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Dall’accusa di omicidio a uomo libero: ecco perché il giudice ha scarcerato Nouri Hedhili

Accolta la richiesta della pm Esposito. L’uomo scarcerato dopo sei giorni di cella: i motivi della decisione

Il gip di Bergamo Michele Ravelli ha disposto la revoca della misura cautelare in carcere nei confronti di Nouri Hedhili, 53enne incensurato di origini tunisine indagato per omicidio volontario. La decisione arriva a seguito degli accertamenti medico-legali e investigativi che hanno radicalmente modificato l’iniziale ricostruzione dei fatti.

Spiega il provvedimento: l’autopsia sul corpo della vittima ha evidenziato ferite compatibili con una caduta accidentale dall’alto, piuttosto che con un’aggressione volontaria. In particolare, il medico legale ha rilevato traumi policontusivi, fratture craniche e costali, ritenendo che tali lesioni possano essere state causate dall’impatto contro oggetti sporgenti durante la caduta, come spigoli o balaustre, piuttosto che da un colpo intenzionale.

Le indagini dei carabinieri hanno confermato la plausibilità di questa dinamica: nell’abitazione dell’indagato erano in corso lavori di installazione di un lucernario sul tetto, con attrezzi e impalcature (scala e trabattello) utilizzati per operare in quota. Inoltre, sul tetto erano presenti tegole rotte e strumenti da muratura, elementi che corroborano l’ipotesi della caduta accidentale. La posizione di un ballatoio e la conformazione del cortile sembrano inoltre compatibili con la traiettoria della vittima durante la caduta.

Il gip sottolinea anche come le dichiarazioni contraddittorie dell’indagato, che ha fornito ben quattro versioni diverse dell’accaduto, possano essere spiegate dal tentativo di evitare responsabilità per un eventuale omicidio colposo aggravato, dovuto all’impiego di un lavoratore “in nero” senza adeguati dispositivi di sicurezza. Alla luce di questi elementi, il giudice ha ritenuto che non sussistano più gravi indizi di colpevolezza per il reato di omicidio volontario e ha disposto la scarcerazione immediata di Hedhili, libero di tornare dalla moglie e dalle tre figlie ospiti dell’oratorio di Verdellino, visto che l’abitazione dove si è verificata la tragedia è ancora sotto sequestro.

Hedhili Nouri è stato scarcerato, ma questo non equivale a un’archiviazione della vicenda: il gip ha escluso l’omicidio volontario, ritenendo più probabile una caduta accidentale, ma l’uomo potrebbe comunque rispondere di reati meno gravi, come omicidio colposo aggravato, violazioni della sicurezza sul lavoro e occultamento di cadavere per aver spostato il corpo in Val Taleggio, a 60 chilometri dalla scena dell’incidente.