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La manifestazione in piazza Matteotti, di fronte a PalaFrizzoni: “Il coraggio non si deve spegnere in chi chiede futuro e libertà”

Bergamo. In 150 uniti al grido di “libertà a Iran” per dare sostegno a tutto il popolo. Si è tenuto martedì 13 gennaio il presidio proposto dal Centro culturale NuovoProgetto, alle 17 in piazza Matteotti, di fronte a PalaFrizzoni. Un messaggio di solidarietà da Bergamo nei confronti del popolo iraniano, insorto contro il regime teocratico e presidenziale degli ayatollah che, da troppo tempo, sta limitando la libertà nel paese del Medio Oriente.

Uniti sotto lo striscione che riporta la scritta “Donna, vita, libertà” a Palazzo Frizzoni i manifestanti hanno solidarizzato con migliaia di uomini e donne iraniani e il profondo dissenso nei confronti del regime repressivo.

“Lo striscione, esposto nel 2022 in seguito all’uccisione di Mahsa Amini, resterà appeso alla facciata di Palazzo Frizzoni finché ce ne sarà bisogno. Per ricordare a tutti che i diritti umani non hanno confini, che la libertà delle donne, delle persone è la misura della libertà di una società, e che il silenzio, di fronte all’ingiustizia, non è mai un’opzione” queste le parole della sindaca di Bergamo Elena Carnevali.

Il presidio a Bergamo per l'Iran

Il presidio pacifico ha visto la presenza di Pia Locatelli, membro del centro culturale NuovoProgetto e di Agnese Capitanio, presidente del Centro culturale e tra gli organizzatori della manifestazione, oltre che dei rappresentanti dei sindacati Marco Toscano (Cgil) e Francesco Corna (Cisl), e dell’amministrazione comunale, con la presenza della sindaca, del vicesindaco Sergio Gandi e dell’assessora Marzia Marchesi.

Presenti all’evento anche alcuni politici di entrambi gli schieramenti, senza i simboli dei rispettivi partiti: il segretario provinciale del Pd Gabriele Giudici e i consiglieri comunali dem Marco Previtali, Alessandro de Bernardis e Francesca Riccardi; CarloSaffioti esponente di Forza Italia, GianmarcoGabrieli, presidente di Italia Viva Bergamo e la consigliera comunale PaolaRossi, oltre a VittorioApicella del Movimento Cinque Stelle e all’ex assessore Marco Brembilla.

Durante l’incontro è stata letta da Sheghi Taba, iraniana trasferitasi a Bergamo, una poesia, poi tradotta anche in italiano, che ha voluto essere un inno alla libertà e un ringraziamento a tutte le persone che in questi giorni si stanno battendo per la loro dignità e i loro diritti. I ragazzi iraniani presenti al presidio non hanno nascosto la loro preoccupazione e il loro dolore.

Da giorni il regime islamico sta spargendo il terrore nel Paese, con arresti senza spiegazione ed esecuzioni sommarie: sono state calcolate circa 12mila vittime in quattro giorni. Per evitare che le notizie trapelassero nel resto del mondo il governo iraniano ha bloccato internet, interrompendo così ogni possibilità di contatto con l’Italia e le altre Nazioni. Gli uomini e le donne iraniane in Italia e nel mondo vivono quindi nella paura e nell’incertezza: non sanno se le loro famiglie e i loro amici rimasti in patria siano ancora vivi o se siano caduti anche loro vittime di questa violenza immotivata.

Taba ha utilizzato poi una metafora molto evocativa per riferirsi al suo amato Iran; per lei la sua Nazione non è triste, ma la paragona ad una donna in gravidanza: è consapevole che dovrà affrontare un grande dolore, ma sa anche che alla fine di questa sofferenza ci sarà una grande gioia, la libertà.

Il presidio a Bergamo per l'Iran

“Siamo qui per far sapere a quante più persone possibili che noi siamo al fianco degli iraniani per sostenere le proteste, la lotta per i diritti umani, la libertà e la democrazia, trasmettendo a nostra volta questa voce di solidarietà e sostenendoli con il mezzo della conoscenza” ha affermato Pia Locatelli.

Grande la commozione tra i ragazzi iraniani presenti al presidio con cartelloni e slogan; alcuni di loro hanno voluto portare la loro testimonianza, ma quella che è trapelata dai loro discorsi è un’incrollabile speranza per un futuro migliore per il loro Paese. Credono fermamente nel ritorno in patria del figlio dello Scià di Persia, Reza Pahlavi, e vedono in lui l’unica possibilità per far cadere la Repubblica Islamica che da anni sta affliggendo il popolo iraniano.

“Come Sindaca di Bergamo voglio dire con chiarezza che la nostra città non è indifferente. Lo abbiamo dimostrato in questi anni stando accanto al popolo ucraino, dando voce alla sofferenza della popolazione civile di Gaza, e sostenendo la comunità iraniana dopo l’uccisione di Mahsa Amini. Lo stiamo facendo anche oggi, quando in Iran la repressione torna a colpire chi chiede semplicemente di poter vivere da persona libera” ha proseguito la Carnevali.

CGIL e CISL hanno espresso la loro vicinanza a chi, in questo momento, sta lottando per l’uguaglianza e i diritti, promettendo il loro sostegno a lavoratrici e lavoratori iraniani che non possono condurre una vita libera ed emancipata.

“Alle donne iraniane, agli uomini, a tutti coloro che lottano, alla comunità iraniana di Bergamo, va oggi la nostra solidarietà, il nostro rispetto e la nostra voce” ha concluso la sindaca di Bergamo, annunciando una nuova manifestazione programmata per giovedì 15 gennaio.