle operazioni di bonifica dopo il ritrovamento imprevisto di ulteriori e limitate zone contenenti amianto”.

Le piscine sono chiuse dal 31 maggio 2025 per il restyling voluto dall’amministrazione comunale con un progetto dal valore di quasi 23 milioni di euro che porterà a una riqualificazione profonda dell’impianto: prevista la realizzazione di quattro vasche, una piccola spa interrata e nuovi servizi, con rifacimento completo degli spogliatoi e della zona bar. La durata prevista dei lavori è di due anni: l’obiettivo di Palazzo Frizzoni è di riaprire l’impianto in tempo per l’estate 2027 ed è positivo, in questo senso, il pronunciamento del Tar di Brescia che ha respinto il ricorso del raggruppamento temporaneo di professionisti Bolina ingegneria srl ed Esa engineering srl, dando quindi il via libera alla sottoscrizione del contratto con E.T.S spa, Studio28architettura e Tekn&Co srl. La nuova gestione sarà firmata Aquamore, la stessa azienda che ha lavorato in sinergia con il Comune per la ristrutturazione della piscina del Seminario in Città Alta.

Lo scorso 4 novembre Ida Tentorio, consigliera comunale di FdI, aveva depositato un’interrogazione scritta per avere chiarimenti sulle rimozioni dell’amianto dalla struttura. Già allora, segnalava l’esponente dell’opposizione, erano in corso anche “operazioni di rimozione dei vetri e dei serramenti perimetrali della piscina coperta. Lavorazioni che, se lo smaltimento del materiale tossico non fosse già completato, potrebbero anche mettere a rischio gli operai e comportare un rischio di dispersione di fibre di amianto nell’ambiente”.

Lo smaltimento del materiale cancerogeno è oggi ancora in corso. L’area è stata ermeticamente sigillata con dei teli per permettere agli operai di lavorare in confinamento statico e dinamico grazie al montaggio di estrattori d’aria che creano depressione. “Precauzioni prese proprio per non avere nell’ambiente dispersione di materiale contaminato, ma garantendo allo stesso tempo lavorazioni in completa sicurezza”, spiega l’assessore. In cantiere è stata montata una doccia per ‘decontaminazione personale’ che gli operai utilizzano al termine del turno di lavoro.

piscine italcementi amianto (foto Comune)La doccia per decontaminazione personale nel cantiere

Con le prime lavorazioni, già eseguite, sono state rimosse anche quelle tubazioni presenti sotto le tribune che presentavano isolamenti contaminati. “I certificati di avvenuta bonifica – comunica Valesini – verranno emessi alla conclusione delle relative lavorazioni. La Direzione Lavori acquisisce i certificati di corretto smaltimento man mano vengono conferiti i rifiuti pericoli nelle discariche autorizzate”.

Il progetto, comunica il Comune, non ha subito modifiche in base alle modalità di trattamento dei materiali contenenti amianto: tutti i tubi e le guarnizioni contaminate saranno rimosse e smaltite in impianti specializzati. Seguendo il cronoprogramma di cantiere è già avvenuta anche la rimozione dei serramenti. “Essendo la zona della piscina opportunamente segregata e non accessibile ai non addetti ai lavori – precisa ancora l’assessore -, non vi sono state modifiche alle condizioni di sicurezza del sito”. Realizzata, come prescritto da Ats, anche una campagna di analisi dell’aria (Mocf) per verificare l’eventuale presenza di fibre aerodisperse.