L'interrogazione
|Fondi per il funzionamento della Teb T2, Avs porta il caso in Parlamento: “Servono risposte chiare”
Per avviare il servizio bisogna trovare 1,7 milioni. Devis Dori: “La T2 non è solo un’infrastruttura, ma un modello di mobilità e di sviluppo”
Un’infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile della provincia di Bergamo rischia di non poter entrare pienamente in funzione. È il nodo al centro dell’interrogazione parlamentare presentata da Devis Dori, deputato bergamasco di Alleanza Verdi e Sinistra, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla linea T2 della Teb.
La linea, lunga 11,5 chilometri con 17 fermate, è finanziata con circa 100 milioni di euro del Pnrr, 40 milioni di Regione Lombardia e 14 milioni del Ministero. Un’opera fondamentale per alleggerire la situazione viabilistica che da anni grava pesantemente sulla Val Brembana e sull’area urbana bergamasca. Secondo quanto comunicato dalla Provincia di Bergamo lo scorso 16 dicembre, a seguito di una causa persa da Regione Lombardia al Consiglio di Stato si renderà necessario un nuovo riparto dei fondi per il Trasporto Pubblico Locale. Questo comporterebbe una riduzione delle risorse a partire dal 2026, con una perdita stimata di circa 1,7 milioni di euro, indispensabili per garantire l’operatività della linea T2 fin dal suo avvio, previsto per la seconda metà del 2026.
“Sarebbe inaccettabile arrivare all’inaugurazione senza la certezza delle risorse per farla funzionare – dichiara Dori -. Per questo ho chiesto al ministro se sia a conoscenza della criticità finanziaria e quali iniziative intenda assumere per garantire i fondi necessari. La T2 non è solo un’infrastruttura, ma una scelta di modello di mobilità e di sviluppo: senza risorse certe per la gestione, ogni annuncio resta propaganda”.
“Servono risposte chiare e impegni concreti – rincara il deputato -. Soprattutto da Regione Lombardia che preferisce sprecare decine di milioni di euro pubblici per la Bergamo-Treviglio anzichè concludere la T2 e potenziare i disastrosi collegamenti ferroviari fra Bergamo e Milano. Questa è la loro miope visione del territorio”.
Sul tema interviene anche il coportavoce provinciale di Europa Verde Bergamo, Giuseppe Canducci, che sottolinea la contraddizione nelle scelte regionali. “Da un lato – sostiene – si mettono in discussione risorse fondamentali per un’infrastruttura sostenibile, già in costruzione e utile a migliaia di persone; dall’altro Regione Lombardia continua a tenere in piedi progetti come la Paladina–Sedrina, un’opera fortemente impattante dal punto di vista ambientale, dal costo stimato di oltre 500 milioni di euro, che non immaginiamo dove riescano a trovare”.
“È una questione di priorità politiche”, aggiunge, “i fondi pubblici devono andare al trasporto pubblico, alla riduzione del traffico e dell’inquinamento, non a nuove strade che consumano suolo e aggravano i problemi ambientali. La Linea T2 rappresenta una scelta coerente con la transizione ecologica e con i bisogni reali del territorio, tanto che lo sforzo sarebbe quello di allungarla il più possibile verso la valle, dando una vera mobilità alternativa a tutti gli abitanti pendolari che oggi rimangono fino a quasi due ore in coda per arrivare in città”.



