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Liste d’attesa, l’ira di Casati: “Agende bloccate in bergamasca, impossibile prenotare visite specialistiche”

Il consigliere bergamasco del Pd tuona contro il Pirellone: “Dov’è sta la svolta annunciata dalla Regione? Chiesto a Bertolaso se la problematica riguardi solo Bergamo o tutto il territorio”

Nessun posto disponibile per alcune visite specialistiche nella nostra provincia, perché al momento le agende risultano “chiuse”: è la denuncia del consigliere regionale bergamasco del Partito Democratico Davide Casati, che sul tema ha depositato un’interrogazione indirizzata all’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

“Tra fine dicembre e inizio gennaio – spiega Casati – sono arrivate diverse segnalazioni da parte di cittadini che non sono riusciti a prenotare visite specialistiche a causa della totale mancanza di slot disponibili. Una situazione, quella delle cosiddette ‘agende chiuse’ che si è protratta almeno dall’ultima settimana di dicembre fino alla prima di gennaio. Un cittadino, in data 23 dicembre 2025, ha tentato di prenotare una visita specialistica ortopedica tramite il sistema di prenotazione regionale, ricevendo come esito un messaggio di totale assenza di disponibilità. Riprovando in data 7 gennaio 2026, hanno trovato la prima disponibilità nel mese di giugno”.

Non l’unico slot introvabile: “Per accedere a una visita dermatologica, alla data dell’8 gennaio, sul portale regionale Prenotasalute le agende risultano chiuse ovvero non è presente alcuna disponibilità prenotabile nell’intera provincia – prosegue Casati – La situazione estremamente critica delle liste d’attesa non consente al sistema sanitario regionale alcun ritardo o disallineamento nell’immissione delle agende di prenotazione, poiché tale dilazione incide direttamente sull’esercizio del diritto alla tutela della salute impedendo ai cittadini di pianificare percorsi di cura adeguati; l’assenza totale di disponibilità visibili nel sistema di prenotazione può determinare un ricorso forzato alla sanità privata, con un evidente impatto sulle disuguaglianze di accesso alle prestazioni sanitarie”.

Una situazione definita “inaccettabile”, sulla quale Casati vuole vederci chiaro: “Ci chiediamo se sia circoscritta alla nostra provincia o riguardi anche altri territori. Occorre accelerare la messa in rete di tutte le agende delle strutture, pubbliche e private a contratto, attraverso un CUP unico funzionante e aggiornato con le reali disponibilità di visite ed esami. È una questione di trasparenza necessaria a garantire ai cittadini il diritto alla salute”.