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Droni e luminol, al setaccio l’abitazione del muratore accusato dell’omicidio di Hassan Matried

L’abitazione di Nouri Hedhili posta sotto sequestro, in serata l’azione dei carabinieri del Nucleo Investigativo. Vicini sotto shock per il presunto coinvolgimento dell’uomo: “Persona educata”

Verdellino. Si sono conclusi poco prima delle 21 di giovedì 8 gennaio i rilievi da parte del Nucleo Investigativo di Bergamo, supportati dai carabinieri della tenenza di Zingonia, all’interno dell’abitazione di Nouri Hedhili, il 53enne presunto assassino di Hassan Matried, trovato morto ai lati della provinciale per Taleggio, che di anni ne aveva 43.

I carabinieri del Nucleo Investigativo coordinati dalla pm Maria Esposito, e affiancati dai militari della Tenenza di Zingonia, hanno passato al setaccio l’abitazione di via Galliano dove Hedhili viveva con la moglie e le figlie in cerca di indizi utili alle indagini.

Le perquisizioni effettuate anche attraverso l’ausilio del luminol sono durate all’incirca un’ora durante le quali non sarebbero però emersi elementi particolarmente rilevanti. Presente anche Simone Inno, uno degli avvocati, assieme a Gianluca Paris, del 53enne, il quale non ha però voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Per avere qualche elemento in più bisognerà, quindi, attendere i risultati dell’autopsia prevista per le 11 di venerdì 9 gennaio.

La perquisizione a casa di Nouri Hedhili

La casa del muratore tunisino è stata posta sotto sequestro lo stesso pomeriggio. Gli avvisi sono stati affissi dai carabinieri sulla porta principale e su una finestra dell’abitazione che sorge all’ombra del campanile della chiesa principale.

L’ipotesi che tra quelle mura possa essersi verificato un omicidio gela vicini di casa e residenti, ancora sotto shock per il possibile coinvolgimento dell’uomo nella vicenda. L’immagine dei lampeggianti blu delle auto dei carabinieri che filtravano tra le tapparelle è ancora ben stampata nella mente di chi, quella domenica, ha assistito all’arrivo dei militari al domicilio del 53enne il cui fermo è stato convalidato dal Gip nel tardo pomeriggio di giovedì 8 gennaio. In serata le perquisizioni nella casa di via Galliano.

“Credevo fosse successo qualcosa – racconta una vicina di casa – . Dalla finestra ho visto le luci blu e credevo fosse accaduto qualcosa, magari un incendio o un’emergenza. Ma poi ho capito che si trattava di carabinieri”.

Verdellino, abitazione Hedhili omicidio taleggio

La donna, poi, racconta del rapporto di vicinato con Hedhili: “Era una persona educata, oltre al buongiorno e alla buonasera non ci siamo mai detti null’altro. Abitava in quella casa che stava ristrutturando da circa 3 anni, prima da solo e poi con la famiglia. Una famiglia – aggiunge – come tante”.

La vicina di casa racconta, poi, di non conoscere nel dettaglio l’attività lavorativa dell’uomo. “So solo che mi aveva detto di fare il muratore. Gli avevo prestato una motosega che ha utilizzato per tagliare un albero. Lo vedevo spesso caricare e scaricare materiale da un furgone bianco un po’ diroccato – dice – in presenza di varie persone”.