Il belga in gol dopo 118 giorni in Serie A, il portiere compie due parate decisive nella mezz’ora finale, poi Pasalic sigilla. Dea a quota 31 punti, percorso netto nel 2026 con tre vittorie e tre clean sheet
Bergamo. E sono tre vittorie in dieci giorni. L’Atalanta non poteva scegliere modo migliore per lasciarsi alle spalle il 2025 e iniziare l’anno nuovo risalendo la china della classifica a passo spedito: 15 punti presi su 18 disponibili nell’ultimo mese, scollinando quota 30, fermandosi a 31 che non è il metaforico “e lode”, ma vale un settimo posto consolidato che un mese e mezzo fa, all’inizio dell’era Palladino, non era certo scontato.
Contro il Torino decidono con egual importanza le due costanti di questo momento nerazzurro: Charles De Ketelaere con il gol del vantaggio, Marco Carnesecchi con le parate decisive per difenderlo. E il sigillo di Pasalic, con dedica al papà e abbraccio del gruppo. Il modo più bello per fare il bilancio della settimana piena: 9 punti, bottino massimo, Bologna scavalcato oltre ogni ragionevole asterisco (31 a 27) e Como a -3, anche se di asterisco qui ce n’è un altro che in settimana si cancellerà. La strategia nerazzurra? Guardare a sé stessa, alla propria scalata. E sta pagando, eccome se sta pagando.

Anche con il recupero di Gianluca Scamacca, Palladino ha le idee chiarissime sull’undici titolare: solo conferme rispetto a Bologna, con il ritorno a disposizione del 9 dopo il break del Dall’Ara, da ‘ventesimo’ in panchina al posto di Brescianini, partito in settimana con destinazione Firenze. Nel pre-gara c’è spazio per la premiazione di Marco Carnesecchi, arrivato a 100 presenze in nerazzurro, sotto una Curva Nord più spoglia del solito nel giorno del 33° anniversario della morte di Celestino Colombi in viale Giulio Cesare, a causa di un malore che lo stroncò mentre a pochi passi da lui durante una carica tra tifosi e forze dell’ordine dopo un Atalanta-Roma. “10 gennaio 1993, noi non dimentichiamo” è la scritta che unisce Nord e Sud.
Il primo quarto d’ora e anche buona parte del pregara sono di silenzio, salvo quando lo speaker ricorda Emiliano Mondonico e quando sotto la Nord passa il capitano granata Duvan Zapata, salutato con un’ovazione a cui il colombiano ricambia, abbracciando poi De Roon, compagno di mille battaglie, al momento dello scambio di gagliardetti a centrocampo.
Pronti-via e dopo un brivido di Aboukhlal è già vantaggio atalantino, con il colpo di testa di De Ketelaere su corner gentilmente offerto dall’altro ex Tameze e pennellato da Bernasconi: interrompe un digiuno di 118 giorni in campionato, di cui nessuno però sentiva il peso, visto il livello delle prestazioni — che si mantiene tale anche nella fredda serata della New Balance Arena, per come combina coi compagni, sventaglia a destra e sinistra e cerca sempre soluzioni risolutive rischiando la giocata.

Anche Zalewski si attiva negli spazi, mangiandosi anche il 2-0, uno dei pochi buchi lasciati da una difesa granata con le maglie strettissime a difendere il minimo svantaggio per tutto il primo tempo, che si conclude con l’uscita dal campo di Djimsiti per una forte contusione al bacino (gli accertamenti in ospedale hanno escluso la presenza di fratture) dopo uno scontro di gioco con Zapata e l’ingresso di Hien.
Le occasioni per il raddoppio abbondano nei primi minuti della ripresa, quando De Ketelaere offre su un piatto d’oro a Krstovic un pallone solo da appoggiare nella porta vuota ma il montenegrino calcia malissimo, poi Paleari mette sul palo un destro di pura potenza di Zappacosta ispirato da un tacco di Zalewski e infine è lo stesso CdK che sotto porta manca l’ultima deviazione.
Il Torino in qualche modo resiste, poi prima dell’ora di gioco cambia la coppia d’attacco e con Simeone-Adams guadagna qualche metro in avanti. Palladino risponde con Scamacca e Musah, togliendo Scalvini dopo la canonica ora in campo (con botta in testa annessa). Carnesecchi omologa la partita con la parata di riflessi su Maripan e chiudendo Simeone in uscita con un mezzo miracolo che sembra quasi scoraggiare gli assalti granata. Tanto che poi nel finale è la Dea a sigillare in contropiede con Pasalic a recupero terminato. Non arriva, ma va bene così: terzo clean sheet consecutivo, terza vittoria di fila, per la prima volta quest’anno. Nona in 12 partite nell’era Palladino. Sì, oltre all’aria, anche il passo è decisamente cambiato.

Marcatori: 13′ De Ketelaere, 90+5′ Pasalic
Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (67′ Musah), Djimsiti (44′ Hien), Ahanor; Zappacosta, Ederson, De Roon, Bernasconi; De Ketelaere (79′ Samardzic), Zalewski (79′ Pasalic); Krstovic (67′ Scamacca). A disp. Sportiello, Rossi, Kamaldeen, Maldini. All. Palladino
Torino (3-5-2): Paleari; Ismajli, Maripan, Coco; Lazaro (85′ Biraghi), Vlasic, Tameze (57′ Ilkhan), Gineitis, Aboukhlal (85′ Njie); Zapata (57′ Adams), Ngonge (57′ Simeone). A disp. Israel, Popa, Sazonov, Dembelé, Nkounkou, Acquah, Asllani, Anjorin. All. Baroni
Arbitro: Fourneau
Ammoniti: Tameze (25′), Ilkhan (62′), Musah (87′) per gioco falloso
Espulsi: –
Note: 20.918 spettatori, incasso di € 456.938,96. Recupero tempo: pt 3′, st 4′
1-0 De Ketelaere (13’) – Tameze svirgola in curva un pallone che poteva gestire meglio, regalando un corner dalla destra di cui si incarica Bernasconi: cross al bacio a rientrare col sinistro che De Ketelaere intercetta tagliando sul primo palo e girando sul secondo di testa.
2-0 Pasalic (95′) – Fuga del numero 8 che si invola tutto solo verso la porta di Paleari dopo un corner per il Torino e lo batte con il destro in uno-contro-uno sotto la Nord.