Logo

Temi del giorno:

Giustizia, verso il referendum del 2026: incontro pubblico all’Anteo sulla riforma Nordio

Una serata di confronto sulle conseguenze della riforma e sull’indipendenza della magistratura

Treviglio. Un incontro pubblico dedicato al Referendum Costituzionale sulla Giustizia del 2026. È quello in programma per mercoledì 15 gennaio, alle 21, all’Anteo SpazioCinema. Al centro della serata, la riformaNordio e le possibili conseguenze sull’equilibrio democratico e sulla tutela dei diritti dei cittadini.

L’iniziativa è organizzata da Acli, Arci, Anpi, Cgil, FareMeglio, Medicina Democratica e Treviglio Aperta, con ingresso gratuito. L’obiettivo è offrire uno spazio di informazione e confronto aperto alla cittadinanza, senza slogan e con un taglio divulgativo.

Interverranno Gherardo Colombo, ex magistrato, giurista e scrittore, e Filippo Pizzolato, ordinario di diritto pubblico all’Università di Padova. L’incontro sarà introdotto e moderato da Laura Cocucci, magistrata della Procura di Bergamo e presidente dell’Anm di Bergamo. I saluti introduttivi saranno affidati a Laura Rossoni, avvocata e presidente dell’associazione culturale Fare Meglio.

“Quale giustizia ci aspetta domani? A marzo – scrivono i promotori dell’incontro – saremo chiamati alle urne per il Referendum Costituzionale sulla Giustizia. Ma con la riforma Nordio cosa cambierà nella vita dei cittadini? Si tratta di un miglioramento tecnico o di un cambiamento profondo dell’equilibrio democratico? Non è solo una questione per addetti ai lavori: in gioco c’è il modo in cui i diritti di ognuno di noi verranno tutelati nei tribunali”.

“Una magistratura autonoma, che non guarda in faccia a nessuno, – aggiungono – è un interesse prima di tutto dei cittadini perché l’indipendenza dei giudici non è un privilegio di chi indossa la toga, ma la nostra unica garanzia di imparzialità. Se il controllo sulla magistratura scivola verso il potere politico, chi proteggerà il cittadino comune? Vogliamo parlarne insieme, senza slogan, ma con l’obiettivo di capire i rischi di una riforma che tocca le fondamenta della nostra convivenza civile. Un’occasione – concludono gli organizzatori – per approfondire, ascoltare e confrontarsi. La giustizia è un bene comune: informarsi è il primo passo per difenderla”