Incendio a Romano, chiuso il centro accoglienza: famiglie con minori trasferite nei b&b
Il sopralluogo nella mattinata di martedì 13 gennaio. Gli appartamenti restano inagibili. Nozza: “Ho visto tanta voglia di ripartenza”
Romano di Lombardia. Restano inagibili gli appartamenti colpiti dall’incendio scoppiato nella serata di giovedì 8 gennaio all’ex Montecatini, in via Papa Giovanni Paolo II, costringendo all’evacuazione una ventina di persone. Il sopralluogo è stato condotto nella mattinata di martedì 13 gennaio dal personale del Nucleo Investigativo dei Vigili del Fuoco supportatio da una squadra dei pompieri di Romano di Lombardia.
Presente anche il vicesindaco di RomanoAndrea Nozza.
“Abbiamo effettuato un sopralluogo approfondito agli appartamenti colpiti dall’incendio – spiega Nozza – e, ad oggi, le unità abitative non risultano essere ancora agibili. I legittimi proprietari dovranno procedere con i lavori di ripristino e di messa a norma prima di poter rientrare nelle proprie abitazioni. Per la porzione di palazzina attualmente sotto sequestro – aggiunge – sarà necessario attendere il dissequestro da parte dell’autorità competente”.

Subito dopo l’incendio, il Comune ha attivato un centro di prima accoglienza nella palestra comunale di via Cavalli, dove gli sfollati erano stati ospitati nelle ore immediatamente successive all’emergenza. Il centro è stato poi chiuso, poiché le famiglie con minori sono state trasferite temporaneamente in strutture come bed and breakfast, mentre le persone singole hanno trovato ospitalità da amici.
“Ho incontrato personalmente queste famiglie – conclude Nozza – e ho visto tanta voglia di ripartenza. Come amministrazione siamo al loro fianco e faremo tutto il possibile per accompagnarle in questo percorso”.


