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Ragazza trascinata in un portone e picchiata, l’aggressore resta in cella e chiede di patteggiare

L’avvocato di A.M., bengalese di 27 anni, ha chiesto la scarcerazione: il giudice deciderà il prossimo 21 gennaio

Bergamo. Vorrebbe andare a Catania, da suo fratello, che lavora in un ristorante. E, tramite il suo avvocato Stefania Russo, ha chiesto di essere scarcerato e sottoposto a una misura cautelare meno afflittiva. Il pubblico ministero si è però opposto: troppo grave il reato commesso da A.M., bengalese di 27 anni, arrestato lo scorso 29 novembre per aver aggredito e picchiato una sua connazionale in centro a Bergamo. Solo qualche ora prima, il ragazzo era stato processato per direttissima per aver rubato 12 bottiglie di alcolici, tre zaini e due giubbotti in un supermercato Lidl ed era stato sottoposto all’obbligo di firma.

Ora il 27enne ha chiesto di poter patteggiare una pena di 18 mesi. Il giudice si è riservato e comunicherà la sua decisione, anche rispetto alla misura cautelare, il prossimo 21 gennaio.

Il giorno dell’aggressione A.M. si trovava a bordo di un autobus dell’Atb quando, a Lallio, è salita una ragazza di 23 anni, anche lei bengalese. L’uomo era seduto dietro all’autista e ha allungato un braccio verso la giovane perché voleva che si sedesse vicino a lui. Lei ha tirato dritto, lui l’ha insultata e si è messo a fissarla con insistenza. Poi si è alzato, ha dato fastidio a un’altra ragazza, fino a quando la 23enne, scocciata, ha minacciato di dargli uno schiaffo.

La giovane è scesa a Bergamo, in via Zambonate, lui l’ha segue. In mano aveva una bottiglia di liquore, continuava a gridare. Lei ha raggiunto la zona Triangolo, ha cercato di attirare l’attenzione dei passanti ma nessuno l’ha aiutata. Allora ha scattato una fotografia del bengalese e l’ha manda al fidanzato, che dal lavoro si è messo subito in auto per raggiungerla. Ma sulla sua strada c’era un incidente, così è rimasto bloccato nel traffico.

Lo scatto con il cellulare ha fatto infuriare A.M. il quale, arrivato all’altezza di un portone in via San Lazzaro, ha afferrato il braccio della ragazza e l’ha trascinata dentro un cortile. Ha chiuso il portone dietro di sé, l’ha sbattuta contro il muro e ha iniziato a colpirla con dei pugni in testa, minacciandola di morte. Lei urlava, provava a difendersi, ha cercato anche di chiedere aiuto a una signora che stava buttando la spazzatura. La 23enne, terrorizzata, gridava disperata mentre lui continuava a colpirla. Fortunatamente una 25enne che passava di lì l’ha sentita e ha aperto il portone. Lui a quel punto è scappato, ma nel frattempo è stato raggiunto da una Volante della questura, avvisata dal fidanzato, è stato arrestato per violenza privata e lesioni aggravate e denunciato per minacce, percosse e molestie. Reati che si vanno ad aggiungere ai suoi precedenti per rapina.