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Colpo Raspadori: il “fattore” Scamacca, Lookman e l’appeal dell’Atalanta
Foto Getty

Il suo arrivo a titolo definitivo certifica la crescita nerazzurra e come i giocatori italiani la preferiscano a club sulla carta più blasonati. Si ricompone la coppia con il numero 9 che a Sassuolo aveva brillato, mentre si apre il capitolo relativo al nigeriano

Gianluca Scamacca e Giacomo Raspadori. Due giocatori tra loro diversi se parliamo di caratteristiche, accomunabili dal ruolo, vicini anagraficamente: classe 1999 il primo, del 2000 il secondo. Nel pieno della propria carriera, quando hanno scelto il posto migliore per il proprio percorso tra le varie opzioni disponibili non hanno esitato a indicare l’Atalanta, mettendola nelle proprie preferenze davanti all’Inter, al Napoli o alla Roma.

Giocatori italiani, nel giro della Nazionale, che hanno la possibilità di essere protagonisti in azzurro. Ma con la consapevolezza che il primo passaggio da fare è, o è stato quello in nerazzurro. Non c’è alcun dubbio che il Mondiale da disputare nel 2026 e il poco spazio finora trovato all’Atlético Madrid abbiano giocato un ruolo determinante nella scelta dell’attaccante cresciuto nel settore giovanile del Sassuolo e che per tre anni è stato grande protagonista con il Napoli, sì, ma come “dodicesimo” uscendo dalla panchina e avendo sempre pochi ritagli a disposizione per essere davvero la stella.

Ciò non cambia il fatto che nei due Scudetti vinti, 2023 con Spalletti e 2025 con Conte, Raspadori sia stato una delle chiavi del successo. 18 gol e 10 assist in 109 partite lo raccontano.

Scegliere il nerazzurro

Poteva tornare in un luogo in cui è stato bene, in una città che conosce, con un allenatore che lo stima. Invece ha scelto l’Atalanta, bocciando anche l’ipotesi Roma, dove sarebbe stato una specie di star, di intoccabile, come non è mai stato da quando ha lasciato il Sassuolo nel 2022 per fare il salto di qualità. In giallorosso con Gasperini avrebbe verosimilmente avuto più minuti di quanti ne avrebbe, almeno sulla carta, nell’organico di Raffaele Palladino, ma l’appeal della Champions League, di giocare in un sistema che esalta gli offensivi, gli ha fatto propendere per sposare il progetto della Dea — oltre ovviamente ad un contratto che lo pone tra i più pagati di tutta la rosa, ma quello non sarebbe stato forse così diverso da altre parti.

Insomma, l’Atalanta in questo momento ha un fascino importante verso determinati giocatori e può permettersi di dar loro garanzie anche progettuali a lungo termine, come un’operazione a titolo definitivo garantisce, investendo 22-23 milioni di euro. Cifre non certo banali. Con Gianluca Scamacca nel 2023 andò in maniera molto simile: voleva rientrare in Italia dopo un anno tra alti e bassi al West Ham, con meno occasioni di quante se ne aspettasse, una situazione molto simile a Raspadori. Con la spinta di avere dietro l’angolo una grande competizione da disputare in azzurro: l’Europeo nel 2024, ora il Mondiale a cui prima bisogna qualificarsi.

Gianluca ha snobbato l’Inter e ha ritenuto Bergamo il posto migliore per poter raggiungere il proprio livello massimo. Lo stesso fa Raspadori – magari dopo qualche chiacchierata con il suo compagno Colchonero Matteo Ruggeri… – preferendo la Dea a Napoli e Roma. Come detto, il minutaggio sarà poi tutto da verificare in campo, visto che di certo Raffaele Palladino non ha intenzione di regalare niente a nessuno. Lo ha sempre detto, sin dall’inizio: “Io ragiono sulla meritocrazia: chi merita, gioca e ha le sue occasioni”. Quelle che forse Jack non ha sentito di avere con l’Atlético di Simeone: 15 presenze, solo 4 volte da titolare, tante panchine. Appena 2 gol e 3 assist in appena 426 minuti disputati.

Il tema Lookman

Jack va ora ad inserirsi in un reparto in cui l’abbondanza è sicuramente caratteristica, almeno a livello numerico. Il sopracitato Scamacca e De Ketelaere sono i punti fermi, gli irrinunciabili di Palladino, soprattutto in questo periodo in cui AdemolaLookman è in Coppa d’Africa. Ma proprio il futuro dello stesso numero 11 in questo momento non sembra così certo, visto le sirene turche che lo vorrebbero oggetto del desiderio sia del Galatasaray che del Fenerbahce. Con un contratto in scadenza tra 18 mesi e nessuna voglia di ripetere la telenovela estiva, non sembra da escludere a priori una cessione.

Difficile però si possa parlare di Raspadori come sostituto di Lookman: è un altro giocatore di valore, ma ha caratteristiche ben differenti nella creazione della superiorità numerica. Sarebbe un avvicendamento, più che un vero ‘cambio’. Non che sia una cosa negativa, sia chiaro: semplicemente non sarebbe la stessa cosa tecnicamente e tatticamente parlando. Ecco perché non è sbagliato credere che altre operazioni potrebbero bollire in pentola. Magari quel Giovane che a Verona ha tanto colpito, con un’uscita di Maldini (Juve o Lazio) e forse anche di Samardzic. Tutto da vedere, tutto ancora da sviluppare.

Fattore Scamacca

Intanto, la certezza è che Raspadori arriva per giocare da attaccante su tutto il fronte di gioco, in un contesto in cui c’è uno dei suoi migliori sponsor: Gianluca Scamacca. I due sono stati compagni di squadra oltre che in azzurro anche a Sassuolo, si conoscono quasi da un decennio, da quando l’attuale numero 9 nerazzurro aveva lasciato nel gennaio 2017 il Psv Eindhoven per tornare in Italia e aggregarsi alla Primavera neroverde dove Jack cresceva. Sono stati protagonisti insieme a Euro Under 21 nel 2021, poi in Nazionale, fino alla Prima Squadra del Sassuolo nella stagione 2021/22.

Scamacca Raspadori

Hanno trascorso insieme in campo oltre 2.000 minuti: Scamacca da riferimento centrale del 4-2-3-1 di Dionisi, Raspadori a gravitargli intorno partendo da posizione di trequartista. Hanno chiuso l’anno rispettivamente con 16 e 10 gol, mostrando intesa e affinità. E a completare il trio c’era Berardi. Un’attaccante che parte dalla destra destra che amava rientrare sul sinistro. Assonanze…